Non faremo la fine della DC

Non faremo la fine della DC


Non faremo la fine della DC. Urge uno scatto di orgoglio e di consapevolezza, e di seguito spiego perché.

Uno degli articoli de “Il Fatto” in prima pagina oggi titolava “La lunga vittoria del pm De Pasquale da Bettino a Silvio”. Il pm De Pasquale è quello che aveva detto a Gabriele Cagliari, ex presidente di ENI, un indagato di Mani Pulite sbattuto per quattro mesi in galera preventiva, che lo avrebbe scarcerato, e invece il pm se ne andò in ferie lasciandolo dentro. Cagliari si suicidò, lasciando una lettera molto commovente e altrettanto chiara, che invito tutti a leggere, tanto per rinfrescarsi le idee. De Pasquale venne indagato e chiaramente ne uscì pulito, la colpa non era la sua (non hanno potuto dire che Cagliari era morto di freddo, perché era estate).

Che la magistratura italiana sia un problema, anzi, IL problema del nostro paese, è una questione oramai acclarata, che conoscono anche i bambini dell’asilo. Da vent’anni la magistratura italiana – e adesso basta col dire che è la minoranza: anche se fosse, siccome la maggioranza è silente e connivente, si tratterebbe comunque di una minoranza decisiva e che agisce come fosse maggioranza – ha deciso che siamo governati da delinquenti, dicendo di conseguenza che gli italiani sono stupidi, perché questi delinquenti che ci hanno governato ce li siamo scelti noi – da Andreotti a Berlusconi passando per Craxi – e fortuna loro, i magistrati, che “correggono” gli errori degli elettori italiani e decidono loro chi è bene che ci governi. E guarda caso, sono sempre i rappresentanti dei moderati a essere colpiti.

Tutto questo è inaccettabile.

Una magistratura che decide che l’industria siderurgica europea se ne esce dall’Italia e se ne va all’estero (v. caso ILVA di Taranto) oppure che, con trecento ordinanze decide che trattamenti non sperimentati secondo la legge vadano comunque somministrati a pazienti di tutti i tipi (v. caso Stamina), e via dicendo.

Tra parentesi, se passasse la legge sull’omofobia così come è scritta adesso, sarebbero questi giudici a decidere se un’opinione personale su omosessualità e matrimoni gay è mera opinione o reato punibile penalmente. Perché questo succederebbe se passasse la “clausola di salvaguardia” che alcuni parlamentari pensano risolutiva per la legge stessa. Cioè sarebbero una Boccassini o un De Pasquale a decidere se uno che cita San Paolo è da mettere in galera oppure no. Sarebbero la Boccassini, De Pasquale, o i giudici del caso Englaro, o i magistrati che sfornano sentenze a raffica per abbattere i limiti della legge 40. Siamo sicuri di volere tutto questo? Io no.

Non so cosa succederà al governo. Ritengo che una caduta del governo adesso sia un disastro per il paese. Ma non so cosa succederebbe se lasciassimo ancora una volta che i soprusi della magistratura passassero senza colpo ferire. (A proposito: premio Speedy Gonzales alla Cassazione, che ha velocizzato persino gli adempimenti burocratici, per la sentenza del puzzone, complimenti!!!!).

Abbiamo già avuto un miracolo: quando DC e PSI sono stati distrutti a colpi di sentenze, e noi moderati eravamo senza più riferimenti politici, l’arrivo di Berlusconi ha fatto argine. Adesso un altro Berlusconi non c’è a salvarci dai giudici. Dobbiamo salvarci noi. E dobbiamo mettercela tutta. Non faremo la fine della DC.