la politica vera, in una lettera

la politica vera, in una lettera


La lettera di Maurizio Sacconi ai parlamentari di Area Popolare (cioè NCD e UDC) sulle unioni civili non è “solo” una bellissima lettera ai colleghi del suo partito sulla proposta di legge sulle unioni civili. E’ molto di più.

Innanzitutto Sacconi rivendica il percorso politico del centrodestra, suo gruppo politico di riferimento dopo che Mani Pulite spazzò via il partito in cui lui si è formato, cioè il PSI di Craxi.

Un percorso politico di cui pochi sono consapevoli, al di fuori di NCD, dove troppo spesso si avverte una beffarda ingratitudine dovuta soprattutto a una profonda ignoranza dei fatti. Eppure c’è stato un percorso particolare di laici e cattolici, di cui quel gruppo parzialmente sopravvissuto all’interno di NCD aveva una leadership netta, dentro il grande contenitore berlusconiano della prima Forza Italia e del Pdl poi. Basti pensare alla vicenda di Eluana Englaro, che Sacconi ricorda.

Ma ve lo immaginate cosa sarebbe successo, se fosse capitato adesso? Nell’indifferenza generale la fatina Boschi avrebbe soavemente detto che lei è cattolica, ma su questo la pensa diversamente (ancora non si capisce cosa pensa uguale ai cattolici).

E’ grazie al centrodestra se abbiamo avuto la legge 40, smantellata da sentenze che – dobbiamo dircelo, se vogliamo essere onesti – sono state pronunciate dopo la sostanziale sconfitta del centrodestra berlusconiano.

Già, perché la sentenza che ha realmente scardinato la legge, quella sull’eterologa  – prima non era successo niente di essenziale, una manciata di pronunciamenti di tribunali civili, senza alcun effetto sul testo della 40  – è stata pronunciata da una Consulta diversa, come composizione, da quelle che in precedenza avevano respinto i ricorsi sulla fecondazione eterologa. E la Consulta è disegnata in gran parte dal Presidente della Repubblica e dal Parlamento.

E onestamente Sacconi si rivolge ai suoi colleghi, dicendo: “Non voglio quindi pensare che ora la nostra fragilità politica in una fase certamente difficile ci conduca a svendere proprio quel patrimonio di meriti che con la nostra scelta abbiamo inteso mantenere operosamente vivo.”

Una fragilità politica sotto gli occhi di tutti, che però costituisce l’unico argine, in parlamento, adesso, allo tsunami antropologico che ci è piombato addosso, quello tsunami che è partito da lontano, con la nascita di Louise Brown, la prima bambina concepita in provetta, e di cui gli esiti, prevedibili già quarant’anni fa, si sono resi evidenti negli ultimi anni.

La lettera di Sacconi va letta tutta quanta, e con molta attenzione perchè dà una chiave di lettura vera di quel che sta succedendo. Non è una difesa del suo partito, ma una sveglia, uno strattone pubblico ad Ap ma alla politica tutta, in nome della politica vera, quella di cui si occupano le persone che hanno a cuore il loro futuro e quello del loro paese.