Ignazio Marino e gli squarci inaspettati della politica…

Ignazio Marino e gli squarci inaspettati della politica…


Un mio carissimo amico di recente mi ha detto che la bellezza della politica è quando all’improvviso, come accade con una scoperta scientifica, si aprono squarci inaspettati. Le intelligenze si uniscono, le coscienze si allertano, gli animi si risvegliano. E’ l’inizio del discorso di Ignazio Marino - il chirurgo delle interviste agiografiche, il chirurgo buono con lo sguardo che guarda lontano -  per la presentazione del suo programma come candidato segretario per il Partito Democratico. E in effetti stamattina uno squarcio inaspettato si è aperto, e pure qualche coscienza dovrebbe essersi allertata: sul Foglio è stata pubblicata una lettera in cui si spiega che nel 2002 Marino è stato allontanato da uno dei più importanti centri trapianti d’Europa, l’ISMETT di Palermo, e soprattutto dall’University of Pittsburgh Medical Center (UPMC), perché accusato di irregolarità amministrative, cioè di aver percepito rimborsi spese doppi, per circa ottomila dollari.

Niente fuga di cervelli, insomma, per l’addio di Marino all’Italia nel 2002, ma un episodio abbastanza imbarazzante, soprattutto per un personaggio che si presenta come bandiera della legalità e della moralità.

E oggi su Marino è calato il gelo: neanche uno straccio di agenzia, neanche l'ombra di un comunicato, da stamattina fino alle 14.31, quando Mario Adinolfi - non proprio un big nel PD – dà la sua solidarietà al chirurgo. Bisogna poi aspettare fino alle 16.00 per un comunicato dello stesso Marino, che annuncia solennemente la sua intenzione di … cambiare l’arredamento della sede del Pd se verrà eletto segretario. Vuole comprare un tavolo rotondo, per far partecipare tutti.

Il novello cavaliere della tavola rotonda un quarto d’ora dopo può leggere una dichiarazione di Bersani, che dà la sua solidarietà, ma senza troppo entusiasmo: “Non so se lui risponderà o vorrà precisare ma per come l'ho conosciuto voglio ribadire la mia stima”.

E poi basta. Dal resto del Pd, silenzio di tomba. Niente, niet, nisba. Tutti zitti, nel partito, ma zitti pure quelli di Micromega, che lo amano tanto , e muto è stato pure quel Beppino Englaro che Ignazio Marino ha definito un “eroe civile”, che è entrato apposta nel Pd per sostenere il chirurgo e che fino a ieri si è spellato le mani per applaudirlo.

In rete cresce l’agitazione dei “sottomarini” – così si chiamano i suoi sostenitori – che gli chiedono disperatamente di smentire: un po’ difficile, visto che la lettera in questione è controfirmata dallo stesso Marino, che quindi l’ha condivisa, a suo tempo. Ma finalmente, alle otto di sera Marino riesce a rispondere in merito, e tira fuori dal cassetto una lettera con cui il suo avvocato avrebbe smentito quella dell’UPMC.

Certo che dodici ore per trovare la lettera di smentita sono un po’ tantine…evidentemente il chirurgo aveva tanto da fare oggi, e prima di stasera non ha avuto tempo di pensare a queste sciocchezzuole.

Vedremo domani cosa ci diranno i giornali.

Certo, se noi fossimo maligni –ma non lo siamo – penseremmo che non è un caso che questa faccenda sia venuta fuori proprio il giorno dopo la sua candidatura alla guida del Pd. Candidatura vivamente sconsigliata da tanti “compagni” del Pd.

Se fossimo veramente cattivi, ma proprio cattivi – ma noi non lo siamo – ci ricorderemmo dei metodi del vecchio PCI per far fuori gli avversari.

E se la cattiveria aumentasse, e diventasse malvagità – sarà il caldo a fare certi effetti – allora penseremmo che la candidatura di Marino rompe le uova nel paniere – tanto per ricordare qualcosa di rotondo – innanzitutto al candidato Bersani, che non si può certo far superare a sinistra sul tema della laicità.

La candidatura di Marino ha terremotato tutti gli equilibri nel Pd, spostando l’asse della competizione per la segreteria verso un laicismo e una radicalizzazione alla Micromega, che poi inevitabilmente fa perdere consensi al partito. Il Pds-Ds-Pd ha dato tanto spazio a laicismo e antiberlusconismo, troppo spazio, e di questo rischia di morire.

La “scoperta” della lettera pubblicata oggi potrebbe essere l’estremo tentativo di ciò che resta del Pd, di evitare una destabilizzazione irrecuperabile, una sterzata che allontanerebbe altri elettori, che non si riconoscono nella deriva radicale impersonata da Marino. Ma non sarà troppo tardi, per loro?