Non lasciamoli soli!

15 università chiuse e centinaia di professori sospesi. Chiuse anche oltre mille scuole private, 19 sindacati, centinaia tra enti benefici, fondazioni e istituzioni mediche. Tremila magistrati, ottomila poliziotti, oltre un terzo dei prefetti, decine di migliaia tra insegnanti pubblici e privati, dipendenti ministeriali, tutti sottoposti a purghe ed epurazioni, arrestati o ridotti all’inattività”. Inizia con le crude cifre della repressione di Erdogan l’appello de l’Occidentale, primo atto di una mobilitazione concreta e tangibile per la libertà del popolo turco, che in questi giorni sta rischiando di cadere in una buia dittatura di stampo islamico. Non riguarderebbe solo loro, ma tutti noi: se vogliamo fermare la guerra e il terrore che stanno arrivando dall’oriente, dobbiamo innanzitutto difendere la libertà e insieme i confini dell’Europa.

Io ho aderito all’appello, e invito tutti voi a farlo: per leggere il testo dell’appello e le indicazioni per aderire cliccate qua.

in tempi oscuri servono ancora di più giudizi chiari...

...per evitare che il politicamente corretto danneggi in modo irreversibile i circuiti neuronali.

Cominciamo con il segnalare un bellissimo intervento di Giuseppe Laras, Presidente emerito onorario dell'assemblea rabbinica italiana, pubblicato domenica scorsa sul Corriere della Sera. 

 Di seguito uno dei passaggi più significativi della sua analisi, molto efficace: "Vi è poi il fatto catastrofico di una classe dirigente non educata all’impegno e alla fatica, inclusa quella del pensiero e della strategia. Questo purtroppo riguarda, generalmente, a livello culturale, il mondo cattolico, con intellettuali spesso ottusi dal pacifismo panbuonista e con l’incidenza pressoché nulla di un episcopato rarefatto, ove si avverte l’assenza di personaggi eminenti e di genio, pur tra loro in dissonanza (da C. M. Martini e G. Biffi, da Dossetti a Giussani, da Paolo VI a Giovanni Paolo II). Questo riguarda gli intellettuali, in teoria coscienza critica, strategica e orientativa di un Paese: molti, oltre ad aver abdicato al loro difficile e impegnativo ruolo, svilendolo a salotto radical chic, hanno educato ideologicamente, anche quando non più organici di partito, al terzomondismo più acritico e arrendevole (salvo essere iperaggressivi con Israele, il Sionismo e gli ebrei)". Per leggerlo tutto, cliccate qua, sul titolo: "Il terrorismo, l'Islam e la coscienza nazionale di un'Italia distratta".

Ancora sui fattacci di Fermo: domenica, sul Sole 24 ore Mons. Forte ha ribadito che si tratta di razzismo (nonostante tutte le testimonianze). Ne ho commentato su l'Occidentale. 

E infine: stupro bestiale su minorenne. Ma il problema pare sia se si può dire "froci".

In questo clima di violenza crescente, con mezzo mondo straziato dalle stragi dei terroristi islamici, con Erdogan che evidentemente ha deciso che il Califfo vuole esserlo lui,  cerchiamo di non prenderci in giro da soli, e vediamo almeno di chiamare le cose con il loro nome. Ricominciamo da qui. 

basta con il politically correct

Di seguito considerazioni NON politically correct sui fatti di questi giorni. AAA: astenersi buonisti.

UNO: cominciamo dall’ultimo fatto, il fallito colpo di stato in Turchia.

Forse i prossimi giorni ne capiremo qualcosa in più, ma intanto è bene dire che ieri tifavamo tutti per i militari “golpisti”, soprattutto quando abbiamo sentito nel loro comunicato che intendevano ristabilire diritti e laicità nel paese. Ricordiamo che Ataturk, il padre della Turchia moderna, attraverso l’esercito ha voluto garantire al suo paese laicità e democrazia. I militari in Turchia, storicamente,  hanno sempre rappresentato un’istanza laica, fronteggiando l’islam. Se si tratta di un golpe fallito perché solo una parte dell’esercito vi ha aderito, allora potrebbe essere un brutto segno: potrebbe voler dire che anche fra i militari turchi, contrariamente alla loro storia, le ideologie islamiste cominciano a fare breccia.

DUE: la strage di Nizza.

Un incubo che si materializza: un camion bianco e anonimo, senza scritte, che spunta dal nulla e falcia la folla di famiglie festanti. Una tragedia che rende intollerabile ed offensivo il politicamente corretto, quello che vorrebbe dipingere la strage quasi quasi come l’esito di una depressione post-divorzio dell’attentatore (come è noto, chi si deprime dopo un divorzio solitamente noleggia tir per falciare le folle mentre spara loro addosso). Perché – questo il sottinteso – solo un matto potrebbe fare certe cose. E quindi si mette in dubbio che ci sia di mezzo l’Isis, che pure ha rivendicato. Come ho già scritto in occasione di altri attentati, simili, in cui si chiama in causa il matto di turno: ma secondo voi, quelli che bruciano i prigionieri nelle gabbie sono sani di mente? E quelli che stuprano serialmente donne e bambini? E quelli che torturano e mutilano chi non sa recitare il corano? Ma lo vogliamo capire o no che l’Isis con i suoi appelli a colpire noi occidentali va a raccogliere consensi innanzitutto fra chi è già violento e disturbato? E solitamente è più facile farlo fra chi segue una certa educazione, come quella di certe madrasse, o certi imam, che esortano alla violenza contro i non musulmani. O pensiamo che sia più semplice per Isis fare proseliti, che so, fra le ostetriche? Al circolo dei pensionati? Al club caccia e pesca?

TRE: i fatti di Fermo.

Un uomo è morto e la sua compagna adesso è sola. Insieme erano sfuggiti agli orrori dei terroristi islamici del Boko Haram e lui è morto per una stupida rissa, rissa scatenata da loro stessi come risposta eccessiva a uno stupidissimo insulto. Questi i fatti, secondo le ultime ricostruzioni. E adesso la Boldrini e la Boschi, e anche certi preti “stradaroli” dovrebbero chiedere scusa agli italiani per averci trattato da razzisti, e dovrebbero imparare a stare più attenti per il futuro, ad essere meno ideologici, perché in questo modo razzisti ci fanno diventare anche quelli che non lo sono, e perché in questo modo rischiano di avallare ingiustizie. Ricordiamo che viste le pressioni di alcuni preti, di alcune istituzioni (v. Boldrini e Boschi), e di gran parte dei media (fortunatamente non tutti) quel balordo che ha colpito con un pugno è restato in carcere perché ritenuto dai magistrati socialmente pericoloso in quanto avrebbe potuto reiterare la violenza razzista contro altri neri.

Mentre, come noto, normalmente si scarcera di tutto, anche spacciatori colti in flagrante, per esempio. Qua il link all’ultima ricostruzione dei fatti

Brexit, Cagliari

Ricorderemo la data di Brexit al pari di quelle di fatti come il crollo del Muro di Berlino, o l'attentato delle Twin Towers: eventi che hanno segnato un mutamento epocale (e ci ricorderemo tutti di essere andati a dormire con la Gran Bretagna dentro la UE, e di esserci svegliati che era già fuori).

Inondati da commenti di ogni tipo - paginate e paginate sui giornali, che continueranno a lungo - vi segnalo intanto uno degli articoli più interessanti e illuminanti a proposito, scritto da Mauro Bottarelli prima di conoscere il risultato del referendum. E' lungo, ma per invogliarvi a leggerlo riporto di seguito il finale: "Mentre scrivo non so chi ha vinto il referendum britannico, mentre voi che leggete si. Non cambia il senso di questo articolo. Abbiamo, paradossalmente, un’unica, disperata e dolorosa speranza: che qualcosa sfugga dal controllo dei manovratori. Saranno tempi difficili, da lacrime e sangue davvero, ma almeno apriremo gli occhi sulla realtà del mondo che abbiamo permesso ci venisse creato attorno. E allora si farà piazza pulita, ricominciando da zero. E dalle nostre identità, non da quelle di un burocrate massone e non eletto che tiri i fili da Bruxelles. E che viene applaudito anche da molti che hanno l’indecenza di definirsi cattolici".

Segnalo invece un brutto fatto a Cagliari, dove c'era un prete che andava difeso, e invece il suo vescovo ha preso le distanze e gli impone il silenzio. 

ballottaggi the day after

Ballottaggi. Che è successo?

1.     se gli elettori del centrodestra a Roma e Torino non avessero votato i 5stelle,  annullando le schede o non votando, avrebbe vinto Renzi a queste amministrative e sarebbe lui a festeggiare, adesso. Se stasera parliamo della batosta presa da Renzi è grazie a chi del centro destra, non avendo un proprio rappresentante ai ballottaggi, ha fatto opera di discernimento, e ha scelto il candidato che potesse bloccare Renzi. Se non avessero votato così, avrebbe vinto Renzi, e il cammino legislativo sui temi che ci interessano – dalle adozioni al testamento biologico al divorzio ultrafast – si sarebbe potenziato.

2.     I 5stelle sono lontani anni luce da tutto quel che penso. Sui temi a cui tengo sono quasi sempre dalla parte opposta, e nella migliore delle ipotesi non ne sono interessati. Ma quando in nome dei loro “valori non negoziabili” – la legalità e la trasparenza delle procedure anche parlamentari – hanno mandato all’aria la Cirinnà che pure condividevano pienamente nel merito, bocciando il famigerato emendamento “canguro” , io ne sono stata felice, e non ero certo la sola, anzi…. E alla fine mentre fior di cattolici quella legge l’hanno votata, loro no. Per motivi lontanissimi dai nostri – di metodo e non di merito, che invece condividevano – ma l’hanno fatto. I cosiddetti “nuovi diritti” non sono la loro bandiera, e non ce li hanno in cima alla lista,  costi quel che costi, come invece succede al Pd, Renzi in testa. E anche questo fa la differenza, quando l’unica possibilità di scelta è fra loro  e il Pd.

3.     Il futuro è dei 5stelle? Per quanto riguarda il mio voto, assolutamente no. Ma se avessi dovuto scegliere li avrei votati anche io a Roma e Torino, in questa particolarissima circostanza. Tra l'altro a Milano Sala ha vinto perché ha agganciato i voti della sinistra-sinistra (SEL) e dei radicali (hanno promesso ai milanesi la Bonino in giunta), che adesso saranno ben pronti a chiedere il conto, che sarà innanzitutto sui nostri temi, in totale continuità con Pisapia. E non sarà uguale a quello che sarebbe potuto essere con Parisi: le differenze vanno capite, e giudicate.

4.     Il centrodestra è andato male, e anche quando ha sfiorato la vittoria – come a Milano – non lo ha fatto perché era unito di suo, ma perché il candidato, Parisi, è riuscito a tenerli insieme mettendosi al tempo stesso a una certa distanza. In particolare è andata male la Lega che, come abbiamo detto più volte, può essere un alleato importante ma non può candidarsi a guidare il centrodestra, che piuttosto si deve rinnovare perché quello che c’è adesso, così come è, va poco lontano.

5.     Adesso dobbiamo andare fino in fondo, e votare no al referendum di ottobre. Ieri abbiamo visto che ce la possiamo fare: per costruire un’alternanza a Renzi, cioè per ricostruire il centrodestra, dove noi cattolici possiamo trovare spazio e agibilità politica.

ballottaggi, Vendola

Ballottaggi. Per chi si vota? Semplice: dappertutto, gli avversari del Pd. E non per un dispetto infantile, ma per salvare la pelle a noi cattolici e dare un colpo al renzismo, cioè a quella politica acchiappatutto di cui abbiamo visto l’apoteosi per la legge sulle unioni civili.

Una legge che era solo nel programma della Leopolda, cioè per le primarie dentro il Pd. Un testo scritto per il candidato boy scout del PD da rappresentanti delle comunità LGBT (e non solo voluto dalla minoranza Pd), per una campagna elettorale che non c’è mai stata, perché Renzi è in parlamento ma non lo ha votato nessuno. La legge Cirinnà: un impegno preso con i suoi sostenitori dentro il partito, insomma, per il quale ha messo la fiducia due volte, nonostante avesse detto che non era una legge di governo ma del parlamento (e quindi il governo doveva starne fuori).

Con la Cirinnà (nel senso della parlamentare) che già ha detto che dopo la nuova legge elettorale il nuovo governo, che coinciderà con il Pd, completerà l’opera approvando il matrimonio gay con tanto di adozioni.

Per questo voteremo NO al referendum di ottobre, ma intanto chi può – nella mia città non si vota -  dovrebbe votare sempre il candidato alternativo al Pd, anche con il famoso gesto di turarsi forte forte il naso: il problema adesso è scegliere – fra due - la persona che ci può dare più spazio, quando possibile all’interno del suo schieramento (per esempio Parisi a Milano) altrimenti il candidato che non appartiene al blocco renziano, per impedire a Renzi di prendersi altri spazi e quindi per poterci mettere nelle condizioni di costruire un’alternativa in un centrodestra rinnovato.  Votiamo oggi per poter avere spazio e libertà di parola e agibilità politica domani. Siamo ridotti così.

Segnalo il mio editoriale sull'ultima storia di utero in affitto, e cioè Nichi Vendola, il compagno Ed, il piccolo Tobia e la mamma che non c'è. Su Avvenire

dal Comitato Difendiamo I Nostri Figli

Riceviamo e, volentieri, diffondiamo:

Elezioni Milano - Gandolfini: Sala sceglie la Bonino a conferma della deriva ideologica

"Speciale attenzione alle famiglie, soprattutto indigenti e numerose e patto educativo scuola/famiglia sono principi qualificanti l'azione del popolo del Family Day, che ritroviamo con grande soddisfazione nella dichiarazione del candidato sindaco Parisi. Le famiglie del F.D. sosterranno solo chi avrà mostrato una chiara discontinuità con la Giunta uscente, votata ad una ideologia inconciliabile con i nostri principi e valori”, dichiara Massimo Gandolfini, presidente del Comitato Difendiamo i Nostri Figli, promotore dei due ultimi Family Day.

“Lanciamo quindi un appello pressante a chi si è astenuto: non abbandoniamo Milano e l'Italia nelle mani dell'ideologia – aggiunge Gandolfini -. Votare è un dovere morale che dobbiamo assumerci per il bene dei nostri figli, perché anche quando siamo chiamati a scegliere gli amministratori locali dobbiamo saper discernere tra chi si propone di aiutare la famiglia e di tutelarne le sue prerogative in campo educativo e chi, invece, indirizza la sua azione politica solo su interventi di carattere ideologico che, tra le altre cose, hanno contribuito a creare le condizioni culturali dell’attuale inverno demografico”.

“A conferma delle nostre considerazioni, registriamo infatti che il candidato Sala ha incassato la disponibilità di Emma Bonino, che è sempre stata protagonista di politiche contro la vita e la famiglia, a far parte di una sua eventuale giunta”, conclude Massimo Gandolfini.

Roma, 14 giugno 2016 Comitato Difendiamo i Nostri Figli Ufficio Stampa
Cell. 393 8182082 

 

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