politica estiva uno

politica estiva uno


Non solo chiacchiere di ferragosto, in politica: c’è una scadenza a breve termine (le elezioni amministrative in primavera), e manovre in preparazione alla successione a Berlusconi (quando Dio vorrà).

In breve: Fini sta facendo l’anti-Lega, proponendosi come punto di riferimento per una destra “laica e moderna”, che si vuole distinguere da quella espressa dal PdL adesso al governo; una destra, quella finiana, che non si sarebbe mai occupata di Eluana Englaro, che non vuole parlare della Ru486 in parlamento, e che si propone al tempo stesso in difesa degli immigrati e dell’Unità di Italia.

Per chi non ha seguito i giornali, ricordiamo che un deputato strettamente finiano come Fabio Granata, insieme ad un suo collega del PD, Sarubbi, si è fatto capofila di una proposta di modifica dell’attuale legge, per concedere agli stranieri la cittadinanza italiana in tempi più brevi che adesso (5 anni anziché 10) e con modalità differenti, per esempio privilegiando gli stranieri nati in Italia. Fini si è fatto poi grande sponsor dell’Italia unita, fin da un convegno dello scorso anno promosso alla Camera, sulla Grande Guerra.

Le polemiche sul programma per i prossimi festeggiamenti per i 150 anni dall’unità d’ Italia, nel 2011, nate da un editoriale di Galli della Loggia sul Corriere, hanno coinvolto diversi politici e intellettuali, ma si sono snodate essenzialmente intorno agli interventi di Galli della Loggia e di Alessandro Campi, Direttore Scientifico di FareFuturo, la fondazione di Fini.

L’immagine di Gianfranco Fini e della sua fondazione è stata insomma curata sapientemente e in tutti i suoi dettagli sui media ed in rete (basta guardare l’attività della Presidenza della Camera in Internet), fino alla recente, definitiva santificazione di Fini da parte dell’Espresso, con un articolo a dir poco entusiasta a firma di Marco Damilano.

Una destra finiana che piace molto al Pd, e che sta facendo le lontananze – ma non tanto – con l’Udc.

E già: questa Udc, quanto silenzio – a parte Buttiglione, che però fa storia a sé – dopo che Fini ha detto che della Ru486 in parlamento non se ne parla….

Pierferdinando Casini, si è messo a volantinare in spiaggia sulle politiche per la famiglia, ha parlato anche lui in favore della cittadinanza “veloce” agli immigrati ed è stato critico nei confronti della Lega, ma sulla uscita di Fini che non vuole parlare in Parlamento della Ru486 non ha detto né a né ba, e, fatalità, nessuno gli ha chiesto stavolta di quale delle sue due famiglie volesse parlare, come invece hanno fatto tutti fino alla nausea quando P. Casini partecipava al Family Day.

Sia chiaro: sono la prima a dire che le questioni personali non devono diventare oggetto di battaglia pubblica, e ho sempre difeso e continuerò sempre  a difendere P. Casini quando gli si vuole tappare la bocca sulla famiglia prendendo a pretesto il suo divorzio. Ma è alquanto strano che un giornale come Repubblica, che da tre mesi fa una feroce campagna stampa contro la vita personale di Berlusconi, solo adesso, fatalità, non abbia neanche un pizzico di ironia sulla battaglia di P. Casini sulla famiglia….due pesi e due misure, insomma.

Insomma: tutti pazzi per Fini, tutti contro la Lega, e un occhiolino all’UdC.