ancora su Marino, Riccardi e salute riproduttiva

Ho letto la settimana scorsa sul sito del senatore Ignazio Marino che lui stesso a nome del governo italiano aveva annunciato in sede OMS (Organizzazione Mondiale Sanità), ad una riunione Onu,  possibili finanziamenti per un programma di “salute riproduttiva”, tramite il Ministero di Andrea Riccardi. Il Foglio ne ha parlato in un articolo venerdì scorso, riportando anche le dichiarazioni – a mio avviso non chiare - dell’ufficio stampa del ministro. Ho chiesto quindi chiarimenti, su questo sito e in una lettera al Foglio, chiarimenti che ritengo doverosi: mi occupo da anni della “salute riproduttiva” e di quel che effettivamente significa, e ricordo che la Santa Sede non firma neppure trattati internazionali dove appare questa espressione, o la sua analoga “diritti riproduttivi”. (v. le polemiche per la mancata firma su un testo a cui la Santa Sede teneva molto, come la Convenzione per i diritti dei disabili).

Ad oggi, almeno sulle agenzie e sulla stampa, non ho trovato alcuna smentita e/o chiarimento ufficiale da parte dei due diretti interessati, Marino e Riccardi, mentre la notizia è ancora visibile sul sito di Marino.

Leggo però su Avvenire oggi la risposta del direttore Tarquinio ad alcune lettere sull’argomento, che potete leggere sul sito a questo link.

Sono ben felice di leggere che la notizia è falsa, e ne prendo atto con sollievo.

Ma questo purtroppo non significa che il “ caso” sia chiuso.

Innanzitutto, per il web valgono le stesse regole di comunicazione della carta stampata: se si diffonde una notizia falsa, una smentita ufficiale da parte dei diretti interessati è il modo più semplice ed efficace per fermarla. E per quanto mi riguarda, se il Ministro Riccardi smentisse diffonderei immediatamente la sua nota.

Ma soprattutto, tornando al tema, visto che la notizia è falsa allora vale la prima ipotesi che ho fatto nella mia lettera al Foglio: evidentemente Ignazio Marino ha parlato all’insaputa del Ministro.

E’ bene chiarire un punto: Ignazio Marino non è un passante qualsiasi che ha chiacchierato sul suo sito personale. Lui, che è senatore e Presidente della Commissione Parlamentare di inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del servizio Sanitario Nazionale, ha dichiarato pubblicamente di avere partecipato in sede OMS a una riunione di un gruppo ONU rappresentando l’Italia, annunciando possibili fondi pubblici per un programma Onu ben preciso. Lo ha scritto nel suo sito personale, che è segnalato nella sua scheda personale di senatore: una dichiarazione molto istituzionale, insomma, non certo un sms ad un amico, né una dicerìa.

E’ bene anche chiarire che per parlare in questi consessi ( ONU) non si può semplicemente entrare ed alzare la mano: so, per esperienza personale, che bisogna essere – ovviamente – accreditati dall’istituzione italiana che autorizza a parlare a proprio nome, e l’accredito segue procedure ben definite e complesse, proprio per garantire che chi parla lo fa con una delega ben precisa e ne risponde a chi l’ha delegato.

E a questo punto, allora vorrei sapere:

1. E’ vero, come scritto sul suo sito, che il senatore Ignazio Marino ha partecipato ed ha parlato in un consesso istituzionale Oms/Onu a nome del nostro paese?

2. Se è vero, chi l’ha accreditato nel governo? E’ andato per conto della Farnesina? Oppure ha avuto un particolare mandato parlamentare, visto il suo incarico?

3. Ha detto, rappresentando l’Italia, quello che dice di aver detto, e cioè di possibili finanziamenti italiani a programmi per la salute riproduttiva, in un consesso ufficiale?

E’ importante, a questo punto, che il senatore Marino e chiunque l’abbia accreditato, risponda, e faccia chiarezza.

Insisto sul punto, perché mettere la faccia sui valori non negoziabili – come ha invitato a fare il Card. Bagnasco anche in una recente omelia ai parlamentari -  significa esattamente mettere la faccia innanzitutto su fatti come questi, perché è su questo che si misura il coraggio e l’impegno dei cattolici in politica.

E a questo proposito ricordo che la Chiesa su questi temi non fa sconti a nessuno, anzi: basti pensare a quello che successe qualche anno fa per esempio a Paola Binetti, il cui impegno su questi temi è sempre stato limpido e generoso, senza ombra alcuna.

Appena eletta senatore nel Pd, nel secondo governo Prodi, si trovò a dover votare sui finanziamenti europei alla ricerca che distruggeva embrioni. Se avesse votato contro, al senato, la Binetti avrebbe messo in forte difficoltà la sua maggioranza, e probabilmente l’avrebbe fatta saltare. Era all’inizio del suo primo mandato, e non se l’è sentita di farlo: onestamente, le si stava chiedendo un gesto difficilissimo. Lei non partecipò al voto, cercando di minimizzare i danni, e testimoniando comunque la sua opposizione a quel provvedimento. Fu attaccata durissimamente dalla stampa cattolica, compreso l’Osservatore Romano. Eppure il suo impegno – era stata da poco Presidente di Scienza e Vita, una delle facce vincenti della battaglia referendaria – era e continua ad essere limpido, sotto gli occhi di tutti. Ma un cattolico che fa politica in prima persona, deve essere consapevole che è sui valori non negoziabili innanzitutto che viene misurato. E’ un impegno in più, sicuramente gravoso, dove purtroppo è facile anche sbagliare o cadere in “trappoloni”. Ma si chiamano “non negoziabili” proprio perché su quelli non si transige.

E adesso aspetto chiarimenti dal senatore Marino, e da chi l’ha accreditato (Farnesina?).