aspettando il Sinodo

aspettando il Sinodo


Il Card. George Pell è "un componente del cosiddetto C9, il Consiglio dei cardinali scelti da Francesco per aiutarlo nel governo della Chiesa, e prefetto della segreteria per l’Economia, cioè il nuovo «zar» delle finanze vaticane (dove ha messo sottosopra lo Ior). Quindi si tratta di un uomo di fiducia del Pontefice e non di un esponente della vecchia guardia della Curia” (lo spiega la Calabrò sul Corriere). Secondo questo cardinale la questione della comunione ai divorziati e risposati (civilmente, dopo un primo matrimonio religioso, meglio spiegarlo) è un “simbolo”, “una posta in palio nello scontro fra ciò che resta del cristianesimo in Europa e un neopaganesimo aggressivo”. E aggiunge: “Tutti gli avversari del cristianesimo vorrebbero che la Chiesa capitolasse su questo punto”. E’ proprio così. E’ per questo che cardinali di peso, dal Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede ad Angelo Scola, passano per Pell appunto, e per esempio Caffarra, hanno ribadito la loro posizione alla vigilia del Sinodo. Una sintesi efficace di quel che è successo finora l’ha data qui Sandro Magister: nel suo post ci sono anche i link ad alcuni di questi testi dei cardinali. Non si tratta di “guerre preventive”, come ha detto qualcuno, sempre più ansioso di compiacere al mainstream del momento piuttosto che di fare il giornalista, ma di un confronto vero, importante e drammatico all’interno della Chiesa, come spesso ce ne sono stati, nel corso della storia. In attesa del sinodo, comprerò e leggerò i libri che stanno uscendo, e intanto prego, con molta preoccupazione. Oltre che gli esiti del Sinodo, ovviamente, a preoccuparmi è la tempistica: sappiamo che questo è un Sinodo straordinario, e che la parola definitiva sarà data dal Papa l’anno prossimo, in occasione di quello ordinario. Mi preoccupa questo anno intermedio: se il messaggio finale di questo Sinodo, pur non definitivo e interlocutorio, non fosse chiaro almeno nella direzione generale, se lasciasse margini di interpretazione per ambedue le posizioni in campo adesso (pro e contro Kasper, tanto per capirci), avremmo davanti un anno di lacerazioni, con i media a martellare – come in questi giorni - in direzione della cosiddetta “apertura”, intesa come capitolazione della Chiesa. Con effetti devastanti per la confusione che inevitabilmente si verrebbe a creare, a prescindere dalle conclusioni vere e proprie del Sinodo.