mio padre

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Mio padre

Mio padre ha ottantasei anni. Le gambe cominciano a tradirlo, ma è ancora perfettamente lucido. E’ stato sindaco per la DC nel nostro paese, eletto come indipendente, negli anni ’60. Ha sempre letto il Corriere della Sera, ero piccola e già lo comprava: ha interrotto solamente per un paio di anni, dal giorno dopo dell’editoriale con cui Paolo Mieli ha dichiarato il sostegno a Romano Prodi, fino a quando Prodi è caduto.

Ieri sono passata a trovarlo. Mi ha chiesto subito: “Ma perché Feltri ha attaccato Avvenire?”. Gli ho spiegato delle critiche a Berlusconi. “Quali critiche? Ma non era Repubblica ad attaccare Berlusconi?”. Si, certo, gli ho risposto. “E Feltri non era del centrodestra?” Ma certo, rispondo io.  “E allora perché Feltri ha attaccato Boffo?”. E allora gli ho spiegato la faccenda del decreto (non sentenza) di condanna per molestie, e lui, impaziente e innervosito, mi fa: “Ma si, certo, questa la so, ho letto, ho capito. Ti sto chiedendo un’altra cosa: perché Feltri ha attaccato Boffo? Che ci guadagna il PdL?” A questo punto mi sono dovuta arrendere: “Non lo so” ho risposto. “Ecco, appunto. Ma chi l’ha capito?” A questa non ho neanche risposto.