ballottaggi

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Di commenti sul primo turno delle elezioni ne abbiamo letti tanti. Difficile scrivere qualcosa che non sia stato già detto, se non che con i prossimi ballottaggi ci si gioca molto più che il governo di due città importanti. Il centro destra è riuscito - incredibile ma vero - a passare come il partito degli estremisti, mentre gli estremisti veri passano da moderati - per esempio Pisapia - o da promettenti novità - come De Magistris. Se questi due candidati avessero la meglio - e il rischio c'è  - allora dovremmo preooccuparci seriamente, molto seriamente.    Intanto, per capire cosa sta succedendo con i ballottaggi, vediamo qualche esempio. Cominciamo con il ballottaggio in provincia di Macerata, dove il candidato al primo turno di SEL (Sinistra, Ecologia e Libertà, il partito di Vendola e Pisapia, sostanzialmente i sopravvissuti di Rifondazione Comunista), voterà il candidato Udc, come d’altra parte fanno anche Pd, Idv e Api, senza apparentamento formale. E come mai a Macerata l’estrema sinistra vota Udc? “La necessità di battere la destra, in Italia e a Macerata, resta comunque un obiettivo fondamentale per chi come me è sempre stato di sinistra. Dunque – conclude il candidato SEL –non possiamo rimanere indifferenti o neutrali”. Appunto, non si può essere neutrali in un ballottaggio. Almeno questo di SEL ha il vantaggio della chiarezza. Mentre invece il terzo polo – che, a dire il vero, a queste elezioni, è diventato il quarto o il quinto, dopo Grillo e altri – ha dichiarato ufficialmente di non scegliere nessuno al ballottaggio. Io ho una gran brutta impressione. Come si diceva, in un ballottaggio - e in questo ballottaggio in particolare - non si può essere neutrali: temo proprio che le dichiarazioni di neutralità del terzo polo significhino che  vogliono votare a sinistra ma che, siccome non lo possono dire, si sono inventati questa neutralità impossibile. Oppure, nella migliore delle ipotesi, la più ottimistica, a prescindere da come ciascuno di loro voterà personalmente, preferiscono che vinca la sinistra piuttosto che Berlusconi, e se na guardano bene dal dare un sostegno anche minimo ai suoi candidati. E diciamolo, una buona volta: l’UDC è diventata la Margherita con cui i “moderati” stavano al governo con Prodi, del quale Prodi, Pierferdinando Casini sta diventando il successore. Questi del terzo polo – soprattutto quelli del FLI -  odiano Berlusconi, e pur di vederlo sconfitto sono pronti a festeggiare i rifondaroli come Pisapia e i giustizialisti come De Magistris. Ma siccome non possono dirlo ufficialmente, allora si sono inventati questa scusa patetica, quella della teorica non-scelta.  Qua potete leggete l’intervista a de Magistris sull'Espresso. Leggetela bene. La coalizione ideale a livello nazionale? “«La coalizione migliore per me è quella composta da Pd, Italia dei Valori, Sinistra Ecologia e Libertà e Radicali». Alla domanda “Omosessuali: lei è favorevole o contrario al matrimonio tra i gay e al diritto dei gay di adottare figli?” «Favorevole. Non esistono amori e sentimenti di serie A e di serie B». E ancora: Biotestamento: è favorevole al diritto di ogni persona di decidere da sola se e quando interrompere ogni tipo di terapia? «Sì. Del resto lo prevede anche la Costituzione. E sostengo il biotestamento, come autodeterminazione dell'individuo in merito alla propria salute e vita, anche da cristiano». Droghe leggere: favorevole o contrario alla liberalizzazione? «Ho una posizione aperta sulle droghe leggere». E adesso chiedo a quelli dell’UDC: ma veramente preferite uno così, pur di indebolire Berlusconi? Poi ci occuperemo di Pisapia.