l’Economist sull’origine del virus

l’Economist sull’origine del virus

Un interessante articolo de l’Economist torna a parlare dell’origine del Coronavirus.
Va chiarita la differenza fra un virus fabbricato in un laboratorio e un virus sfuggito da un laboratorio.
Mentre tutte le evidenze, a oggi, dicono che non è possibile la prima ipotesi – virus fabbricato – sulla seconda ipotesi non ci sono sicurezze (naturalmente un virus naturale può sfuggire da un laboratorio dove viene studiato).

L’opacità della Cina in proposito non aiuta di certo, anzi, fa pensar male.

Questo articolo dice però qualcosa di più. Spiega che il problema è quello della biosicurezza dei laboratori che studiano questi virus: sono ricerche importanti per poter studiare le possibili patologie, ma ovviamente anche molto pericolose e richiedono un livello di sicurezza elevatissimo.
L’Economist spiega che in Cina ci sono due laboratori di quarto livello – massimo grado di pericolosità, e quindi massimo grado di sicurezza richiesta, uno a Wuhan.
E dice altro:

“One branch of research in particular is specifically aimed at making diseases even more dangerous—better at hopping between humans, for instance, or more resistant to antibiotics. Scientists at the Wuhan lab were engaging in such experiments, known as gain-of-function, in collaboration with American and Italian scientists.

It sounds creepy, but such work brings potential rewards, as scientists might understand better how a new disease might behave, aiding the development of drugs that could save many lives. As a result, it is crucial that governments around the world weigh the trade-offs involved in research, monitor breaches and encourage full transparency”

traduzione:

“Una branca della ricerca, in particolare, ha lo scopo specifico di rendere le malattie ancora più pericolose – trasmettersi meglio tra gli umani, per esempio, o più resistenti agli antibiotici. Gli scienziati del laboratorio di Wuhan erano impegnati in tali esperimenti, noti come guadagno di funzione, in collaborazione con scienziati americani e italiani.

Sembra inquietante, ma tale lavoro porta potenziali vantaggi, in quanto gli scienziati potrebbero capire meglio come potrebbe comportarsi una nuova malattia, aiutando lo sviluppo di farmaci che potrebbero salvare molte vite. Di conseguenza, è fondamentale che i governi di tutto il mondo valutino i compromessi coinvolti nella ricerca, monitorino le violazioni e incoraggino la piena trasparenza”

Scienziati italiani in collaborazione con questi laboratori di Wuhan? Chi sono? Qualcuno lo sapeva? Qualcuno li ha cercati? Qualcuno li ha intervistati? E di che tipo di collaborazione stiamo parlando: fra università o che altro?