una terza via per Fini? Boh….

una terza via per Fini? Boh….


Tutti pazzi per Fini. Questo par di capire, a leggere testate fino a ieri insospettabili.

Sul Foglio del 4 agosto – ma da tempo il Foglio tira la volata a Fini – leggiamo increduli: “così il Presidente Fini, stabilizzatore culturale, tenta un “disarmo ideologico” sulla bioetica”, è il titolo di un pezzo entusiasta che inizia così: “Smilitarizzare il confronto parlamentare sul fine vita, mediare con il mondo cattolico e allontanare l’immagine laicista che suo malgrado (suo malgrado, sì, hanno scritto proprio così) gli è stata cucita addosso negli ultimi anni, specie dopo il referendum sulla legge 40”.

E Libero conferma: “Disarmo ideologico sui delicati temi di bioetica, con l’invito a evitare qualsiasi posizione da “crociata”. Dunque, nessuna contrapposizione con le gerarchie ecclesiastiche, così come in molti hanno voluto interpretare (hanno voluto interpretare, sì, hanno scritto proprio così)”

Cioè, abbiamo tutti interpretato male in questi anni? Quattro sì al referendum sulla 40, no al testo Calabrò, Eluana bene così: insomma, avevamo tutti quanti malcapito? Un enorme malinteso nella penisola intera?

Sul tema del giorno, la pillola abortiva, il Foglio addirittura implora: “Fini dica qualcosa sulla Ru486 – La nuova laicità del Presidente della Camera non può eludere il tema”.

E Fini risponde oggi: “'E' originale pretendere che il Parlamento si debba pronunciare sull'efficacia di un farmaco”, e ancora “'Ognuno  ha le sue opinioni e io ho le mie, ma non e' motivo di dibattito politico. C'e' un'agenzia del farmaco, ci sono le linee guida del governo, non vedo cosa c'entri il Parlamento”.

Gasparri, capogruppo PdL al Senato, che aveva proposto per primo un’iniziativa parlamentare, ha già replicato, con molto rispetto nei confronti di Fini, che il Parlamento se vuole le indagini le fa perché è legittimato a farle, e sulla Ru486 le farà.

E che dirà adesso Il Foglio, sulla nuova laicità di Fini? Un malinteso pure questo sulla Ru486? Un disarmo ideologico? Una terza via?

Il malinteso ci sembra invece quello dell’amico Giuliano Ferrara, che si ostina a non vedere che proprio con il caso Englaro è finita l’anarchia etica dentro il PdL, ed è emersa, fra le sue molte anime, una direzione ben precisa, quella sì, di una nuova laicità, con al centro la persona.

E a proposito del fine vita, quale sarebbe la mediazione di Fini? Fra il divieto di sospensione di alimentazione e idratazione, come è scritto nel testo Calabrò approvato al Senato, e la possibilità invece di sospendere alimentazione ed idratazione, come vorrebbe l’opposizione, quale sarebbe la via di mezzo?

Si dà l’acqua, ma poca? Oppure si riducono le calorie? O magari un giorno solo si beve, quello dopo si mangia e basta, così a giorni alterni? O forse la terza via è fra quello che Fini pensava qualche anno fa, e quello che pensa oggi?

Ancora non è dato sapere. Aspettiamo con ansia l’autunno.

Intanto ieri l’Unità è andata al sodo e ha spiegato: “Bioetica, Fini prepara la campagna d’autunno per sparigliare il PdL”. Insomma, il tempo fatto passare fra l’approvazione del testo Calabrò sul fine vita al senato, e l’inizio del dibattito alla camera, è stato usato da Fini per costruire un suo percorso dentro il PdL alternativo a quello emerso per il caso Englaro e al Senato per il fine vita, che comprende parlamentari come ad esempio il radicale Benedetto Della Vedova, tanto per capirci, che vorrebbe tanto per l’Italia una legge sul fine vita tipo quella tedesca.

 Vedremo come andrà a finire.

Intanto all’amico Ferrara chiediamo di tenere duro e di non cedere alle attrattive, ingiustificate, di una possibile nuova, terza via su queste tematiche: la posizione di Fini è tanto legittima quanto chiara.