transgender, Colonia

transgender, Colonia


Transgender: è questa la nuova frontiera della rivoluzione antropologica dei nostri tempi, ed è ben visibile negli Stati Uniti, dove fra i nuovi diritti, specificatamente per i transgender, è oramai ben piazzato quello per il “diritto al bagno” (su questo il mio primo articolo, ieri su Avvenire) e si sta consolidando quello per tutti i servizi di fecondazione artificiale (e su questo il mio secondo, sempre oggi su Avvenire). 

Sui fatti di Colonia, e cioè le violenze sulle donne da parte di branchi di uomini stranieri, essenzialmente “un migliaio di uomini arabi e nordafricani”, a Colonia, e fatti simili in altre città nel nord Europa: interessante e tutto sommato coraggioso il pezzo di Lucia Annunziata sull’Huffington Post.

Con una mia breve considerazione aggiuntiva: che le donne in paesi musulmani, specie arabi e nord-africani, siano da sempre considerate subalterne, quando non letteralmente trattate come schiave dai maschi, non è una novità. Basta vedere i sudari neri con cui le fanno “vestire”, per non parlare di tutto il resto, per esempio le lapidazioni di presunte adultere, le mutilazioni genitali, i matrimoni di bambine e amenità varie. Ma fino a oggi era assolutamente proibito associarlo a culture e religioni di certi popoli, perché ti davano del razzista, intollerante, etc. Per cui se sei contro il matrimonio gay allora sei retrogrado, omofobo, bigotto, ottuso, roba così, mentre chi ritiene opportuno imbracare le donne di casa sua nel sudario nero è semplicemente di un’altra cultura da rispettare, e poi anche in Italia le donne cattoliche portavano il velo alla messa fino a sessanta anni fa (si, dicono pure questo, come se il velo alla messa e il sudario nero per sempre fossero la stessa cosa. Poi quando gli ricordi il particolare che da certe parti, in culture “diverse” i gay li massacrano, allora spunta improvviso l’imbarazzo e finalmente si cambia argomento). Solo quando la violenza contro le donne si è manifestata chiaramente a casa nostra, allora ci si indigna, come si scoprisse adesso che da certe parti, molto precise e identificabili, le donne non campano tanto bene.

E cosa dovrà succedere, perché il mondo si accorga delle persecuzioni dei cristiani? Devono riaprire il colosseo ai leoni e portarceli insieme alla gente dopo la messa per vedere l’effetto che fa?