Roccella sulla Ru486 – per chiarire

Roccella sulla Ru486 – per chiarire


RU486: ROCCELLA, NON SI PUO' INVOCARE AUTORITA' STATO A INTERMITTENZA Asca Roma, 2 apr - 'A chi oggi attacca la posizione dei neo-governatori leghisti Cota e Zaia sulla Ru486, ricordo che la diffusione della pillola abortiva in Italia e' avvenuta innanzitutto a seguito di votazioni favorevoli di consigli regionali e comunali, guidati da giunte di sinistra, che si sono espressi per l'uso di un farmaco quando ancora non era autorizzato in Italia, e hanno stilato protocolli e linee guida senza tenere conto dei pareri gia' espressi dal Consiglio Superiore di Sanita'. Non si puo' quindi invocare l'autorita' dello Stato rispetto alle autonomie regionali solo a intermittenza, quando fa comodo al proprio schieramento politico'. Lo afferma n una nota il sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella. 'Sull'uso della Ru486, dobbiamo distinguere un profilo di legittimita' e uno di sicurezza sanitaria - avverte - . La legittimita', cioe' la compatibilita' della Ru486 con la legge 194, e' questione di competenza del Governo e del Parlamento. L'indagine parlamentare condotta sul tema dalla Commissione Sanita' del Senato lo scorso autunno ha chiarito che la direttiva europea sul mutuo riconoscimento (con cui la pillola abortiva e' stata introdotta in Italia) prevede una prevalenza delle normative nazionali su quelle comunitarie per farmaci abortivi e contraccettivi. Sono cioe' i governi e i parlamenti nazionali a valutare le eventuali incompatibilita' fra i farmaci abortivi e contraccettivi e le leggi nazionali in materia. Il Ministro Sacconi, anche sulla base dell'indagine del Senato, ha comunicato alla Commissione Europea che l'uso della Ru486 e' compatibile con la legge 194 solo se l'intera procedura abortiva avviene in regime di ricovero ordinario. Dal punto di vista della sicurezza, invece - aggiunge il sottosegretario - il recente parere del Consiglio Superiore di Sanita', confermando pienamente i due precedenti sullo stesso argomento, e delineando un profilo di maggiore rischio per chi abortisce con la pillola rispetto a chi segue il metodo chirurgico, ha concluso indicando la necessita' di un ricovero ospedaliero ordinario. Il Ministro Fazio ha notificato il parere alle Regioni, chiedendo di adeguarvisi. Il Consiglio Superiore di Sanita' e' la massima autorita' scientifica istituzionale in ambito sanitario: i suoi pareri non sono strettamente vincolanti ma chi decidesse di seguire comportamenti difformi dovrebbe motivarli adeguatamente assumendosene una completa responsabilita'. Le Regioni, d'altra parte - conclude - hanno abbondanti margini di autonomia per tutto quello che riguarda le politiche sanitarie da seguire: dall'informazione ai cittadini, all'organizzazione sanitaria, ai piani piu' efficaci per la prevenzione dell'aborto'