guerra a Gaza, in attesa per Eluana

guerra a Gaza, in attesa per Eluana


Infuria la guerra a Gaza. Una guerra provocata dai terroristi palestinesi di Hamas, che in questi anni si sono impegnati a spendere fiumi di denaro per sparare migliaia di missili sulle città israeliane – in ossequio al loro odio eterno per gli ebrei – anziché per cercare di rendere più dignitosa la vita delle loro stesse famiglie.

Chi veramente ha a cuore le sorti del popolo palestinese, dovrebbe togliere il prosciutto dagli occhi e i tappi dalle orecchie, e guardare in faccia i veri colpevoli, e cioè tutti coloro che, pur di vedere distrutto lo stato di Israele e tutti gli ebrei (ricordo che i massacri di ebrei in quelle terre sono iniziati ben prima della costituzione dello stato di Israele, e che lo Stato della Palestina non c’è perché non l’hanno mai voluto gli arabi, a cominciare dal 1948, fino ai mancati accordi di Camp David nel 2000) non esitano a mandare a morte i palestinesi, usandoli come kamikaze o scudi umani, a seconda della convenienza.

 Il popolo palestinese è ostaggio di chi si proclama paladino dei suoi diritti: Arafat & C. ieri, Hamas oggi.

Il problema è che difficilmente una guerra, per quanto legittima, può portare giustizia. L’uccisione di civili innocenti, palestinesi o ebrei che siano, aggiungerà altro odio in una terra che ne è già intrisa.

E dire che quella la chiamiamo Terra Santa.

Per farvi un’idea del veleno che circola da quelle parti (Medio Oriente in generale), date un’occhiata qua: è il sito di MEMRI (Middle East Media Research Institute), sempre aggiornato. Questa la versione in italiano.

 In Italia invece il Natale non è andato all’incontrario, per quanto riguarda Eluana: stiamo aspettando le decisioni della Clinica Città di Udine, che nei prossimi giorni dovrebbe dire se e a quali condizioni è disponibile a sospendere alimentazione e idratazione artificiale alla donna.

L’atto di indirizzo del Ministro Sacconi, sulla base soprattutto del recepimento della Convenzione Onu sui Diritti dei Disabili vieta di sottrarre alimentazione ed idratazione, appunto, ai disabili. La notizia che Eluana è in grado di deglutire, poi, rende inapplicabile il decreto della Corte di Appello di Milano, basato sulla richiesta di Beppino Englaro di sospendere a sua figlia il nutrimento artificiale: non c’è alcuna autorizzazione a sospendere anche il nutrimento per vie naturali.

Questo significa che se fosse sospesa alimentazione ed idratazione artificiale ad Eluana, senza darle nutrimento per via naturale, quando invece lei ha conservato questa capacità, si configurerebbe il reato di omicidio, oltreché di tortura di incapace.

Alcuni approfondimenti li potete leggere in un mio editoriale, ed in un approfondimento del Prof. Gianluigi Gigli, neurologo. Sempre da Avvenire.