W l’Italia con due osservazioni

W l’Italia con due osservazioni


W l’Italia, e non solo quando gioca la nazionale, e finalmente W l’Italia. Ma un paio di osservazioni, lasciatemele fare: massimo rispetto per tutte le istituzioni, dal Presidente della Repubblica al Presidente del Consiglio. Le istituzioni sono una cosa seria. Ma non applaudirò mai l’uomo Giorgio Napolitano, quello che non ha firmato il decreto che avrebbe potuto salvare Eluana Englaro, con la surreale motivazione che non c’era il requisito di urgenza. E davanti al Presidente del Consiglio, ricordo a tutti il generoso tentativo, purtroppo fallito, ma non per colpa sua, di salvare Eluana. Io quella storia non la scorderò mai. Fra i tanti discorsi di ieri, mi aspettavo fosse ricordato un Papa come Pio XII, e poi un grande statista come De Gasperi, e ancora Gedda con i suoi comitati: la parte cattolica del paese che ha contribuito decisamente a fare grande l’Italia, e che ci ha salvato nel ’48 (nel senso del dopoguerra) dalla cappa comunista, quella di cui il compagno Giorgio Napolitano era esponente di spicco. Perchè la festa nazionale non diventi un' ipocrita retorica buonista, la storia va ricordata così com’è. Solo riconoscendo la verità dei fatti, quella nazionale può essere una festa vera, una festa di tutti. W l’Italia.