Come volevasi dimostrare

Come volevasi dimostrare


Come volevasi dimostrare.  La decisione di non rendere pubblici i testi dei Padri Sinodali e lasciare invece liberi per le interviste ha portato, ovviamente, a una gran confusione (non per dire, ma perché non fare il contrario, solo i testi e niente interviste, almeno durante il Sinodo?), come ha anche dichiarato il Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, Card. Gerhard Ludwig Müller, che ha contestato questa decisione: Trovo che sia una vera contraddizione il fatto che fuori dal Sinodo i vescovi possano dare libere interviste, mentre i loro interventi in aula non sono pubblici. Si è voluta così rompere una tradizione della Chiesa. Non importa se alcuni non sono d’accordo con questa mia opinione. Io dico ciò che voglio, ma soprattutto ciò che devo dire come Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Inoltre, non ho fatto altro che dare voce alle proteste di molti fedeli che mi hanno scritto da vari Paesi e che hanno diritto di conoscere il pensiero dei vescovi. Perché́ si è dovuto cambiare? Lo stesso Muller che oggi ha criticato duramente la relazione finale, definendola “indegna, vergognosa, completamente sbagliata”.  Contrasti descritti ieri anche da Rusconi, nel suo blog “Rosso porpora”, con la presa di distanza fra Erdo e Forte.. Dure anche le dichiarazioni del Presidente della Conferenza Episcopale Polacca (con questo documento ci si allontana dall'insegnamento di Giovanni Paolo II e si vedono le tracce dell'ideologia antimatrimoniale) così come l’intervista al card. Burke,  mentre altri partecipanti al Sinodo, per esempio due “moderatori “dei circoli -  i cardinali Filoni e Napier - che stanno discutendo il documento, hanno fatto una consistente frenata: sul tema degli omosessuali, per esempio Napier, afferma, "la mia preoccupazione è che il messaggio che è uscito non sia vero”, e lo stesso Napier ha sollevato il sospetto che i responsabili del sinodo non siano “impegnati a esprimere le opinioni di tutto il sinodo anziché di un gruppo particolare”: la relazione finale dovrebbe contenere una “chiarificazione”.  "C'è sempre il cartello di 'lavori in corso' e sarebbe poco prudente prevedere sin da ora il risultato finale". Specifica il cardinale Fernando Filoni. Uno strumento di lavoro, non un testo definitivo, insomma, come riassume Avvenire, che pure indica alcune correzioni di rotta, fermo restando che, secondo altre fonti, l’impianto finale  della “relatio” resterà sostanzialmente quello attuale. Insomma: visto e considerato che il Papa si pronuncerà l’anno prossimo, alla fine del Sinodo Ordinario, e che abbiamo davanti un anno di lavoro e confronto che lo stesso Papa ci ha chiesto schietto e libero – ha detto espressamente che devono parlare tutti, liberamente, in totale franchezza, quindi, please, AAA astenersi perditempo che vogliono mettere il bavaglio a chi la pensa diversamente -  non sarebbe stato meglio limitarsi ai testi scritti e firmati, per sapere con precisione chi ha detto cosa, con il tempo necessario per poterci riflettere sopra, ed evitare tutto questo putiferio? Le interviste rilasciate durante i lavori, invece, hanno messo la comunicazione dei lavori stessi del Sinodo nelle mani dei giornali, che troppo spesso mirano a una interpretazione strumentale.