che sta succedendo

che sta succedendo


Invito tutti ad ascoltare l'ultima puntata di Radio Londra, con Giuliano Ferrara che spiega bene cosa sta succedendo in questa grave turbolenza dei mercati che oggi ha segnato l'ennesima giornata nera. Alcune precisazioni, fondamentali per capire: 1. l'attacco all'euro è dovuto al fatto che non c'è una banca centrale che lo tutela facendo da  prestatore ultimo. Ma questo lo spiega bene Ferrara. E' indipendente da chi sta al governo: oggi è andata male ad un sacco di altri paesi, oltre che all'Italia, bisogna ricordarselo. 2. Vogliono far fuori Berlusconi - e questa non è una novità - con la scusa della crisi dei mercati, chiedendo un governo di emergenza, (naturalmente senza di lui) e stanno spingendo fortemente Napolitano in questa direzione. Facciamo a capirci: il programma del governo tecnico o di unità nazionale - cioè un governo fatto non da chi ha vinto le elezioni, ma anche da chi le ha perse - ha un unico punto programmatico: la cosiddetta PATRIMONIALE. Sia chiaro: PATRIMONIALE non significa una  tassa su  grande patrimonio, ma una tassa su un BENE, e la stanno chiedendo persone come Marcegaglia e Montezemolo, tutte con un grande patrimonio. Non perché siano improvvisamente generosi e buoni, tutti novelli Babbi Natale, ma perché non tocca solo i loro patrimoni: non si tratta di togliere i soldi solo  ai ricchi, perché di grandi patrimoni in Italia ce ne sono pochi (SOLO L'UN PER CENTO DEI CONTRIBUENTI DICHIARA UN REDDITO SUPERIORE AI CENTOMILA EURO), e da una patrimoniale sui grandi patrimoni  verrebbero quindi ben pochi soldi. La cosiddetta PATRIMONIALE  in Italia, per dare soldi, per funzionare, insomma, deve prendere soldi da tutti noi: l'80% degli italiani possiede una casa, per esempio. Per prendere tanti soldi bisogna mettere le mani nelle tasche di tutti, altro che, come d'altra parte ha già fatto Giuliano Amato con i conti correnti (di tutti, indistintamente) per esempio, ai bei tempi. Alla faccia di chi ancora insiste sul fattore famiglia e quoziente familiare. Sia chiaro: la cosiddetta patrimoniale del governo di unità nazionale o tecnico o come lo volete chiamare (quello senza Berlusconi, insomma) toccherebbe tutte le famiglie, a cominciare da chi possiede la casa in cui abita. A questo stiamo andando incontro, sia chiaro. 3. Un governo tecnico o di unità nazionale ha una bella, prima conseguenza, oltre la cacciata di Berlusconi: l'irrilevanza dei cattolici. E' chiaro, no? In un governo in cui non conta l'espressione popolare, i cattolici in quanto tali non hanno alcun peso. Ifatti, quali sono i nomi che girano per questo governo nuovo? Montezemolo o Monti, o gente simile, che con i cattolici e i valori non negoziabili c’entra come i carciofini con la Nutella. Quindi, attenzione a chi in queste settimane si è autonominato rappresentante dei cattolici - dopo una vita di silenzio - e chiede il governo di unità nazionale: sta solo cercando una poltrona per sé (e non la prenderà). Tanto per capirci, la prima cosa che salta, con il governo tecnico, è la legge sul fine vita (che adesso sta facendo l'ultimo passaggio al senato).