La sinistra perde, però…

La sinistra perde, però…

….il “Mondo Nuovo” avanza.

E’ sempre bello vedere la sinistra perdere, in particolare questa sinistra renziana che ci ha “regalato” la legge sulle unioni civili e sul cosiddetto biotestamento.

C’è un fatto, però, che ci deve far riflettere: quando, quasi trenta anni fa, è venuto giù il muro di Berlino, i cattolici si potevano orgogliosamente dire corresponsabili di quella caduta, rivendicando di essere fra i protagonisti della lunga resistenza al comunismo, i più irriducibili fra i dissidenti. Adesso, invece, nell’abbattimento del muro nostrano che è venuto giù con i ballottaggi di ieri, in particolare, e in tutti i sommovimenti di questi ultimi mesi, in generale, i cattolici sono stati irrilevanti in quanto tali. Non è possibile dire – e infatti nessuno lo ha fatto – che la sinistra italiana sta franando anche per il voto cattolico: questo è un voto non più riconoscibile, e quindi non più rivendicabile, cioè senza alcuna forza contrattuale.

E se da un lato è evidente che i cosiddetti “nuovi diritti” non hanno portato voti alla sinistra, è altrettanto evidente che lo tsunami politico che ha investito l’Italia con il governo giallo-verde non è dovuto ad un voto orientato dai valori non negoziabili, che infatti nessuno quasi nomina più.

Ma anche se non è nel contratto di governo, né nell’agenda politica di nessun partito, la rivoluzione antropologica va avanti: il Mondo Nuovo è già qui, anche se sembra sovrastato da ben altre priorità ed urgenze, una su tutte quella, oggettiva e straripante, dei migranti. Ma il fatto che un problema sia meno visibile di altri, non significa che non sia importante e urgente, come ad esempio la questione degli atti di nascita di bambini in famiglie cosiddette omogenitoriali.

Come abbiamo riportato in un post precedente, alcuni sindaci italiani hanno firmato atti di nascita di bambini, nati in Italia, in cui risultano due genitori dello stesso sesso. La Appendino – sindaco di Torino – ha ammesso pubblicamente che avrebbe fatto ricorso a una forzatura legislativa, e Sala – sindaco di Milano – ha sfidato apertamente il governo a una risposta.

E siccome di risposte non ce ne sono state, Fratelli d’Italia ha fatto un question time al Ministro dell’Interno Salvini, che ha le competenze in merito: in una interrogazione a risposta urgente ha chiesto a Salvini “se non intenda assumere ogni iniziativa di competenza volta ad annullare tutti i provvedimenti di registrazione di nascita in Italia di bambino quale figlio di coppia dello stesso sesso”.

A rispondere in Aula è venuto un altro Ministro, Fraccaro, il quale ha riferito che il Ministero degli interni ha rivolto un quesito in merito all’Avvocatura generale dello Stato, anche per poter dare poi indicazioni agli uffici interessati, ma che nel frattempo i prefetti non possono annullare gli atti di nascita firmati, perché non ne hanno il potere.

Nell’attesa che l’Avvocatura si pronunci, però, voglio ricordare che avere due persone dello stesso sesso, come padre e madre, è questione che supera di molto la vecchia stepchild adoption (l’adozione del figlio del partner, evitata formalmente ma sdoganata di fatto con la legge Cirinnà sulle unioni civili): con questo atto di nascita il bambino risulta infatti figlio di due persone dello stesso sesso, a tutti gli effetti, per esempio nella rete delle parentele e nell’asse ereditario.

In altre parole: se l’atto risultasse valido, significherebbe che per ammettere la filiazione alle coppie omosessuali non servono leggi, parlamenti o tribunali: è sufficiente un funzionario comunale.

Ricordo che non stiamo parlando di bambini nati con eterologa e/o utero in affitto o adottati all’estero da coppie omosessuali, e poi trasferiti in Italia: non stiamo parlando cioè di trascrivere in Italia un atto formato in uno stato estero, laddove leggi apposite sul matrimonio e la filiazione omosessuale consentono di scrivere che un bambino è figlio di due persone dello stesso sesso. Questi sono i casi contestati dalla Procura di Roma, per capirci, e sui quali in autunno si pronuncerà la Cassazione.

Il nostro caso, invece, quello più recente dei sindaci Appendino e Sala, è diverso: si tratta di bambini nati in Italia, dove queste leggi finora non ci sono. E per i figli registrati come nati da due donne, ricordo che l’utero in affitto – che viene sempre sbandierato perché il consenso è più facile – non c’entra niente, come spesso neppure la vendita di gameti: solitamente è una delle due donne a cedere i propri ovociti alla sua compagna, ovviamente gratis.

E proprio per questo ci pare curioso il quesito all’Avvocatura di Stato: il Ministero degli Interni non sa valutare, almeno, quando un atto di sua competenza è valido? C’è bisogno di un quesito all’Avvocatura per dire che è falso dichiarare che un bambino è nato da due donne? Non si poteva intanto formulare un giudizio a riguardo, dire due parole, insomma, per chiarire almeno la posizione del Ministro su questa situazione specifica, visto che twitter e fb sono usati in abbondanza per parlare praticamente di tutto? Oppure forse non ci si vuole assumere la responsabilità di un giudizio? Nonostante l’enorme, crescente consenso politico del partito del Ministro degli Interni? E’ proprio il caso di dire: se non ora, quando?

E pensare che fu addirittura Alfano, allora Ministro della Giustizia, a ordinare ai prefetti di annullare le trascrizioni dei matrimoni gay stipulati all’estero…. Alfano non chiese prima il parere dell’Avvocatura dello Stato, ma fece un’azione politica, come politica è stata l’iniziativa dei sindaci Sala, Appendino ed altri…..