Manif a Parigi e unioni gay

Manif a Parigi e unioni gay


La manifestazione a Parigi contro il matrimonio gay è stata splendida. Altro che 150.000, erano un milione, guardate le foto. La spianata des Invalides (circa otto ettari!) era stracolma: come si fa a negare l’evidenza?

Eugenia Roccella ha partecipato alla manifestazione, è stata invitata dagli organizzatori a parlare sul palco, potete leggere qui il suo intervento, e sulla sua pagina Fb trovate le foto della Manif. Ai manifestanti, dal palco, ha dichiarato: “Sono fiera della vostra battaglia che è anche la mia, perché è quella di un’Europa che non vuole tradire la sua cultura e le sue radici cristiane”.

Una manifestazione strepitosa, coloratissima, strapiena di famiglie e soprattutto di giovani, e di energia. Una manifestazione laica – niente preti all’orizzonte – pacifica e democratica. Non si fermeranno qua, anzi, non ci fermeremo qua.

Intanto in Italia il dibattito sull’argomento si è riaperto: prendendo spunto da una lettera pubblicata su Repubblica, e firmata da un minorenne omosessuale (che evidentemente per definizione va ascoltato con maggiore attenzione di quella riservata a una minorenne eterossessuale, che magari viene bullizzata e spinta al suicidio), ecco, prendendo spunto da questa lettera l’on. Bondi, del PdL ha pensato bene di attaccare esplicitamente Eugenia Roccella (oramai per lui è diventata una fissazione), e quanti, dentro il suo partito, sono contrari al riconoscimento delle unioni omosessuali.

Sono con lui i soliti laiconi, cioè Galan e Capezzone, mentre un Giovanardi piuttosto confuso ha confermato di aver presentato un progetto di legge sull’argomento. Contro il riconoscimento delle unioni omosessuali si sono dichiarati Maurizio Sacconi, Gasparri, la Saltamartini e Pagano, tutti del PdL.

E mentre il dibattito si accende dentro il PdL, silenzio tombale da parte degli altri – pochi ma ben noti – cattolici in parlamento. Calma piatta dalle parti di Scelta Civica (da Sberna a Marazziti passando per la Binetti e Buttiglione, non si è sentito volare una mosca), nessun segno di vita neanche dai pochi resti cattolici del Pd. Dove è andata a finire la trasversalità dei cattolici in politica? Silenzio pure fuori dal parlamento: in due giorni neanche un comunicato da parte dell’associazionismo ufficiale. Vedremo se ci saranno segni di vita la settimana prossima.

Ma sarà bene darsi una svegliata, perché stavolta non si può certo dare la colpa a Berlusconi, se poi certe posizioni sono in minoranza in parlamento, visto che oramai solo una parte del suo partito le segue, grazie ad una miope campagna moralista dei mesi passati, che sta mostrando adesso i suoi risultati.

Negli ultimi due anni una parte del mondo cattolico ha preso le distanze da Berlusconi, per via dei suoi presunti comportamenti privati, ritenendoli inaccettabili proprio per i cattolici, confondendo giudizi sul privato e nelle scelte pubbliche (nonostante le sempre chiarissime parole in merito, ad es., del Card. Camillo Ruini) e prendendo a calci la buona politica fatta dal PdL proprio in ambito dei cosiddetti "temi eticamente sensibili".

Il meraviglioso risultato è stato l’indebolimento dei cattolici del PdL e la scomparsa di una presenza viva dei cattolici negli altri schieramenti. Pochi quelli eletti, e pure silenti.

Meditate gente, meditate.