Il Cnb NON ha detto sì al suicidio assistito

Il Cnb NON ha detto sì al suicidio assistito

Il Comitato Nazionale per la Bioetica NON ha detto sì al suicidio assistito, come da due giorni gran parte della stampa cerca di dire, e su Tempi ho cercato di spiegare tutta la faccenda, nelle dinamiche e nei fatti.

Lo hanno capito subito comunque le 32 associazioni che stanno lavorando per portare la discussione in parlamento, di seguito il loro comunicato, che comunque dice bene, è andata proprio così. Abbiamo combattuto, nel Cnb. Allegata al parere del Cnb c’è anche una mia postilla critica alla 219, la legge sul cd biotestamento.

BIOETICA: ASSOCIAZIONI, SU SUICIDIO ASSISTITO UNICO A PERDERE E’ PARLAMENTO = ‘Cnb si e’ spaccato a meta’ ma almeno hanno combattuto’ Roma, 30 lug. (AdnKronos Salute) – “Il tam-tam con la errata notizia di un ‘sì’ del Comitato Nazionale di Bioetica all’eutanasia è partito subito. Ma non corrisponde al vero! Il Comitato si é piuttosto spaccato a metà. Chi difende la vita di tutti in qualsiasi condizione e chi invece vuole un Servizio Sanitario che possa consegnare alla morte chi di noi sia malato o anziano hanno pareggiato. Ma almeno hanno combattuto, ciascuno difendendo diverse visioni della vita e dell’uomo! Invece uno solo, per ora, sta perdendo: il Parlamento. Che continua a tacere, leader compresi”. E’ quanto si legge in una nota del Libero Comitato ‘Polis pro persona’, organizzatore del seminario che l’11 luglio scorso ha riunito 32 associazioni cattoliche sul tema ”’Diritto’ o ‘condanna’ a morire per vite ‘inutili’?”. “Le 32 associazioni cattoliche – ricorda la nota – hanno scritto, dopo il seminario dell’11 luglio scorso, ai presidenti, ai capigruppo e ai ‘capi’ politici per chiedere incontri urgenti affinché si scongiuri la imminente catastrofe istituzionale, quando, cioè, il prossimo 24 settembre l’eutanasia potrà essere introdotta in Italia attraverso una sentenza della Corte Costituzionale, che a quel punto si sarà sostituita a Camera e Senato, come preannunciato con l’ordinanza 207/18. Ma ancora nulla. A Montecitorio tutto tace, a meno di 55 giorni dal ‘trasloco’ del legislatore. Un silenzio indegno per delle istituzioni che dovrebbero essere l’unico luogo in cui si discute del bene comune, legiferando appunto”. “Le associazioni – conclude la nota – continueranno a chiedere alla politica un minimo di responsabilità e alle istituzioni parlamentari un sussulto di orgoglio, comunque battendosi sino a quando sarà possibile per difendere un’idea di persona in cui ogni istante, anche nella fragilità e nella malattia, sia concretamente considerato di una importanza assoluta e meriti ogni attenzione e cura”. (Com-Ife/AdnKronos) ISSN 2465 – 1222 30-LUG-19 19:40 NNNN