Brexit, Cagliari

Ricorderemo la data di Brexit al pari di quelle di fatti come il crollo del Muro di Berlino, o l'attentato delle Twin Towers: eventi che hanno segnato un mutamento epocale (e ci ricorderemo tutti di essere andati a dormire con la Gran Bretagna dentro la UE, e di esserci svegliati che era già fuori).

Inondati da commenti di ogni tipo - paginate e paginate sui giornali, che continueranno a lungo - vi segnalo intanto uno degli articoli più interessanti e illuminanti a proposito, scritto da Mauro Bottarelli prima di conoscere il risultato del referendum. E' lungo, ma per invogliarvi a leggerlo riporto di seguito il finale: "Mentre scrivo non so chi ha vinto il referendum britannico, mentre voi che leggete si. Non cambia il senso di questo articolo. Abbiamo, paradossalmente, un’unica, disperata e dolorosa speranza: che qualcosa sfugga dal controllo dei manovratori. Saranno tempi difficili, da lacrime e sangue davvero, ma almeno apriremo gli occhi sulla realtà del mondo che abbiamo permesso ci venisse creato attorno. E allora si farà piazza pulita, ricominciando da zero. E dalle nostre identità, non da quelle di un burocrate massone e non eletto che tiri i fili da Bruxelles. E che viene applaudito anche da molti che hanno l’indecenza di definirsi cattolici".

Segnalo invece un brutto fatto a Cagliari, dove c'era un prete che andava difeso, e invece il suo vescovo ha preso le distanze e gli impone il silenzio. 

ballottaggi the day after

Ballottaggi. Che è successo?

1.     se gli elettori del centrodestra a Roma e Torino non avessero votato i 5stelle,  annullando le schede o non votando, avrebbe vinto Renzi a queste amministrative e sarebbe lui a festeggiare, adesso. Se stasera parliamo della batosta presa da Renzi è grazie a chi del centro destra, non avendo un proprio rappresentante ai ballottaggi, ha fatto opera di discernimento, e ha scelto il candidato che potesse bloccare Renzi. Se non avessero votato così, avrebbe vinto Renzi, e il cammino legislativo sui temi che ci interessano – dalle adozioni al testamento biologico al divorzio ultrafast – si sarebbe potenziato.

2.     I 5stelle sono lontani anni luce da tutto quel che penso. Sui temi a cui tengo sono quasi sempre dalla parte opposta, e nella migliore delle ipotesi non ne sono interessati. Ma quando in nome dei loro “valori non negoziabili” – la legalità e la trasparenza delle procedure anche parlamentari – hanno mandato all’aria la Cirinnà che pure condividevano pienamente nel merito, bocciando il famigerato emendamento “canguro” , io ne sono stata felice, e non ero certo la sola, anzi…. E alla fine mentre fior di cattolici quella legge l’hanno votata, loro no. Per motivi lontanissimi dai nostri – di metodo e non di merito, che invece condividevano – ma l’hanno fatto. I cosiddetti “nuovi diritti” non sono la loro bandiera, e non ce li hanno in cima alla lista,  costi quel che costi, come invece succede al Pd, Renzi in testa. E anche questo fa la differenza, quando l’unica possibilità di scelta è fra loro  e il Pd.

3.     Il futuro è dei 5stelle? Per quanto riguarda il mio voto, assolutamente no. Ma se avessi dovuto scegliere li avrei votati anche io a Roma e Torino, in questa particolarissima circostanza. Tra l'altro a Milano Sala ha vinto perché ha agganciato i voti della sinistra-sinistra (SEL) e dei radicali (hanno promesso ai milanesi la Bonino in giunta), che adesso saranno ben pronti a chiedere il conto, che sarà innanzitutto sui nostri temi, in totale continuità con Pisapia. E non sarà uguale a quello che sarebbe potuto essere con Parisi: le differenze vanno capite, e giudicate.

4.     Il centrodestra è andato male, e anche quando ha sfiorato la vittoria – come a Milano – non lo ha fatto perché era unito di suo, ma perché il candidato, Parisi, è riuscito a tenerli insieme mettendosi al tempo stesso a una certa distanza. In particolare è andata male la Lega che, come abbiamo detto più volte, può essere un alleato importante ma non può candidarsi a guidare il centrodestra, che piuttosto si deve rinnovare perché quello che c’è adesso, così come è, va poco lontano.

5.     Adesso dobbiamo andare fino in fondo, e votare no al referendum di ottobre. Ieri abbiamo visto che ce la possiamo fare: per costruire un’alternanza a Renzi, cioè per ricostruire il centrodestra, dove noi cattolici possiamo trovare spazio e agibilità politica.

ballottaggi, Vendola

Ballottaggi. Per chi si vota? Semplice: dappertutto, gli avversari del Pd. E non per un dispetto infantile, ma per salvare la pelle a noi cattolici e dare un colpo al renzismo, cioè a quella politica acchiappatutto di cui abbiamo visto l’apoteosi per la legge sulle unioni civili.

Una legge che era solo nel programma della Leopolda, cioè per le primarie dentro il Pd. Un testo scritto per il candidato boy scout del PD da rappresentanti delle comunità LGBT (e non solo voluto dalla minoranza Pd), per una campagna elettorale che non c’è mai stata, perché Renzi è in parlamento ma non lo ha votato nessuno. La legge Cirinnà: un impegno preso con i suoi sostenitori dentro il partito, insomma, per il quale ha messo la fiducia due volte, nonostante avesse detto che non era una legge di governo ma del parlamento (e quindi il governo doveva starne fuori).

Con la Cirinnà (nel senso della parlamentare) che già ha detto che dopo la nuova legge elettorale il nuovo governo, che coinciderà con il Pd, completerà l’opera approvando il matrimonio gay con tanto di adozioni.

Per questo voteremo NO al referendum di ottobre, ma intanto chi può – nella mia città non si vota -  dovrebbe votare sempre il candidato alternativo al Pd, anche con il famoso gesto di turarsi forte forte il naso: il problema adesso è scegliere – fra due - la persona che ci può dare più spazio, quando possibile all’interno del suo schieramento (per esempio Parisi a Milano) altrimenti il candidato che non appartiene al blocco renziano, per impedire a Renzi di prendersi altri spazi e quindi per poterci mettere nelle condizioni di costruire un’alternativa in un centrodestra rinnovato.  Votiamo oggi per poter avere spazio e libertà di parola e agibilità politica domani. Siamo ridotti così.

Segnalo il mio editoriale sull'ultima storia di utero in affitto, e cioè Nichi Vendola, il compagno Ed, il piccolo Tobia e la mamma che non c'è. Su Avvenire

dal Comitato Difendiamo I Nostri Figli

Riceviamo e, volentieri, diffondiamo:

Elezioni Milano - Gandolfini: Sala sceglie la Bonino a conferma della deriva ideologica

"Speciale attenzione alle famiglie, soprattutto indigenti e numerose e patto educativo scuola/famiglia sono principi qualificanti l'azione del popolo del Family Day, che ritroviamo con grande soddisfazione nella dichiarazione del candidato sindaco Parisi. Le famiglie del F.D. sosterranno solo chi avrà mostrato una chiara discontinuità con la Giunta uscente, votata ad una ideologia inconciliabile con i nostri principi e valori”, dichiara Massimo Gandolfini, presidente del Comitato Difendiamo i Nostri Figli, promotore dei due ultimi Family Day.

“Lanciamo quindi un appello pressante a chi si è astenuto: non abbandoniamo Milano e l'Italia nelle mani dell'ideologia – aggiunge Gandolfini -. Votare è un dovere morale che dobbiamo assumerci per il bene dei nostri figli, perché anche quando siamo chiamati a scegliere gli amministratori locali dobbiamo saper discernere tra chi si propone di aiutare la famiglia e di tutelarne le sue prerogative in campo educativo e chi, invece, indirizza la sua azione politica solo su interventi di carattere ideologico che, tra le altre cose, hanno contribuito a creare le condizioni culturali dell’attuale inverno demografico”.

“A conferma delle nostre considerazioni, registriamo infatti che il candidato Sala ha incassato la disponibilità di Emma Bonino, che è sempre stata protagonista di politiche contro la vita e la famiglia, a far parte di una sua eventuale giunta”, conclude Massimo Gandolfini.

Roma, 14 giugno 2016 Comitato Difendiamo i Nostri Figli Ufficio Stampa
Cell. 393 8182082 

 

la strage di Orlando

Ho scritto un pezzo, dopo la strage di Orlando, su l’Occidentale, che è stato titolato: “Le armi? L’omofobia? Tutto pur di non chiamarlo terrorismo islamico”.

Sono rimasta molto perplessa da diversi commenti postati nella mia pagina fb, specie dopo che si è diffusa la notizia che Mateen, il terrorista, frequentava il locale per gay dove poi ha messo in atto la strage, e che forse aveva tendenze omosessuali, secondo una intervista della ex moglie. Pare invece che la seconda moglie sapesse delle sue intenzioni, e addirittura lo avesse accompagnato sia a comprare le armi che a una “esplorazione” in un parco Disney, forse per verificare possibili bersagli. Un quadro confuso, quindi, e vedremo cosa accerteranno le indagini.

Ma le improbabili conclusioni che alcuni ne vorrebbero trarre è che Mateen era una persona instabile mentalmente, e che quindi l’islam non c’entra perché era pure gay.

Improbabili, perché:

1.     lui ha rivendicato di essere dell’Isis e il califfato lo ha confermato. Il dir. Dell’Fbi James Comey ha riferito che, casualmente, Omar Mateen ha conosciuto in una moschea della Florida il primo attentatore suicida americano. Se poi invece era uno instabile mentale e basta, e non c’entra l’Islam, allora non c’entra neanche l’omofobia: era instabile mentale e basta.

2.     Non so quanto fossero sani di mente quelli che hanno bruciato vivo il pilota giordano dentro la gabbia, o quelli che hanno bruciato le ragazze yazide, o quelli che sgozzano davanti alle telecamere e chi ne monta i filmati: seguendo questo ragionamento, dovremmo dedurre che l’Isis è un problema medico, un concentrato di persone con gravi disturbi mentali. Un’epidemia improvvisa?

3.     Se il terrorista avesse ucciso inneggiando al Ku Klux Klan, cosa avremmo detto? Che era matto, e basta? O che certe pericolose ideologie attirano i matti, e danno loro la motivazione ultima per fare le peggio cose?

4.     Per chiarire: io sono contro una diffusione delle armi come succede negli Usa, e la facilità con cui si può girare armati lì mi fa orrore, penso che sia una cosa che deve accadere solo in un campo di battaglia durante la guerra. Ma le armi non sparano da sole. Come ho già scritto, l’Isis non nasce dalla disponibilità delle armi, altrimenti dovremmo dire che l’11 settembre nasce dalla facilità di frequentare un corso per piloti, e che il pilota giordano è stato ucciso dai fabbricanti di fiammiferi e di liquidi infiammabili.

“Depistaggio antropologico” , l’ha chiamato Giuliano Ferrara, il tentativo di chiamare in causa cose che non c’entrano, per non guardare in faccia la verità: strage di terrorismo islamico.

E poi, l’ultima accusa, la più pesante: stiamo demonizzando l'Islam, non dobbiamo demonizzare l’Islam. E allora dico: è ovvio che la stragrande maggioranza di musulmani è gente pacifica, (altrimenti, visti i numeri, ci avrebbero già ammazzati tutti). Nessuno vuole chiamare in causa gente che non c’entra niente. Ma facciamo un paragone con qualcosa che conosciamo bene: la mafia e i siciliani. Non è vero che tutti i siciliani sono mafiosi, ovviamente. Ma se chi vive vicino ai mafiosi fa finta di niente, e gira la testa dall’altra parte, e non si pone il problema delle violenze dei clan, è un connivente della mafia, anche se dal punto di vista personale è l’uomo o la donna migliore del mondo. E lo stesso potremmo dire di tedeschi e nazisti durante la seconda guerra mondiale, e via dicendo. Se i musulmani non prendono consapevolezza del fatto che hanno al loro interno un problema enorme, se non si oppongono ai soprusi e agli abusi e alle violenze che nei loro paesi avvengono – basti pensare alla situazione delle donne e delle minoranze religiose e LGBT, per non dire del fatto che sono tutti musulmani i 10 paesi dove l’omosessualità è punibile con la pena di morte (da Il Foglio di oggi) – allora non possono dirsi estranei a tutto ciò e chiamarsene fuori, come se non la cosa non li riguardasse. Chi non si oppone alla violenza, e tace, diventa inevitabilmente un connivente, a prescindere dalle personali intenzioni e convinzioni.

elezioni amministrative

Sommersi dai commenti sulle elezioni amministrative, cerchiamo di orientarci, anche se sarà il secondo tempo, quello dei ballottaggi, a stabilire definitivamente vincitori e vinti.

A Roma aspettiamo la vittoria della Raggi: chi ha votato la Meloni (con Salvini)  al primo turno non voterà l’ex radicale Giachetti al secondo. E’ anche bene essere intellettualmente onesti, e riconoscere che proprio Meloni e Salvini sono andati maluccio nel resto d’Italia (tranne la Lega a Bologna): d’altra parte Lega e FdI non possono guidare il centrodestra. Possono solo essere alleati in uno schieramento sì di centrodestra, ma guidato da qualcun altro, che per ora purtroppo non c’è. E se a Roma la Meloni ha raggiunto un risultato importante, va detto che però è il suo massimo (a risultati invertiti, al ballottaggio sicuramente i voti di Giachetti non sarebbero andati a lei, e solo in piccola parte quelli di Marchini le sarebbero arrivati) - e con un consenso che resta confinato al “caso” Roma. Per lo stesso motivo ci potrebbero essere sorprese a Torino: i voti dispersi a destra non andranno a Fassino al secondo turno. A Milano se la giocheranno all’ultimo voto, e speriamo vinca Parisi.

Insomma, a Renzi è andata male e potrebbe andare a finire molto peggio, perché potrebbe perdere tutte e tre queste città, le principali. Ma d’altra parte era stato avvertito, al Circo Massimo: nei paesi occidentali, di tutti i governi che hanno approvato leggi su unioni/matrimoni/filiazione di persone dello stesso sesso, nessuno è stato riconfermato. E se è vero che da certe leggi difficilmente si torna indietro – ma noi ci proveremo con il referendum – è anche vero che nonostante tutto queste leggi sui “nuovi diritti” non portano il gran consenso che si penserebbe nel leggere i giornali, tutti rigorosamente allineati nel regime del politically correct. E se lo spartiacque sarà il referendum del prossimo ottobre, questo del ballottaggio potrebbe essere un amaro antipasto. Vedremo.

Veniamo ai cattolici: un voto sparso, che in quanto tale non pesa più come invece ha pesato nel periodo berlusconiano. Non voglio infierire commentando il risultato del Popolo della Famiglia, largamente prevedibile: faccio qualche osservazione per capire quel che è successo, e perché si eviti di continuare a farsi del male, non guardando in faccia la realtà.

Nella sua pagina fb, il PdF comunica che i sindaci da loro indicati hanno preso oltre cinquantamila voti. Anche ipotizzando che tutti questi voti coincidano con quelli del PdF (che in diverse città sostenevano sindaci insieme ad altre forze), si tratta di un numero di voti corrispondente a un piccolo angolo delle due piazze del Family Day: piazze che evidentemente non si sono sentite rappresentate da un partito che invece si proponeva come loro voce.

Avevamo già la lezione della “lista pazza” di Giuliano Ferrara, ma evidentemente non è bastata. Se parlo del fallimento del PdF, quindi (e per carità di patria non parlo dei numeri delle preferenze), lo faccio perché vorrei evitarne altri, di fallimenti, e di disastri futuri per noi cattolici: in politica le sconfitte pesano, e a volte pesano per anni.

Dobbiamo ricostruire un’alternativa a Renzi. E la strada è quella della ricostruzione di un centrodestra nuovo, consapevoli che adesso si tratta di uno schieramento senza leader, frammentato, e che purtroppo non ci sono De Gasperi in vista. Ma solo all’interno di quello schieramento, in contrapposizione al centrosinistra, possiamo far sentire e pesare la nostra voce. Adesso non ci sono altre strade.

a Perugia - per i cristiani perseguitati

Domani, sabato 21 maggio, a Perugia, alle ore 16.30 alla Sala dei Notari (in centro, davanti alla fontana):

I CRISTIANI IN MEDIO ORIENTE - La vita delle comunità in  Siria e in Iraq

incontro con S.Em. Gualtiero Bassetti, il nostro Arcivescovo, e poi Rodolfo Casadei (giornalista inviato speciale di Tempi), Gian Micalessin (giornalista inviato de Il Giornale), e Ayman Haddad (docente di lingua e cultura araba), 

a cura dell'Associazione Culturale C. Peguy, in collaborazione con Tempi, patrocinio del Comune di Perugia e dell'Arcidiocesi di Perugia e Città della Pieve

Per maggiori informazioni su questa ed altre iniziative per i cristiani perseguitati, cliccate qua

il caso Antinori, ancora embrioni

Ma cosa è successo nella clinica di Severino Antinori?  Perchè mai un ginecologo ricco e famoso dovrebbe correre il rischio di espiantare con la forza gli ovociti a una giovane che lavora nella sua struttura come infermiera? Alcune ipotesi, mio pezzo su l'Occidentale.

E ancora sul caso Antinori, ma a chi "appartengono" i sei embrioni sequestrati nella clinica milanese dalle forze dell'ordine? Me lo sono chiesto su Avvenire.

A proposito di embrioni, in ritardo segnalo il mio pezzo su Avvenire in cui spiego la faccenda degli embrioni sopravvissuti quasi due settimane in laboratorio, e della richiesta di superare il limite dei 14 giorni oltre il quale sarebbe vietato fare ricerca sugli embrioni. Ma è facile rispettare un limite quando è impossibile superarlo: ne parlo qua.

una questione di metodo

Riprenderemo nei prossimi giorni a parlare di politica e dei cattolici, nel merito, ma prima voglio parlare del metodo.

Io credo che chi appartiene al mondo cattolico appartenga a una comunità, e quindi ci debba essere un minimo di condivisione valoriale. Il che non significa che non ci si possa confrontare anche molto duramente, ma sempre con rispetto e con chiarezza, senza insulti e basse insinuazioni.

E mi riferisco a Mario Adinolfi, che alle mie osservazioni del fatto che la rappresentante del PdF a Bolzano era nella lista “Alleanza per Bolzano” insieme ai nuovi socialisti sostenendo lo stesso sindaco – e quindi ha scelto di allearsi anche con chi non la pensa esattamente come il PdF – risponde così:

"La Morresi fa campagna elettorale a Milano per chi è a favore delle unioni e delle adozioni gay e ancora rompe i coglioni per due socialisti a Bolzano quando il ‪Popolo della Famiglia è autonomo e corre da solo in tutte le grandi città d'Italia rischiandosi l'osso del collo? Sta proprio alla canna del gas. Ci rimprovera i socialisti a Bolzano e sta con i traditori in tutta Italia. Se si vergogna, si vergogni in silenzio. Poi, capiamo che quando con il sistema ci campi, il sistema lo devi difendere. A Roma vota Roma Popolare con Alfano e Lupi, i traditori per eccellenza, e ancora osa parlare? Consumi i suoi sensi di colpa altrove".

E prima, quando avevo dato ragione a Cascioli riguardo al fatto che nel 2014 Adinolfi ancora scriveva a favore delle unioni civili “alla tedesca”, invece aveva risposto così:

Scrive Cascioli, scrive la Morresi, tutta gente ignota ai più che lucra dall'appartenenza al sistema delle vecchie rendite di posizione di un mondo politico cattolico decrepito, perduto e perdente. […]Cambia tutto se si afferma il Popolo della Famiglia, è l'unico fragoroso e potente ruggito possibile che direbbe agli Scalfarotto che i loro progetti di droga libera e eutanasia non passeranno mai. Non temono i Cascioli e le Morresi, sanno che si tengono a bada con uno stipendio. Temono chi è pronto a sacrificare tutto se stesso su questo tornante decisivo della storia italiana. Avete mai sentito una associazione Lgbt accusare di qualcosa questi tizi? Manco sanno che esistono. Da noi, passano la giornata a cercare di fiaccare la nostra determinazione.”, e ancora “Ragazzi, questi ci campano stando sotto padrone politico, è comprensibile che difendano chi riempie la loro ciotola su”.

Rispetto e chiarezza significa che Adinolfi, che si proclama campione del cattolicesimo, non può usare termini come “ciotole”, trattando cioè come animali, e animali da padrone, gente prezzolata di basso livello, altri cattolici che non sono perfettamente allineati con lui.

Tantomeno può utilizzare un linguaggio così violento, una modalità di attacco tanto volgare, insinuando che chi, come me, esprime critiche, lo fa solo perché ci guadagna sopra, è pagato, e basta pagarlo per fargli cambiare idea.

Io non credo che sia questo il livello su cui misurarci. Ma se Adinolfi lo pensa, allora facciamolo, con chiarezza e senza insulti. Però dobbiamo farlo alla pari, cioè tutti e due: mettiamo in chiaro quanti soldi nel corso della vita abbiamo guadagnato e come, i nostri rispettivi lavori, le nostre proprietà, le nostre dichiarazioni dei redditi degli ultimi dieci anni, le nostre storie politiche, le candidature o le non candidature, le nostre competenze professionali, la nostra carriera e la nostra storia privata e familiare, in totale trasparenza e in parità. Io sono disposta, se lui ritiene che questo sia un livello di confronto utile per fare chiarezza.

Sono disposta, ma non interessata. Non ho mai parlato di lui sotto questo profilo e non lo farò adesso. Credo che il livello di confronto, ripeto, anche molto duro, sia quello delle argomentazioni civili tra persone che appartengono alla stessa comunità e dovrebbero condividere dei valori.

Per chiarire meglio cosa intendo non parlerò di me, ma di Cascioli, coinvolto insieme a me nel bruttissimo discorso delle “ciotole”. Riccardo Cascioli ed io ci conosciamo da molto tempo, ma non siamo amici. La pensiamo diversamente su molti punti, dal suo giornale mi sono arrivate anche critiche pesanti. Attacca il giornale in cui scrivo (Avvenire) un giorno si e quell’altro pure. Ma gli riconosco pienamente il coraggio che ha avuto nel rinunciare a un posto sicuro – si è licenziato da Avvenire – per poter scrivere in libertà quel che pensa. A prescindere dal fatto che io lo condivida o meno. Si è gettato in un’avventura rischiosissima, e l'ha tirata avanti con fatica, per dire liberamente quella che lui ritiene la verità.

E a vergognarsi dovrebbe piuttosto essere chi parla di “ciotole”.

Questi, quindi, i termini del confronto, perché sia accettabile, fra cattolici. Altrimenti, inutile parlare di "fratelli in Cristo".

Nei prossimi giorni riprendiamo le riflessioni politiche.

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