Ci siamo

Ci siamo

Zero.

Ci siamo. Oggi la Corte Costituzionale si riunisce per decidere sulla introduzione o meno del suicidio assistito in Italia. Se saranno tolte le sanzioni per chi agevola il suicidio altrui, si aprirà la porta alla morte su richiesta: che si chiami eutanasia o suicidio poco importa, è lo stesso, cambiano solo le modalità di esecuzione.

Il conto alla rovescia l’ho iniziato il 29 aprile, quando di giorni ne mancavano 148. Nel frattempo la mobilitazione cattolica di base c’è stata, decine di associazioni si sono ritrovate per un primo incontro pubblico l’11 luglio, fino all’appuntamento dell’11 settembre con il Presidente della Cei, il Card. Bassetti, che ha parlato chiaramente a nome e insieme a tutti noi contro ogni legge eutanasica, compresa quella già in vigore, la 219 sul cosiddetto testamento biologico. Di qualche giorno fa anche l’intervento del Papa a riguardo, l’ennesimo contro la cultura dello scarto.

Ma la politica non è intervenuta, nonostante abbia avuto tutte le possibilità di farlo. Le responsabilità dello scorso governo sono enormi, innanzitutto perché è stata la maggioranza giallo verde di Cinque stelle e Lega a opporsi a qualsiasi calendarizzazione dei lavori, alla Camera: una calendarizzazione che avrebbe comportato giocoforza la richiesta di un rinvio del pronunciamento della Consulta. E va ricordato che, quasi sorprendentemente, il Pd era diviso, su posizioni comunque tiepide, con una parte sulle stesse posizioni del Card. Bassetti (v. l’intervento del deputato Pd Bazoli l’11 settembre). C’erano tutti gli estremi, insomma, per cercare di costruire una maggioranza, trasversale, in parlamento, sulle nostre posizioni: mantenere il reato di aiuto al suicidio, differenziando le pene, per evitare l’intervento della Consulta. Ma niente si è voluto fare.

E poi il silenzio, il vergognoso silenzio che volutamente è calato in questi mesi sull’argomento e soprattutto sulla scadenza di oggi. La gran parte della gente neppure sa cosa sta per succedere. Eppure abbiamo trascorso mesi di continua campagna elettorale, lo scorso inverno, durante la quale politici, giornalisti, intellettuali, commentatori, presentatori televisivi si sono ben guardati anche solo dal pronunciare la parola “eutanasia”; una continua campagna elettorale in cui nessuno, ma proprio nessuno, ha fatto di questo argomento oggetto di discussione, dibattito, di riflessione, e quindi oggetto di informazione.

I prossimi giorni faremo un bilancio dettagliato di tutto questo.

E adesso, aspettiamo la Consulta.