fiato sospeso per Eluana

fiato sospeso per Eluana


Il Corriere della Sera si conferma il peggior giornale per informazione sui temi cosiddetti “eticamente sensibili”. Oggi ha pubblicato un’intervista in cui Umberto Bossi si dichiarava certo che la legge sul testamento biologico non si farà mai (infatti se ne farà una sul fine vita), titolata "Se capita a me lasciatemi morire". L’altro giorno invece, sempre il Corriere, ha dato l’improbabile notizia di suore che avrebbero chiesto di poter fare testamento biologico. Giovedì, sul Magazine, una santificazione di Ignazio Marino, sempre più su posizioni radicaleggianti riguardo a testamento biologico, morte di Eluana et similia, anche se viene da chiedersi quale sia effettivamente il seguito che questo medico ha nel suo partito.

Non dico che su Repubblica siano stinchi di santi: almeno però qualche notizia in più la danno, e capita anche di leggere storie diverse, come quella di oggi: una madre che vive con suo figlio che è “in stato vegetativo da 47 anni”- recita il titolo –per una encefalopatia dopo una vaccinazione fatta all’età di sei mesi. Non so quanto sia esatta la diagnosi: sicuramente si tratta di una persona gravemente disabile, dipendente in tutto da sua madre.

Per conoscere come sta procedendo la vicenda di Eluana, bisogna leggere Avvenire.

Beppino Englaro sta ancora cercando dove trasferire sua figlia per sospenderle la nutrizione: non c’è nessun obbligo ad eseguire la sentenza della Corte di Appello, e dopo il rifiuto delle strutture pubbliche di Lombardia, Toscana e Friuli, sarà sempre più difficile trovare un ospedale.

Franco Cuccurullo, Presidente del Consiglio Superiore di Sanità, in un'intervista su Avvenire ha dichiarato che se Eluana morirà come indicato dai giudici, sarà eutanasia.

Domenica scorsa, sempre su Avvenire, veniva spiegato come avviene questo tipo di morte, essenzialmente per disidratazione. L’agonia dura da cinque giorni fino a tre settimane. I tessuti si seccano, le pareti dello stomaco si disidratano (e quindi ci sono spasmi), come pure le vie respiratorie. La pelle si ritira, gli occhi si incavano, la temperatura corporea aumenta per la mancanza di sudorazione. Le mucose si inaridiscono, il naso sanguina, le labbra e la lingua si spaccano (e infatti i giudici della Corte di Appello di Milano, signoramiaquantosonoscupolosi, si sono raccomandati di bagnare le mucose per evitare che Eluana soffra, o meglio, come sottolinea l’autrice del pezzo, per evitare che Eluana mostri la sua sofferenza).

Siamo sicuri che Eluana volesse morire così? Qualcuno l’ha informata, prima dell’incidente stradale?

In un editoriale su Avvenire ho cercato di spiegare perché alimentazione ed idratazione sono cure primarie - come muovere un malato sul letto, lavarlo, cambiargli il pannolone - e non una terapia medica, indipendentemente dal modo con cui si somministra il nutrimento. Perché se è il sondino a fare la differenza fra un’alimentazione naturale ed una artificiale, allora dovremmo ammettere che se Eluana potesse ancora deglutire – come fanno molti malati in stato vegetativo, che hanno mantenuto il riflesso  –  non si potrebbe sospendere l’alimentazione.

Ecco qua invece il glossario preparato da un gruppo di lavoro del Ministero del lavoro, Salute e Politiche Sociali, sulle corrette definizioni di stati vegetativi ed argomenti correlati. Durante la conferenza stampa di presentazione, un intervento molto significativo, e coinvolgente, di Claudio Taliento.

 Intanto 34 associazioni di familiari di persone in stato vegetativo hanno presentato ricorso alla Corte dei Diritti dell’Uomo, in Europa. Ci sarà ancora un giudice a Strasburgo?