Che cos’è una battaglia politica?

Che cos’è una battaglia politica?

Che cos’è una battaglia politica?
 
Oggi il Ministro Fontana ce ne ha mostrato un esempio. Ha messo in discussione la legge Mancino che punisce, fra l’altro, l’istigazione all’odio razziale, o chi compie atti violenti per motivi etnici, religiosi, etc. Salvini in un primo momento lo ha sostenuto ma poi, visto lo stop dell’alleato di governo – i 5stelle hanno ricordato che nel contratto di governo tutto questo non c’è – ha fatto un passo indietro. Non ha detto che si tratta di opinioni personali di Fontana, ma ha ricordato che non è una priorità del governo. Fontana ne ha preso atto ma ha rilanciato, dicendo che comunque vuole tenere aperta la discussione: “Credo che una riflessione, nonostante non sia una priorità del governo, vada fatta anche sulla legge Mancino”, e ne ha dato le motivazioni.
 
In questi mesi abbiamo visto la durissima battaglia politica leghista sugli immigrati, per chiudere i porti, per bloccare del tutto gli sbarchi, per chiedere un cambio di politica all’Europa.
 
Ecco, mi spiace ammettere la mia pesante delusione: dalla Lega mi aspettavo una analoga battaglia politica contro le trascrizioni degli atti di nascita dei bambini nati all’estero con pratiche di fecondazione assistita non consentite in Italia, e, a maggior ragione, contro la formulazione di analoghi atti per bambini nati in Italia ma concepiti all’estero, con pratiche di fecondazione assistita vietate da noi (l’eterologa per due donne).
 
Mi spiace, perché se veramente si vuole fare una battaglia contro l’utero in affitto, allora è contro questo tipo di atti di nascita che bisogna muoversi: il resto è fuffa. Nessuno ha veramente intenzione di aprire cliniche per utero in affitto in Italia, quando con un volo low cost si può andare nella vicina Russia, o in Ucraina, dove si può fare di tutto e nelle cliniche parlano pure italiano (oppure negli Stati Uniti, pagando di più). Il problema per chi fa utero in affitto è che cosa succede al ritorno in patria. Chi si è procurato il bambino, può tenerselo tranquillamente? Può risultare pienamente suo padre, e il compagno dello stesso sesso risultare il secondo genitore? Si può far scomparire la madre biologica dai documenti del bambino?
Se questo avviene, allora vuol dire che anche in Italia si può fare tranquillamente utero in affitto senza problemi.
E’ quindi fondamentale non consentire questo tipo di atti di nascita, trascritti dall’estero o formulati in Italia.
 
Su questo, invece, ci sono voluti due mesi perché Salvini, che è il Ministro competente in materia, parlasse: si è fatto fare un question time – come se non potesse fare dichiarazioni da solo, non interrogato – e ha detto che aspetta indicazioni dall’Avvocatura di Stato.
Ora, diciamo la verità: ha mai chiesto pareri analoghi per fermare le navi delle ong? Per verificare fin dove potersi spingere per la chiusura dei porti? Ha messo al lavoro qualcuno per stipulare linee guida nuove, oltre quelle di Minniti?
No: sull’immigrazione ha fatto una battaglia politica.
Così come il Ministro Fontana, oggi, ha voluto tenere il punto, rivendicando di voler tenere aperto il dibattito, a prescindere da tutto. Ma non ha mai aperto l’ipotesi di modificare la Cirinnà, e va ricordato che senza modifiche a quella legge – almeno modifiche, non dico abrogazione – parlare di battaglia contro l’utero in affitto resta un puro esercizio verbale.
 
Insomma, sono delusa perché avrei voluto la stessa determinazione per la questione degli atti di nascita.
 
Invece ormai l’andazzo è chiaro, purtroppo: sui temi antropologici la Lega tace, per non mettere in pericolo l’alleanza di governo. Non sta facendo una battaglia politica, non vuole farla su questo terreno. Una scelta legittima, politicamente parlando, da parte della Lega, che vuole capitalizzare e consolidare il proprio consenso politico. Ma poi non mi si venga a dire che questo significa fermare le battaglie su questi temi, o avere la “pax bioetica”: il silenzio non è neutrale. Significa che intanto il Mondo Nuovo può andare avanti indisturbato. Infatti i sindaci chiamati in causa, dopo la risposta di Salvini, hanno detto che continueranno a firmare quel tipo di certificati.