a proposito di aborto e obiezione di coscienza

Prima di parlare a vanvera su aborto e obiezione di coscienza, è bene chiarire che:

- il diritto all'obiezione di coscienza è costituzionalmente fondato, il che significa che NON è una gentile concessione del parlamento, ma è fra i principi fondanti della nostra costituzione;

- la legge 194 sull’aborto lo disciplina esplicitamente, e NON vieta ai medici di cambiare idea durante il corso della propria vita (da obiettori a non obiettori e viceversa) perché semplicemente non può farlo, e questo vale sicuramente anche per i due ginecologi del San Camillo, a prescindere dalle sciocchezze che abbiamo sentito stasera ai tiggì;

- così come non è possibile avere punti nascita in ogni ospedale, non è possibile avere punti aborto in ogni ospedale: nella relazione al parlamento si possono confrontare punti nascita e punti aborto regione per regione. Andate a guardare: è una lettura interessante;

- se in numero assoluto i ginecologi obiettori sono il 70% del totale, e i cattolici praticanti il 20% della popolazione, e poichè fra i ginecologi difficilmente la percentuale di cattolici è maggiore di quella del resto della popolazione, si deduce che questa numerosità di obiettori NON è riconducibile alla fede cattolica ma a un forte orientamento professionale;

- dai dati della relazione al parlamento – dati forniti direttamente dalle regioni, raccolti struttura per struttura – si vede che in media in Italia ogni ginecologo non obiettore esegue ogni settimana, a livello nazionale, 1.6 aborti (considerando 44 settimane lavorative in un anno);

- nella relazione al parlamento sono riportate le medie regionali, e anche quelle per ogni singola ASL, da cui si vede che 3 ASL su 140 si discostano molto dalla media nazionale; in queste si hanno da 12 a 15 aborti settimanali. In termini di ore di lavoro significa un impegno di due mezze giornate; nelle altre 137 Asl i numeri sono molto più bassi (7 in un caso, e poi sempre meno di 5) corrispondenti a un lavoro di mezza giornata al massimo;

- ricordiamo che si tratta di interventi programmati; quindi se due mezze giornate programmate, in tre ASL, o una mezza giornata, nelle altre, sono un problema enorme per i ginecologi, allora la questione NON è la numerosità degli obiettori, ma la GRAVOSITA’ degli interventi, e forse allora di questo dovrebbero parlare i medici, all’interno del loro ordine professionale;

- sempre nella relazione al parlamento si può leggere che l’11% di personale NON obiettore, a livello nazionale, NON è assegnato ai servizi IVG. In altre parole: nonostante abbiano dato la disponibilità ad effettuare aborti, l’11% dei non obiettori sono destinati ad altri servizi dalle loro amministrazioni: evidentemente i non obiettori sono più che sufficienti rispetto agli aborti richiesti;

- la legge 194 prevede esplicitamente la mobilità del personale sanitario all’interno della regione, se necessario (art.9: La regione ne controlla e garantisce l'attuazione anche attraverso la mobilità del personale);

- l’Italia NON è mai stata condannata dall’Europa a questo riguardo: il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa si è espresso definitivamente lo scorso luglio dopo due reclami (della IPPF-EN e della CGIL), riguardanti aborto e obiezione di coscienza, con un giudizio positivo: nella relazione al parlamento è riportata la risoluzione;

- a conferma di quanto detto sopra, riporto il tweet di Silvio Viale, noto ginecologo radicale che ha fatto dell’aborto con la RU486 la battaglia della sua vita: "Come sempre detto il problema è l'obiezione delle istituzioni e il menefreghismo di politici e dirigenti della sanità. La soluzione del San Camillo non è la migliore. Servono piani regionali x IVG e quote di medici di coscienza da garantire con la mobilità"

Ecco, detto tutto questo, se poi al San Camillo hanno problemi organizzativi, parliamone, ma non diciamo sciocchezze sugli obiettori di coscienza, per favore: non è vero che sono troppi.

notizie dal fronte

A tappe forzate quel che resta del PD - quando finiranno di implodere sarà sempre troppo tardi - sta portando in aula la legge sul biotestamento. Leggete quel che ci racconta Eugenia Roccella: i deputati cattolici hanno abbandonato la commissione perché con il "canguro" (ve lo ricordate? era il trucco usato per le unioni civili) il PD ha tagliato tutti gli emendamenti dell'opposizione impedendo la discussione. La commissione affari sociali va in notturna, per finire tutto e andare alla camera a votare il biotestamento il più presto possibile. Perché, si sa, l'urgenza di questo paese è il diritto a morire.

Biotestamento: cattolici abbandonano commissione e non votano

Roccella,'presentato ricorso, fatti decadere nostri emendamenti' (ANSA) - ROMA, 16 FEB - I parlamentari cattolici della commissione Affari sociali della Camera hanno abbandonato questa sera la commissione riunita in seduta notturna per completare la discussione degli emendamenti al ddl sul Biotestamento. Lo afferma all'ANSA Eugenia Roccella (Idea), componente della commissione, annunciando anche la presentazione di un ricorso alla presidenza della Camera. "Per effetto di un cosiddetto emendamento 'canguro' presentato dal Pd - ha spiegato Roccella - sono decaduti 93 emendamenti su 102 da noi presentati all'articolo 3 del ddl, cuore della legge e relativo alla interruzione della nutrizione e idratazione artificiale. A questo punto abbiamo sollevato una questione di costituzionalita' presentando un ricorso alla presidenza della Camera e alla giunta del regolamento". E' stata anche chiesta la sospensione della seduta, non concessa dal presidente. Al momento della votazione dell'articolo 3, ha reso noto Roccella, "abbiamo quindi abbandonato la commissione, non votando il suddetto articolo". 

I parlamentari cattolici, appartenenti a diversi gruppi, che hanno abbandonato la commissione, sono Roccella, Pagano, Binetti, Menorello, Calabró e Gigli. Il ricorso sara' firmato anche dai parlamentari Palmieri e Fucci. Al momento, ha reso noto Roccella, i lavori della commissione in seduta notturna stanno proseguendo con lo scopo di terminare la discussione relativa a tutti gli emendamenti, per garantire l'approdo in Aula del ddl il 27 febbraio.(ANSA)

 

non è eutanasia, transgender e bagni in USA

Cominciamo con le cose serie. Facciamo chiarezza sul malato terminale di SLA che alla fine della sua vita è stato sedato, giustamente, per non soffrire, nei termini di legge, di appropriatezza medica e di umanità. Perché non è eutanasia, non c'entra niente con Welby, con Eluana, e men che meno con il testamento biologico: lo spiego su l'Occidentale.

E passando a quelle meno serie: udite udite, l'ennesima polemica su Trump, che addirittura vuole ripristinare la vecchia distinzione fra maschi e femmine!

La battaglia di Hacksaw Ridge

Ho appena visto il capolavoro di Mel Gibson "La battaglia di Hacksaw Ridge", una storia vera, un film strepitoso, possente, cristiano. Difficile parlarne senza spoilerarlo, quindi aggiungo poco: violentissimo come solo la guerra può esserlo, ma mai gratuitamente. La violenza nei film di Gibson è sempre catartica. E vedi la potenza della fede, che trasforma vite semplici, comuni e anche sfigate, come si direbbe adesso, in quelle di santi ed eroi. Andate a vederlo: ne vale la pena.

gender, incontro a Assisi

E' il transgender l'emblema della fluidità dell'identità sessuale umana, e sono i minori i suoi "testimonial", non a caso. Ho cercato di spiegarne oggi il perchè, in un mio contributo su Avvenire, a partire dal numero monografico che ha dedicato all'argomento la rivista National Geographic.

Ma la questione non investe solo i media, e ha raggiunto la vetta del surreale in un documento della British Medical Association, l'associazione professionale nazionale per i medici inglesi, dove si indicano le espressioni politicamente corrette per i transgender: non più "donna incinta", non più "vagina", tanto per dirne due. Ne ho scritto su L'Occidentale

Appuntamento a Assisi, sabato prossimo 4 febbraio, ore 10.00, alla Domus Pacis di Santa Maria degli Angeli. Sarò relatore ad un incontro formativo dell'associazione Umbria Next, dal titolo: ABORTO E OBIEZIONE DI COSCIENZA: SITUAZIONE PRESENTE E PROSPETTIVE DI INTERVENTO.

 

un vento nuovo, politicamente corretto, fine vita

Un vento nuovo su vita e famiglia, negli USA ma anche in Europa, e per quanto riguarda il nostro continente ne ho cognizione diretta: ho fatto parte del collegio di difesa italiano di due importanti contenziosi presso la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, contenziosi vinti dal nostro paese. Segnali importanti, da non sottovalutare. Ne parlo su l'Occidentale.

Segnalo poi un'Interessante riflessione di Eugenio Capozzi su politicamente corretto e democrazia, quest'ultima intollerabile per il progressisimo delle élites occidentali.

Infine, in un'intervista su Tempi, Eugenia Roccella spiega cosa sta succedendo in parlamento a proposito della legge sul cosiddetto biotestamento. 

domanda

Insomma: dal 24 agosto in poi, dopo il terremoto di Amatrice, che cosa ha fatto Renzi, a parte la propaganda per il suo referendum (e dopo le unioni civili?).

Almeno preparare le stalle per gli animali, come hanno chiesto da subito i terremotati, insistentemente, non si poteva fare? Questa della strage degli animali è gravissima (Cirinnà: una volta non eri la protettrice degli animali al comune di Roma?), è la morte degli allevatori, piccoli e grandi: è la loro morte economica. La morte dei prodotti tipici, dopo quella dei centri storici. Tutte imprese familiari che non si riprenderanno più. LA FRETTA C'E' STATA PER I DECRETI ATTUATIVI DELLE UNIONI CIVILI. I TERREMOTATI E I LORO ALLEVAMENTI POSSONO ASPETTARE.

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