internazionale, Renzi

internazionale, Renzi


Solo un paio di giorni sono durati i titoli sull’attacco di fanatici musulmani alle ambasciate occidentali di mezzo mondo. Siamo di nuovo presi dalle faccende di casa nostra, e per un certo verso è comprensibile. Ma per un altro, e precisamente per il verso principale, non lo è.

L’attacco all’ambasciata americana in Libia, che è costato la vita all’ambasciatore, tutto pare tranne che improvvisato. E il fatto che pezzi del misterioso film contro Maometto – film che chissà se qualcuno ha mai visto per intero – siano stati diffusi in arabo proprio in coincidenza con l’anniversario dell’11 settembre, non fa certo pensare a coincidenze fatali: in tanti sostengono che l’azione fosse bell’e preparata da tempo, l’attacco a Bengasi e, come si poteva facilmente prevedere, tutti gli altri che sono venuti appresso. 

Sul sito di Limes, per esempio, interessante: “le conseguenze internazionali dell’assalto alle ambasciate”. 

E intanto, appena partito il Papa dal Libano, ecco che Hezbollah lancia una settimana di proteste contro il famigerato film. Ce lo racconta qua Asia News.

Non serve essere un grande esperto geopolitico per ricordare che la guerra in Libia, la più stupida guerra che si potesse fare (sempre ammesso che sia intelligente farne), una volta voluta da Obama e difesa e legittimata dal compagno Napolitano, compiacente tutta la stampa italiana, ha avuto il potere di far scomparire tutte le bandiere della pace, come d’incanto, insieme a tutti i pacifisti. Nessuno ha detto né “a” né “ba”, e giù, ad attaccare Gheddafi, che tanto bene prima aveva fatto accordi con Berlusconi, gli aveva pure fatto regali, e manco pareva vero, fare la guerra al cattivissimo e indifendibile dittatore libico dando d’intendere che in qualche modo si attaccava pure Berlusconi. E adesso che si sono aperte le porte del manicomio, e buttate le chiavi, chi sarebbe l’interlocutore con cui l’occidente può parlare, in Libia e negli altri paesi “liberati” dalle “primavere” arabe, please? Qualcuno ce lo sa dire?

Piccolo dettaglio, tanto per intendersi sul clima generale: gli americani hanno scoperto il doppio gioco dei Fratelli Musulmani su Twitter, che in inglese condannavano le violenze, e in arabo aizzavano la loro gente a protestare.

Insomma: la situazione internazionale è drammatica. Di fronte a mezzo mondo incendiato da fanatici incontrollabili, il problema della partecipazione di Renzi alle primarie del Pd non pare poi così centrale. E comunque: a me Renzi piace. E’ il primo vero post-comunista a sinistra, è coraggioso, ha il piglio di un leader. Ha il quid. Ci avevo pure fatto un pensierino, sulla possibilità di votarlo, casomai fosse riuscito a vincere le primarie, ma le sue posizioni sui valori non negoziabili purtroppo non me lo permettono (leggete qua il programma: sì alle unioni gay e adeguare la legge sulla fecondazione assistita ai livelli europei). Peccato.