prove tecniche di dittatura

prove tecniche di dittatura


Oggi diversi militanti LGBT hanno dato l’ennesima prova – casomai ce ne fosse ancora bisogno – della loro intolleranza, e del regime dispotico che stanno cercando di instaurare, tentando di cancellare qualsiasi voce diversa dalla loro. In nome della non discriminazione, ovviamente.

Secondo gli avvocati della Rete Lanford, una delle lobbies LGBT “Viene qualche dubbio sulla serenità di giudizio da parte del giudice Carlo Deodato", ovvero del magistrato del Consiglio di Stato che ha redatto la sentenza (decisa insieme ad altri quattro giudici) che ha bocciato le trascrizioni da parte di alcuni sindaci delle nozze gay contratte all'estero.

E perché non sarebbe sereno, quel giudice? “Per i numerosi ri-tweet dei messaggi lanciati da gruppi come quello delle 'Sentinelle', fra cui uno in cui si affermava che la nuova Resistenza si chiama difesa della famiglia”, lo afferma un socio fondatore della Rete Lanford, la cui Presidente, Sangalli, afferma inoltre: “Mi limito ad osservare che il giudice avrebbe dovuto astenersi e che bisognava evitare di assegnare proprio a lui questa sentenza”.

Insomma: non sei d’accordo con i matrimoni gay? Non puoi fare il giudice! Sei di parte! Quelle sentenze hanno il diritto di scriverle solo quelli “non di parte”, cioè chi è a favore del matrimonio gay.

C’è anche l’aggravante: quel giudice è cattolico, e l’ha pure scritto! In un profilo pubblico! Orrore, orrore! E’ un “fan delle sentinelle”, dice Lo Giudice, quel senatore del Pd di cui stiamo ancora aspettando che ci dica quanto ha pagato l’utero in affitto per la madre dei bambini che vivono con lui, e che ci faccia leggere il contratto che ha stipulato nell’occasione.

Domani vedremo cosa uscirà sui giornali. Per ora notiamo che nessun parlamentare di sinistra ha preso le difese del giudice. Sono tutti coraggiosamente in silenzio, acquattati.

Una prima conclusione: la libertà va conquistata ogni giorno, non la dobbiamo e non la possiamo più dare per scontata. Dobbiamo rivendicarla, volerla fortemente, difenderla quotidianamente centimetro per centimetro, e dobbiamo farlo adesso che c’è ancora spazio, non molto, ma ancora c’è.

Prima che il parlamento più laicista della storia italiana – finora - approvi leggi liberticide per imbavagliarci.

Prima che prevalga definitivamente quel clima intimidatorio che vorrebbe noi cattolici sussurrare i nostri convincimenti alle orecchie dei nostri amici, nei sottoscale delle sagrestie.

Soprattutto noi, che con tutti i problemi che ci sono siamo fissati con la rivoluzione antropologica. Così come erano fissati con il nazismo quelli della Rosa Bianca.