Inizia la battaglia sul nuovo corso dell’aborto con la RU486

Inizia la battaglia sul nuovo corso dell’aborto con la RU486

Ieri sono successe alcune cose importanti: vediamole di seguito, nell’ordine.

  1. Al Meeting di Rimini il Presidente della CEI, Card. Bassetti, è intervenuto anche sulle nuove linee di indirizzo del Ministro Speranza sull’aborto con la RU486. La versione on line di Repubblica ne ha fatto il primo titolo per diverse ore, rilanciando anche la posizione di Avvenire. Si è aperto uno spazio per la battaglia sul nuovo corso dell’aborto farmacologico.
  2. Ne sono seguite diverse agenzie. Di seguito una riassuntiva da parte di AGI.
    AGI0099 3 CRO 0 R01 / = ANALISI = Aborto, per i vescovi superata la linea rossa = (AGI) – Roma, 23 ago. – (di Nicola Graziani) – Sembra che le disposizioni del ministero della salute sull’uso della Ru486 abbiano segnato il superamento di una linea rossa, quella che l’episcopato italiano aveva tracciato per indicare il limite massimo della tollerabilita’. Adesso che si e’ arrivati a quello che i cattolici definiscono l’Aborto fai da te gli argini sembrano rompersi. Attenzione, non si tratta di una semplice manovra contro un provvedimento ministeriale considerato e apertamente definito anticostituzionale nel metodo, nonche’ contra legem nel merito. Si tratta della apparente – chissa’ se definitiva – rottura di uno schema pluridecennale, quello che vedeva la Chiesa italiana spettatrice distaccata ma interessata alle cose della politica, concentrata su alcuni obiettivi e indifferente al progetto politico complessivo delle varie forze che via via si alternavano alla guida del Paese.
    Le cronache di questo giorni, per non dire mesi, hanno registrato una crescente insoddisfazione nei confronti dei vari populismi, rappresentata da quanto detto oggi a Rimini dal cardinal Gualtiero Bassetti a proposito delle varie cacce all’untore scatenate da chi non era in grado di capire l’essenza del problema rappresentato dal coronavirus. Ma sull’altro versante la profonda perplessita’ sull’operato delle forze di governo nei riguardi della chiusura delle chiese durante il lockdown e’ stata sostituita da quella, ancor piu’ esplicita e profonda, sull’atteggiamento dell’esecutivo davanti ai problemi delle scuole paritarie. Queste sono viste dalla Chiesa italiana come un’opportunita’ per risolvere questioni pratiche quanto delicate come il distanziamento sociale, mentre il governo ha lasciato trasparire quella che viene percepita come una incomprensibile indifferenza. Se non peggio. Risultato: una novantina di istituti sono stati costretti a chiudere, e cosi’ di e’ aperto un vulnus che non sara’ facile cauterizzare. Insomma, la Chiesa italiana si trova ad essere ben poco contenta sia del governo, sia dell’opposizione. A riguardo si leggano le parole particolarmente dure pronunciate oggi dal Papa riguardo la tragedia dei migranti (“Dio ci chiedera’ conto della loro morte”) e – i toni sono piu’ soft, ma il messaggio e’ ugualmente chiaro – sui ritardi nella ricostruzione post-terremoto del 2016.
    Su tutto questo si innesta la polemica sulle linee guida per l’uso dell’Ru486, una pillola abortiva il cui uso la Chiesa ha osteggiato fin dall’inizio. Il ministero della Salute ora dice che puo’ essere somministrata senza ricovero. Per giorni “Avvenire” ha martellato su questa disposizione (come anche sul problema dei migranti), invocando la corretta applicazione della legge 194. La legge, nella sua prima parte, indica l’interruzione della gravidanza come extrema ratio da accettare alla fine di un percorso in cui la donna viene accompagnata nell’ambito di un consultorio. Ora questa sezione, da sempre poco applicata, viene saltata a pie’ pari. Di cui l’accusa di avere violato la Costituzione: quel che e’ stabilito dalla legge (e la 194 e’ stata anche confermata da un referendum) non puo’ essere modificato da una circolare ministeriale. Per una maggioranza che si rende responsabile di una decisione del genere, c’e’ pero’ un’opposizione che, a riguardo, non ha mostrato molto coinvolgimento, al di la’ di alcune dichiarazioni di circostanza. Passa il tempo, le perplessita’ dei cattolici aumentano.
    Al tempo stesso i vecchi schemi saltano o si dimostrano obsoleti: meno aiuti alle paritarie, piu’ Aborto, meno sensibilita’ sui temi sociali e piu’ indifferenza di fronte alla tragedia dei migranti. Ce n’e’ per scontentare tutti gli elementi di una conferenza episcopale pur molto eterogenea nelle sue articolazioni. L’Aborto, d’altronde, e’ uno dei pochi punti in cui all’interno della Cei non si registrano divergenze significative. Per questo motivo quella che viene considerata la liberalizzazione dell’interruzione volontaria della gravidanza, pone i vescovi di fronte ad un dilemma. Questo: come tornare ad avere una politica che, in tutte le sue articolazioni, possa essere considerata ben disposta nei confronti delle loro istanze? Qui i sentieri interni alla Cei riprendono a dividersi, articolarsi, intrecciarsi e divaricarsi. Prima o poi il problema andra’ affrontato.
  3. E’ intervenuta con forza Giorgia Meloni, unica fra i politici, per chiedere al Ministro Speranza di ritirare le linee guida. Aborto: Meloni, Speranza ritiri immediatamente linee guida (ANSA) – ROMA, 23 AGO – “Le nuove linee guida sulla somministrazione della Ru486 rappresentano l’ennesimo tentativo del Governo di forzare e modificare la legge tramite un atto amministrativo. La 194 indica in maniera tassativa i luoghi dove e’ consentito praticare l’interruzione volontaria di gravidanza e tra questi non ci sono i consultori familiari. Ai consultori la legge attribuisce un’altra funzione: assistere e aiutare la donna a rimuovere le cause che porterebbero all’interruzione volontaria di gravidanza, non di certo una struttura dove praticare l’Ivg”. Lo dichiara la presidente di Fdi Giorgia Meloni. Sancire attraverso delle linee guida ministeriali, un atto senza forza di legge, che l’Aborto si puo’ praticare anche nei consultori e’ contro la legge e palesemente incostituzionale. Anche per questa ragione, Fratelli d’Italia chiede al ministro Speranza di ritirare immediatamente queste vergognose linee guida: un provvedimento che banalizza l’Aborto farmacologico in una pratica “fai da te” e abbandona le donne a se stesse, esponendole ad enormi rischi per la loro salute. Se il Governo e la sua maggioranza intendono cambiare la 194, abbiano il coraggio di proporlo apertamente e pubblicamente. Inaccettabile e contro la Costituzione il tentativo di farlo sottobanco e con indecenti blitz agostani”, conclude.