eterologa corretta

eterologa corretta

Il Consiglio di Stato corregge il governo, sull’eterologa, e suggerisce proprio alcuni di quei limiti che il governo pentaleghista, su input del Ministro della Salute, aveva tolto, cioè le norme anti incesto, che avevamo inserito quando era Ministro Beatrice Lorenzin: numero massimo di nati dallo stesso donatore (noi avevamo indicato un massimo di dieci, con deroga per quelle famiglie dove fosse già nato un bambino dallo stesso donatore), età minima e massima dei donatori.
Dalle agenzie non sembra, purtroppo, sia stata suggerita la seconda norma anti incesto, quella che proibiva la donazione di gameti fra parenti fino al quarto grado. E questo esporrà chiaramente a rischi e problemi.

Vediamo cosa farà adesso il governo pentaleghista, quello dell’indifferenza bioetica, che fa passare tutto e il peggio di tutto senza colpo ferire, anzi, come in questo caso, peggiorando la situazione. Nel silenzio generale – ma voluto e interessato – dei suoi entusiasti sostenitori.

(AGI) – Roma, 17 giu. – Via libera del Consiglio di Stato al regolamento sulla donazione di cellule riproduttive per la
fecondazione eterologa, pur con limiti riguardanti l’età del donatore e del numero di ovociti.
La sezione consultiva di Palazzo Spada ha pubblicato oggi il parere reso sul regolamento con cui sono state recepite in Italia alcune direttive europee sui tessuti e cellule umani donati per scopi medici, che recepisce anche le prescrizioni necessarie a effettuare la donazione di cellule riproduttive per la procreazione medicalmente assistita eterologa, vietate in Italia fino a quando la Corte costituzionale, nel 2014, dichiarò illegittima la legge 40.
Il Consiglio di Stato ha reso un parere “favorevole”, indicando però alcune prescrizioni ulteriori a tutela della salute dei donatori, donatari e del nascituro. In particolare, Palazzo Spada ha ritenuto necessario che siano indicati direttamente nel regolamento stesso “limiti di età per la donazione, differenziati per la donna e per l’uomo”, non solo per prevenire patologie del nascituro legate all’età del genitore genetico, ma anche sul presupposto che “l’età del donatore, o della donatrice, possa influire sull’esito positivo della tecnica utilizzata nel caso concreto e conseguentemente esporre, per l’ipotesi di esito non favorevole, la coppia alla necessità di altri tentativi con i relativi pregiudizi per la salute psico-fisica”.
Nello stesso tempo, il Consiglio di Stato ha ritenuto “indispensabile” che venga inserito nel regolamento un limite quantitativo alla donazione degli ovociti e dei gameti maschili per “limitare le nascite di bambini portatori (anche solo in parte) del medesimo patrimonio genetico”, con l’obiettivo di “scongiurare il rischio di consanguineità tra i nati con il medesimo patrimonio genetico della donatrice, o del donatore”, e per ridurre il numero di stimolazioni ormonali cui può sottoporsi la donna per donare gli ovociti con “conseguente pregiudizio per la sua salute”. Secondo il Consiglio di Stato, infine, tali limiti (di età del donatore e della quantità degli ovociti) devono essere verificati con cadenza periodica”.

Di seguito l’articolo che ho scritto a proposito su Avvenire, lo scorso 12 aprile: noi, al Ministero della Salute, quando era Ministro Beatrice Lorenzin, e io sua consulente, nella scorsa legislatura, avevamo messo tre limiti, che questo “governo del cambiamento” ha semplicemente eliminato. Il Consiglio di Stato ne ha consigliati due.
Poi ognuno può giudicare.