sassolino numero uno

sassolino numero uno


Sassolino numero uno

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano firmerà il decreto legge antistupri approvato dal Consiglio dei Ministri, con questa precisazione: contenuti ed indirizzo del decreto sono “autonoma ed esclusiva responsabilità del governo”. Cioè non ne condivide i contenuti, ma firma.

Ricordo che Napolitano si è rifiutato di firmare il decreto che avrebbe salvato Eluana perché secondo lui non c’erano i requisiti di urgenza, e perché andava contro un decreto della magistratura. Riportiamo letteralmente i passi della famosa lettera con cui anticipava il suo no:

rispetto allo sviluppo della discussione parlamentare non è intervenuto nessun fatto nuovo che possa configurarsi come caso straordinario di necessità ed urgenza ai sensi dell’art. 77 della Costituzione se non l’impulso pur comprensibilmente suscitato dalla pubblicità e drammaticità di un singolo caso.

Ma il fondamentale principio della distinzione e del reciproco rispetto tra poteri e organi dello Stato non consente di disattendere la soluzione che per esso è stata individuata da una decisione giudiziaria definitiva sulla base dei principi, anche costituzionali, desumibili dall’ordinamento giuridico vigente.”

Per evitare querele, preferiamo non commentare l’opinione di Napolitano sulla mancanza di fatti nuovi che potessero configurarsi come straordinari per necessità e urgenza. In effetti, che la magistratura avesse autorizzato la morte per fame e sete di Eluana non era un fatto nuovo, ma era noto da diversi mesi. Evidentemente c’è chi pensa anche che questo non sia un fatto straordinario (e quindi se ne deduce che lo ritiene ordinario?).

Per evitare imbarazzi, evitiamo di commentare il fatto che il decreto della Corte di Appello, secondo tutti i giuristi italiani tranne che per il Quirinale, NON era definitivo.

Ma per curiosità, ci piacerebbe sapere il motivo per cui Napolitano ha ritenuto opportuno firmare il decreto antistupri e non quello per salvare Eluana. Sarebbe interessante che il Presidente della Repubblica lo spiegasse al popolo italiano.