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di seguito alcuni dei commenti arrivati via mail relativamente al post sul sinodo vaticano sul medioriente. Ho omesso i cognomi. Grazie a tutti. Carissima Assuntina, ti ringrazio per la tempestività con cui intervieni sulla questione del Sinodo e sull'acume delle tue osservazioni che, per la verità, riassumono ampiamente le mie stesse osservazioni. Cordialità e buon lavoro Paola  Volevo solo esprimere la mia approvazione in merito alla decisione di chiudere l'accesso libero al blog; le persone che, eufemisticamente, tu chiami imbecilli, sono piuttosto guastatori di professione. Mi sono chiesta spesso - e l'ho chiesto direttamente anche a loro - come facessero ad avere tanto tempo a disposizione per insolentire te e anche tutti gli altri corrispondenti, in tempo reale. Non ho ricevuto in risposta nemmeno un commento sarcastico; quindi, forse, ho ragione. Grazie per il tuo lavoro e auguri per tutto.  M.Rosa S.   Secondo me è che i governi ma soprattutto la cultura predominante occidentale lascerebbe soli questi vescovi se loro attaccassero l'islam radicale e chiedessero maggiori libertà nei propri paesi; così poi veramente si troverebbero, passatemi la parola (quando ci vuole ci vuole), nella cacca. Secondo me non è un caso che il coraggio della denuncia l'ha trovato solo il vescovo libanese, lì come sappiamo bene il governo deve essere per costituzione diviso fra le varie etnie religiose, lì c'è una presenza militare proprio per tutelare questo e fra l'altro mandata proprio da coloro che anche in Italia attaccherebbero subito i vescovi che denunciassero l'islam; insomma lì c'erano le condizioni per la denuncia. Dall'altre parti come fare a denunciare? Come può fare il Papa a denunciare se solo per una lettura magistrale  in un'università in cui poi non faceva altro che riportare fatti storici è stato massacrato, a parole, e lasciato solo da tutto il mondo politico occidentale anzi gli è stato intimato di chiedere scusa? Mah!!!! Io non so proprio cosa fare!!! Forse noi chi qui in Italia, in occidente è dalla loro parte potrebbe creare un'associazione indipendente dal vaticano, altrimenti sarebbe subito attaccato, di sostegno culturale per far conoscere la situazione e anche di sostegno economico per dare un aiuto concreto a queste popolazioni. In attesa di ciò, ammesso che sia la soluzione, mi rimane solo la preghiera e il confidare in Gesù. David  Ciao Assuntina, vengo dalla visione di un film, Uomini di Dio, che mi ha colpito e commosso per la verità e la fede che trasuda. In Francia lo hanno visto due milioni di persone, ha vinto il premio della critica a Cannes: in Umbria è stato in programmazione una sola settimana, allo Zenith. E' la storia degli ultimi giorni di un pugno di monaci in Algeria, che, non senza un percorso interiore, decidono di non poter lasciare il luogo dove Cristo li ha chiamati e si è reso presente, pur sapendo che da questa scelta viene la loro fine. Infatti, durante i disordini del '96, vengono barbaramente uccisi. Da tempo non vedevo qualcosa così bello al cinema e in merito alla prudenza dei vescovi che vivono la difficile condizione di una convivenza sempre più drammatica con l'Islam in Medio Oriente, ti dico solo un piccolo pensiero, che probabilmente è marginale rispetto alla questione di tutto ciò che la Chiesa potrebbe fare e dovrebbe fare in quei frangenti: la cosa che più mi colpisce è la seguente: solo i cristiani amano veramente l'uomo, solo i cristiani amano veramente gli islamici, hanno questa capacità di sedersi accanto, di amare l'uomo, di servirlo. Questa immeritata libertà che Cristo ci dona mi stupisce ogni giorno di più. Come nella lettera dell'anno scorso di un ragazzo islamico che ringraziava gli amici cristiani per averlo desiderato nella compagnia della colletta alimentare e che io ho fatto leggere nelle classi. Non so quale strategia politica sia migliore, non so se quello che si sia discusso al sinodo sia più frutto di paure e reticenze che di fede. So per certo che ogni mattina, ogni cristiano, qui o in Algeria o in Iraq, deve ripartire da Lui: mendicarlo come il senso di ogni rapporto, con tutti e col tutto. Grazie per quello che fai. Sabrina