tre note

tre note


UNO: come scritto sulla mia pagina Fb, il momento più bello del Meeting (seguito da lontano, non sono potuta andare) è stato l’incontro con Formigoni, quando Festa si è commosso ricordando Antonio Simone. DUE: il governo Monti arranca, fa fatica, prende una buca dopo l’altra. Dopo il pasticcio degli esodati, leggiamo che tutti i provvedimenti presi dal governo dalla sua nascita (a partire dalle norme Salva Italia, ve le ricordate?) fino ad ora necessitano di 390 decreti attuativi, dei quali ne mancano ancora 350. Se ne sono fatti solo 40, il resto è ancora lettera morta, norme rimaste sulla carta. E intanto, in questi giorni, vediamo che il decreto sanità (quello sulla tassa sul Chinotto, e sulla Ferrarelle non si sa, per intenderci) appena sparato sulle prime pagine di tutti i giornali neanche è arrivato al Consiglio dei Ministri perché ci sono dubbi – forti – sulla sua reale applicabilità. Vediamo che il Ministro Passera non tocca palla, e fra le poche cose autorizzate c’è la trivellazione del mare italiano per cercare il petrolio, a cominciare dal mare delle Tremiti. Il futuro dello sviluppo italiano nel petrolio italiano, insomma. Alla faccia delle energie alternative. Ma c’è stato mai, Passera, alle Tremiti? Ha presente di che si tratta? L’ha fatto mai il bagno in quell’acqua strepitosa? Per non parlare del peggior ministro della pubblica istruzione della storia della repubblica, e cioè Profumo. Rende pubblici i nomi dei funzionari che hanno preparato i quiz per i prof. delle superiori, sia di chi ha predisposto quesiti sbagliati che corretti. Ma se i ministri non sono in grado di assumersi le responsabilità di quel che succede nei loro ministeri, che ci stanno a fare? Basterebbero i direttori generali. Per non parlare dei concorsi per l’idoneità a prof. associato e ordinario nelle università: sono la cosa più assurda mai vista fino ad ora. Per avere accesso, bisogna avere dei requisiti che seguono criteri esattamente opposti a quelli seguiti fino ad ora per la valutazione delle università: in questi mesi abbiamo lavorato per premiare le pubblicazioni con impatto scientifico maggiore, possibilmente con meno nomi. Per l’accesso all’idoneità a prof. invece la qualità dei lavori non conta: serve avere tante citazioni, comprese le autocitazioni. La didattica non conta niente. Impossibile spiegare i meccanismi perversi di tutto questo a chi non è addetto ai lavori. La parola d’ordine è: MEDIANA. Per maggiori informazioni, rivolgetevi a docenti e ricercatori attempati (e disperati). Fosse stato il governo Berlusconi a fare solo uno dei pasticci suddetti, avremmo avuto rivolte di piazza, ghigliottina compresa. TRE: le intercettazioni al compagno Giorgio Napolitano sono riuscite a farmi leggere con interesse “Il Fatto Quotidiano”. In sintesi: per il compagno Giorgio Napolitano non valgono le stesse leggi che per Berlusconi (entrambe cittadini italiani). Secondo i benpensanti, il primo non si può intercettare mai, e se per caso succede tutto va tenuto rigorosamente segreto, anche quando si tratta di un’inchiesta su una presunta (e per me inesistente, ma questo è un altro discorso) trattativa stato-mafia. Il secondo invece - che è pure parlamentare e quindi, a differenza del Presidente della repubblica è protetto da una legge che senza un voto del parlamento non consentirebbe nessuna intercettazione - va intercettato a tappeto e le intercettazioni vanno rigorosamente pubblicate su tutti i giornali del pianeta, anche se è vietato e non hanno alcun risvolto penale e sono solo chiacchiere, spesso tanto volgari quanto non interessanti, su fatti privati. Se poi, incidentalmente, per la divulgazione di queste intercettazioni, una nazione intera perde credibilità, un uomo viene coperto di ridicolo su tutti i media del mondo, e cade un governo, pazienza. Ma sul compagno Napolitano, no, non si può. Il massimo, poi, succede oggi, con un pazzesco tentativo di rovesciare la frittata: il settimanale Panorama divulga quello che si pensa essere il contenuto delle intercettazioni di Napolitano, e Repubblica (il quotidiano) e i magistrati di Palermo (che lo hanno intercettato), si stracciano le vesti e dicono che a destra c’è chi vuole attaccare Napolitano. Insomma: qualcuno pensa che siamo tutti scemi e dicono il contrario di quel che hanno fatto finora. Qua un’anticipazione dell’intervista di Berlusconi al Foglio, che commenta i fatti: http://www.ilfoglio.it/soloqui/14761