chi li ha visti?

La furia iconoclasta che ha colpito gli Stati Uniti d’America, e che ha portato alla rimozione anche violenta di statue di personaggi storici “simboli di odio e di divisione razziale”, riconducibili in qualche modo a imbarazzanti colpe americane, come razzismo e schiavismo, ha raggiunto il nostro paese. Dopo la decapitazione della statua di Cristoforo Colombo in un parco a New York, con l’accusa infamante di schiavista, l’assalto a due presidenti come George Washington e Andrew Jackson, oltre che la censura nei confronti del film Via col Vento, la protesta ha conquistato una delle università italiane più prestigiose, il Politecnico di Milano (il Poli).  

Al grido “facilitiamo l’incontro fra i popoli”, sono stati rimossi quadri raffiguranti noti facinorosi italiani del secolo scorso, tali Servo di Dio Luigi Giussani e San Riccardo Pampuri, con l’accusa infamante di essere divisivi.

Pur essendo ben noti i nomi dei mandanti, mancano ancora rivendicazioni ufficiali del gesto di revisionismo “politicamente corretto” della storia ciellina. Certi della ferma volontà dei suddetti mandanti di renderle note, con argomentazioni abbondanti e articolate, attendiamo fiduciosi.

Nel frattempo qualcuno di buona volontà sta cercando di recuperare i quadri scomparsi. CHI LI HA VISTI? DOVE LI HANNO MESSI?

si diano le ragioni, pubblicamente

Ricapitoliamo. In un'aula del politecnico di Milano, usata come aula di studio, sono state rimosse le immagini di Don Giussani di San Pampuri dagli stessi studenti universitari di Comunione e Liberazione.

Questo è il fatto, innegabile, e che nessuno ha smentito da ieri sera, da quando la notizia è circolata sui social: prima quelle foto c’erano, adesso non ci sono più.

Siccome non stiamo spettegolando sui fatti privati di qualcuno, ma su una decisione che ha conseguenze importanti per molti, le motivazioni vanno chiarite, pubblicamente.

Si diano pubblicamente le ragioni di questa decisione, come sempre siamo stati educati a fare: c’è forse da vergognarsi di un atto del genere? Se si, si ammetta di avere sbagliato, di aver fatto una scemenza senza averne motivi, e si riveda il tutto. Se invece no, perché ci sono state ragioni ponderate per farlo, si spieghino, e confrontiamoci su quelle. Come sempre abbiamo fatto.

Non è una questione di arredamento di spazi pubblici, ma del cuore dell’esperienza di Comunione e Liberazione, quel “rendere ragione della speranza che è in voi”: per questo un chiarimento è necessario. Un chiarimento pubblico, per imparare tutti.

Attendiamo fiduciosi.

P.S. si prega di astenersi da osservazioni tipo: non abbiamo mai messo foto di Giussani appese al muro. E’ vero: quando era vivo non mettevamo le sue foto. Scrivevamo manifesti e volantini, e appendevamo quelli. 

 

editing genetico di embrioni, eugenetica di massa

Oggi su Avvenire due miei articoli: il primo spiega il contenuto di un articolo di Nature su una tecnica di manipolazione genetica, il gene editing, che i giornaloni hanno salutato come grande novità per possibili cure future di malattie incurabili, se applicate su embrioni, ovviamente....

Il secondo riguarda invece la Cina, e il "successo" travolgente delle tecniche di diagnosi preimpianto di embrioni, nella fecondazione assistita. Avvenire ha aperto il giornale, oggi, su questo mio resoconto

segnalazioni: Intervista su Meeting e CL, le polemiche americane

tre segnalazioni. 

La prima: Matteo Montevecchi mi ha intervistato su Meeting, CL e dintorni, per riminiduepuntozero.it. Qua l'intervista.

La seconda: che sta succedendo negli USA? ci manca solo che i politicamente corretti cancellino Via col Vento. Spiego e commento su l'Occidentale.

la terza: ma è vero che Trump ha "scaricato" il suo fido Steve Bannon? O forse....più che un'ipotesi, leggete su l'Occidentale.

le ultime ore di baby Charlie

Charlie è tornato a casa. Morto. Ieri sul Daily Mail l'ultimo racconto dei suoi genitori. Si fa fatica a leggerlo, onestamente. Si fa anche fatica a trattenere la rabbia, mentre scendono le lacrime. A fatica trattengo tutti quei commenti nei confronti del Gosh & C. (dove C. sta per complici) che mi farebbero immediatamente andare in galera. Addio Charlie, resterai sempre nei nostri cuori. Ma ti prometto che non smetterò mai, mai, mai, di lottare contro il mostro che ti ha ucciso, e che non è la tua malattia. E' il mostro che sta attanagliando il nostro continente secolarizzato, vecchio e infecondo, che non è più in grado di accettare limiti e imperfezione, e per questo non è più in grado di proteggere la vita umana, e le si rivolta contro. E' il mostro del favor mortis.

Oggi, su Avvenire, metto in fila i fatti e spiego perché secondo me è eutanasia. E spiego gli sviluppi del protocollo di Groeningen. Lasciando parlare logica e fatti. Razionalmente. La battaglia contro il favor mortis continua così.

Charlie, eutanasia di stato

Il piccolo guerriero Charlie Gard è morto ieri, dopo che gli hanno sfilato dal naso i tubi del respiratore che gli permetteva di vivere. Non è morto a seguito della sua malattia, quindi, perché quando gli hanno interrotto la respirazione non c’era una diagnosi di morte cerebrale, ma era ancora vivo. Lo hanno fatto perché secondo i medici e i giudici la sua non era vita ma solo sofferenza, a prescindere dal dolore fisico che nessuno ha mai dimostrato che ci fosse. Charlie, comunque, era sedato. Lo hanno fatto perché nelle sue condizioni i medici del cosiddetto miglior ospedale pediatrico britannico fin dallo scorso novembre, appena avuta la diagnosi della sua malattia, hanno deciso che non valeva la pena che vivesse, e gli avrebbero staccato il respiratore subito, prima di Natale, se i genitori non si fossero opposti.

Per continuare a leggere il mio commento su l'Occidentale, clicca qui.

Ciao, piccolo guerriero Charlie

Il nostro bel piccolo bambino se n'è andato, siamo così orgogliosi di te, Charlie, hanno detto i genitori, ai quali è stato negato persino l'ultimo desiderio, quello di portarlo per qualche giorno a casa.

E' un momento troppo drammatico, questo, per commentare come si deve le condoglianze del Gosh ai genitori di Charlie. Ma ci torneremo presto.

Intanto preghiamo, per Chris e Connie, innanzitutto, che Dio li sostenga anche in questo durissimo ultimo atto. Preghiamo, consapevoli di quello che è successo, ben sottolineato dal comunicato di Eugenia Roccella, che condivido pienamente, e dolorosamente.

CASO CHARLIE: ROCCELLA, NUOVA STRADA PER EUTANASIA = Roma, 28 lug. (AdnKronos) - "E' morto Charlie, il piccolo guerriero. Per la nostra civiltà morire era il suo 'migliore interesse'. Ma noi, insieme ai suoi genitori, pensiamo invece che meritasse ogni sforzo per aiutarlo a vivere. E' questa la nuova strada per l'eutanasia: l'abbandono terapeutico e la sospensione dei sostegni vitali". Lo afferma Eugenia Roccella, deputata di Idea

hanno negato pure l'ultimo desiderio

Alla fine il giudice, come sempre, ha dato ragione al Gosh e ha negato a Charlie la possibilità di morire a casa. Ha negato ai genitori il loro ultimo desiderio. Charlie morirà in un hospice, segreto luogo e ora, perchè nessuno possa interferire, perchè questi riflettori danno tanto fastidio. Morirà velocemente. 

Il motivo per cui il Gosh è così malvagiamente ostinato, ho cercato di spiegarlo ieri, su l'Occidentale

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