Il buon senso sul coronavirus

Il buon senso sul coronavirus

Sul coronavirus alcune considerazioni di puro buon senso, che mi pare diventato più raro dell’amuchina:

1. Il virus in Italia ci è arrivato perchè qualcuno ce lo ha portato. Questo qualcuno – forse più di uno – ha viaggiato, sicuramente insieme a molti altri che dovrebbero essere stati infettati durante i voli in aereo e gli scali in giro per il mondo, se i voli non erano diretti. A oggi in Europa non c’è notizia di equipaggi aerei in quarantena, e tantomeno passeggeri di interi voli in quarantena: tutti gli aerei del mondo sono sempre atterrati e i passeggeri si sono distribuiti in tutta Europa.

Il che significa che quando sono stati identificati i contagiati arrivati in qualche modo dalla Cina, nessuno in Europa ha tracciato il percorso dei voli, avvertendo i paesi di appartenenza degli altri passeggeri.

Elementare logica vuole, quindi, che ci siano molti altri contagiati in giro per l’Europa che si stanno curando per l’influenza di stagione, e non sanno di avere il coronavirus perchè non hanno fatto il tampone.

2. E’ impossibile pensare di individuare Tizio che ha incontrato Caio che è stato a cena con Sempronio che tornava da una cena di lavoro dove sedeva vicino a Nonsochi che tornava dalla Cina.

3. Per favore, qualcuno ancora crede alla efficienza della sanità egiziana, dove abbiamo notizia di un solo contagiato, oppure di quella russa, dove di contagiati ne sono stati dichiarati solo due o tre?

se ne deduce che:

E’ impossibile fermare un contagio con un virus che si trasmette anche in assenza di sintomi, perchè è impossibile fare un tampone per il test del coronavirus a tutta l’umanità. Noi possiamo solo limitare i danni.

E inoltre dobbiamo tenere presente che:

1. L’epidemia va arginata perchè se ci ammaliamo tutti contemporaneamente, non c’è posto negli ospedali per quel 5% che ha bisogno della terapia intensiva. Ricordiamo sommessamente che intanto che c’è il coronavirus c’è gente che continua ad ammalarsi anche di altre malattie, quindi gli ospedali rischiano di andare in tilt, ed è questo il problema, NON la gravità della influenza o della polmonite di per sé, che certamente non vanno sottovalutate come non si devono sottovalutare le brutte influenze e tantomeno le complicazioni polmonari.

2. il 95% dei contagiati guarisce.

3. non sono certo una sostenitrice di questo governo, ma va detto che stiamo pagando la trasparenza della nostra sanità – in particolare lombarda e veneta – e la scrupolosità con cui facciamo i tamponi – siamo gli unici che li hanno fatti anche ai morti – cioè cose giuste. Se il governo non avesse bloccato i voli diretti dalla Cina adesso ci sarebbero folle inferocite con forconi intorno a Palazzo Chigi. Se le regioni del nord non avessero preso provvedimenti drastici pure per quelle ci sarebbero folle e forconi.

e da ultimo, qualche osservazione:

– altro che autonomia regionale. Qua serve uno stato che abbia la possibilità di intervenire centralmente, quando serve, e pure un’Europa che su alcuni punti – politica estera, emergenze sanitarie, per esempio – abbia una direzione univoca.

– quello che sta accadendo è l’esito della globalizzazione, della totale interconnessione fra persone, stati e continenti, piaccia o no questa è la situazione, questa è la nostra vita ormai, spero sia chiaro che non si può tornare indietro.

– sarebbe interessante misurare l’inquinamento in Cina e in Italia in questi giorni, per vedere effettivamente quanto diminuisce in assenza di traffico e di attività umane quotidiane.

– dove stanno tutti quelli che strillavano: “quando c’è il morbillo si mettono insieme i bambini così se lo prendono tutti e non ci pensiamo più: vaccinarli è pericoloso”? Perchè i no-vax non lo fanno adesso con il coronavirus?

Seguiamo pazientemente le indicazioni del Ministero della Salute.
Poi lavoreremo per cercare di riprenderci, come paese.

Restiamo ragionevoli.