campagna elettorale: MPS e liste. cosa voterò.

campagna elettorale: MPS e liste. cosa voterò.


Ogni giorno ce n’è una.

Lo scandalo del Monte dei Paschi di Siena guasta la festa al Pd, che sicuramente non ci guadagna voti, e peggio sarà se verrà confermata l’esistenza di una tangente mostruosa pagata dal MPS in occasione dell’acquisto della banca Antonveneta (due miliardi di euro, roba che è pure difficile da immaginare talmente sono tanti, questi soldi). Dire MPS, infatti, significa dire PD, perché il controllo della banca, mediante la fondazione connessa, dipende dai poteri locali, tutti rigorosamente marcati PD. Vedremo, nei prossimi giorni, quel che succederà.

Intanto, una certezza c’è: le liste dei candidati alle elezioni. Per quanto mi riguarda, le persone di cui mi fido, quelle che hanno già dimostrato di aver lavorato in parlamento e al governo in questi anni avendo concretamente come priorità i principi non negoziabili – e cioè innanzitutto Eugenia Roccella, e a seguire Maurizio Sacconi, Gaetano Quagliariello, Raffaele Calabrò, tanto per fare i nomi di quelli per me più significativi – sono tutti inseriti nelle liste del PdL, in buone posizioni. Il programma del PdL conferma la linea già tenuta su queste tematiche. Quindi io voterò PdL, consapevole di tutti i limiti delle liste di questo partito, che non sono certo una meraviglia, nel complesso, anzi. Ma quale sarebbe l’alternativa? Votare Monti, che è prontissimo ad allearsi con il Pd, e che non ha una linea sui principi non negoziabili? Con il risultato che, se Monti va ad appoggiare il Pd – come è sempre più chiaro ogni giorno che passa – sosterrà un governo che nei primi cento giorni farà il riconoscimento delle unioni gay sul modello tedesco (come si è sposata la Concia, insomma). E voi, ce li vedete Casini, Cesa, Buttiglione, e quelli della lista Monti dimettersi e far cadere il governo Bersani nei primi cento giorni per andare contro questo provvedimento? Io no.

E intanto segnalo il mio pezzo su Tempi, che hanno opportunamente titolato: i principi non negoziabili non sono bandiere in mano a bigotti