un Nobel atteso

un Nobel atteso


«Quando ho visto l’embrione, mi sono reso conto all’improvviso che c’era solo una piccola differenza fra lui e mia figlia. Ho pensato che non possiamo continuare a distruggere embrioni per la nostra ricerca. Ci deve essere un’altra strada». Era l’11 novembre 2007 quando al New York Times lo scienziato giapponese Shinya Yamanaka raccontava quell’intuizione che ieri gli è valsa il premio Nobel: le cellule staminali riprogrammate, le cosiddette Ips (staminali pluripotenti indotte), che si ottengono senza distruggere embrioni.

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