notizie, una buona

notizie, una buona


La famigerata agenzia americana S&P ha declassato nuovamente l’Italia: da oggi (martedì) siamo ancora meno affidabili dal punto di vista economico. Sostanzialmente l’Italia è “a un passo dal gradino definito junk (spazzatura), che equivale a un consiglio di non investire nei suoi titoli di debito” (da corriere.it).

E ancora: il Fondo Monetario Internazionale dice sostanzialmente che le cose andranno peggio quest’anno.

E come se non bastasse, sempre oggi (martedì) uno strano articolo del Corriere della Sera ha dato il segnale – la voce del padrone, ovvero la voce delle procure – et voilà: la giustizia italiana si fa velocissima, ma giusto per un imputato, uno a caso, tale Silvio Berlusconi. La Cassazione anticipa i tempi – caso unico nella storia della giustizia italiana - e alla fine del mese, se condannato, Berlusconi potrebbe andare in galera.

Chiaramente il governo è a rischio. E la caduta di questo governo è sicuramente l’ultima delle cose di cui il paese ha bisogno. Ma la guerra delle procure a Berlusconi è arrivata alla resa dei conti: inutile negarlo, lo vogliono annichilire. E se per questo il paese andrà a rotoli, e chissene. Muoia Sansone con tutti i Filistei. Il problema è che sotto le macerie, insieme a Sansone e ai Filistei, ci rimaniamo secchi tutti noi.

Considerando che non c’è un partito – uno che sia uno – che non sia in crisi, chi per un motivo chi per un altro, le prospettive sono quel che sono. Cioè quelle di tempi duri, tempi bui.

E intanto segnalo un mio editoriale su Avvenire, sempre di oggi (martedì). Ieri sul Corriere –sempre la voce del padrone – hanno annunciato trionfanti la nascita del bambino geneticamente “perfetto”, bontà loro. Io ho commentato.

E da ultimo, una buona notizia: Nicolas, il ragazzo della Manif pour Tous arrestato e condannato per aver manifestato contro il matrimonio gay (nella democraticissima e laicissima e illuminata Francia), è uscito di prigione, condannato in appello a una multa di “soli” 3000 euro. Di questi tempi, dicevamo, una buona notizia. Pensate un po’ come ci siamo ridotti.