pensieri politici notturni

pensieri politici notturni


Passata l’ondata di commenti a caldo sulle elezioni, vediamo quelli a freddo. Pensiero politico n.1 Non venitemi a dire che la gente si è scocciata dei toni sopra le righe e ha votato i moderati. Trovatemi un moderato fra Pisapia, De Magistris e Zedda (quello che ha vinto a Cagliari). Il fatto che Pisapia abbia un aspetto gentile e sorrida non significa che sia moderato: si possono fare tante cose con il sorriso sulle labbra e parlando a bassa voce. De Magistris è nato dalle trasmissioni di Santoro – il che come moderazione è tutto dire - e si è candidato contro il suo stesso partito. Zedda è un giovanotto sconosciuto, che porta in dote una faccia pulita, un’amicizia di famiglia con Giorgio Napolitano e una militanza vendoliana. La campagna elettorale del centro destra è stata surreale – avessero fatto un comitato per perdere le elezioni, non gli sarebbe venuta così bene – e sicuramente la faccenda di Ruby non ha aiutato, specie a Milano. Ma abbiamo perso perché non ci sono state le riforme promesse, il centro destra ha deluso, e tanti elettori non sono andati a votare. A sinistra hanno vinto facce nuove ma con fisionomie precise e ben note, quelle della sinistrasinistra, senza il centro, insomma, ma non ha vinto certo il Pd, che quelle candidature vincenti le ha subìte. Pensiero politico n.2 L’Udc come partito ha votato a sinistra, come tutto il cosiddetto Terzo Polo, e infatti adesso arrivano le cambiali: pare che Tabacci, ora API, ma ex dc, Presidente della regione Lombardia fra il 1987 e il 1989, (alla faccia del nuovo che avanza) vada al Bilancio a Milano , e danno anche Pasquino, a Napoli (candidato sindaco del terzo polo) in forse come Presidente del Consiglio Comunale. Questi del cosiddetto centro hanno votato a sinistra e non l’hanno voluto dire pubblicamente. E così, mentre l’UdC in Parlamento votava contro la legge sull’omofobia, a Milano si schierava con Pisapia e a Napoli con de Magistris, che come punto qualificante nel loro programma hanno il Registro delle coppie di fatto. Tanto per capirci, Pisapia in consiglio comunale ha portato gente come come Marco Cappato – lo conoscete – Marilisa D’Amico  - docente di Diritto Costituzionale, anima dei ricorsi contro la legge 40 e contro le linee guida della 194 fatte da Formigoni, abolite, a seguito di quel ricorso, dal Tar Lombardia), e Anita Sonego, fondatrice di Soggettività Lesbica. Ma quanta bella gente, eh? Affidabili, eh, quelli dell’UdC? Pensiero politico n.3 Vogliono usare i prossimi referendum come arma contundente contro Berlusconi. E siccome se lo dicono prima hanno paura che la gente non va a votare, e non si raggiunge il quorum, eccoli lì a sbracciarsi a dire che no, i partiti non c’entrano niente. Basta leggere, per esempio, il Corriere della Sera di oggi – bisogna sempre leggere il Corriere, la voce del Padrone, per capire che aria tira nelle stanze del potere economico vero, quello che vuole far fuori Berlusconi e ha fatto ponti d’oro a Pisapia & C., per capirci -  il Corriere di oggi, dicevamo, che è tutto un rassicurare che i partiti non c’entrano neanche un po’, non sentono, non vedono, non guardano maquandomaisignoramiacomecipuoipensare. E infatti alla manifestazione dei promotori del referendum il 10 giugno, “una manifestazione non dei partiti ma di popolo” si parla di gente  come Saviano, Dario Fo, Bersani e Di Pietro…. Ma come puoi pensare che c’entrino i partiti? Pensiero politico n. 4 Referendum Io non vado a votare, proprio per l’uso strumentale che vogliono fare di questi referendum, e perché è ridicolo far decidere in questo modo questioni complicate, per le quali la stragrande maggioranza della gente decide non nel merito – che solo in pochissimi sanno – ma per sentito dire, o per appartenenza politica. Un esempio? I referendum sull’acqua. Ridicoli. L’acqua E’ PUBBLICA e CI RIMANE ANCHE SENZA REFERENDUM. Quello che è in gioco è la sua gestione, l’amministrazione del sistema, che il referendum vorrebbe impedire anche ai privati. Per capirci, è come la scuola: è sempre pubblica, ma per le paritarie la gestione è affidata anche a soggetti diversi dallo stato, con le regole che però lo stato controlla. Per l’acqua servono investimenti che il pubblico non ha, e far fuori i privati significa rinunciare agli investimenti. Per la cronaca: sapete chi ha “inventato” in Italia la co-gestione pubblico-privato per l’acqua? La regione toscana. E adesso gli stessi sono in grande imbarazzo a smantellare un sistema che hanno messo su. Interessante, eh? Chi è per il SI al referendum sull’acqua (come Di Pietro, Bersani e i cattolici alla Zanotelli, per intendersi) non vuole che i privati ne abbiano la gestione, neppure in compartecipazione. Sono gli stessi che sparano a palle incatenate contro le scuole paritarie (che chiamano private). Sul nucleare, un dibattito serio sarebbe troppo lungo. Ma un paio di cose è bene metterle in chiaro. Compriamo a caro prezzo energia nucleare da altri paesi. Non è vero che siamo paese denuclearizzato: abbiamo le centrali nucleari a tutti i confini, e quindi un eventuale incidente ci riguarderebbe tutti. Che pensiamo, che se c’è un incidente in Francia, le radiazioni rimangono là, e le ferma la dogana? Quindi, se il nucleare sarà bloccato in Italia, continueremo comunque ad usare l’energia nucleare, ma non la produrremo, e quindi avremo tanti costi ma non potremo controllare le centrali. Le rinnovabili per ora non possono certo sostituire il nucleare, e neanche fra breve. La Germania, che dice di chiudere gli impianti, potenzierà le centrali a carbone – si, avete capito bene, a carbone. Perché se non è nucleare, è solo petrolio e carbone, non c’è altro, per ora. E l’ultimo quesito, sul legittimo impedimento, è solo per picchiare duro Berlusconi. IO NON VADO A VOTARE.