aggiornamenti 2 – nuovo governo

aggiornamenti 2 – nuovo governo

Per via di aggiornamenti tecnici non ho potuto aggiornare il sito. Di seguito potete quindi leggere il secondo dei due post sul nuovo governo giallo-verde che ho potuto scrivere solo su fb

27 maggio

TUTTI I MIEI DUBBI SUL GOVERNO GIALLO-VERDE – seconda puntata

Alcune osservazioni, nell’attesa di capire se e come si risolverà lo scontro fra Lega e Quirinale, ancora in corso

  1. Se non si arriva a una mediazione non ci saranno veri vincitori, ma ci rimetteremo tutti. Un’Italia con istituzioni più deboli non ha la forza di stare ai tavoli della politica internazionale: nessuno in realtà, a parte la propaganda, vuole uscire dall’euro, ma vogliamo avere voce in capitolo in Europa e non mi pare questa la strada giusta per arrivarci. Se la scelta di bocciare un ministro deve essere più che motivata da parte del Presidente della Repubblica, per non dare un pericoloso precedente, è anche vero che i leghisti non possono pensare di usare la ruspa con le istituzioni, come fossero campi rom, perché il Quirinale non può essere un puro passacarte o un vigile urbano: anche questo sarebbe un pericoloso precedente. E aggiungo che non è proprio vero che il governo giallo-verde è espressione degli italiani: questa coalizione non si è presentata alle elezioni. Questo governo è espressione degli italiani meno di quanto lo era il patto del Nazareno fra PD e FI (su cui non ero d’accordo): la somma dei partiti che lo compongono ha la maggioranza, ma i singoli partiti alle elezioni non si erano presentati proponendo questa alleanza. Con una aggravante: i singoli partiti, FI e PD, non si erano presentati in una coalizione, ma ognuno poteva decidere per sé, rispondendo esclusivamente al proprio elettorato. Qui la Lega deve rispondere anche all’elettorato di FI e FdI.
  2. La tattica di Salvini è sempre la stessa: prima ha imposto la sua alleanza con i 5stelle al cdx, dicendo a FI (e neppure consultando FdI) che se non avesse dato via libera, si sarebbe presa la responsabilità di portare al voto anticipato. Cioè, a Berlusconi hanno detto: o nostra alleanza con i 5stelle, o elezioni per colpa vostra. E Berlusconi ha ceduto. E adesso ripetono la stessa cosa con Mattarella: o Savona o alle elezioni per colpa tua. E capiamo perché Sapelli, appena proposto come Presidente del Consiglio, ha subito chiarito che avrebbe voluto dire la sua sui ministri, se fosse stato presidente del Consiglio: ha chiarito che non sarebbe stato un “esecutore” del duo Salvini-Di Maio. E infatti è stato subito accantonato, a favore dello sconosciuto Conte (quello che Mentana ha definito “un apostrofo rosa”), che sta dando in queste ore chiaro spettacolo della sua assoluta irrilevanza: è evidente che lui è solo un esecutore della volontà di Salvini-Di Maio.
  3. Colpisce il clima di esasperazione e di odio che è montato. Un odio che arriva all’insulto fra popoli: “nazisti” ai tedeschi, e “scrocconi” agli italiani (con la differenza non trascurabile che la prima viene da un probabile futuro ministro, e la seconda dalla copertina di un giornale). Un odio che leggiamo sui social, e che il duo Lega-5stelle cavalca con pericoloso cinismo. Sbagliano i giornali a chiamare in causa ipotetici trolls russi, e dovrebbero preoccuparsi, perché il clima è questo fra molti italiani. Colpisce l’odio che leggo nei confronti di Berlusconi: neppure io l’ho votato alle ultime elezioni, a differenza di quanto ho fatto le volte precedenti, ma l’astio e il livore nei suoi confronti è sorprendente, anche perché i suddetti astiosi e livorosi, una volta interrogati in proposito, non sanno dare risposte motivate. L’unica è: “ha fatto solo gli affari suoi”, come se invece Di Maio e Salvini asprinino a fare i benefattori dell’umanità. Come se il trattamento riservato a Berlusconi, culminato con l’espulsione dal parlamento con la legge Severino, non sia indicativo della volontà di tanti poteri forti di tenerlo fuori dal contenzioso politico, con tutti i mezzi, quando lui era stato democraticamente votato.
  4. Il voto cattolico è definitivamente scomparso. Quelli che si dicono cattolici sono in parte tifosi leghisti a prescindere, momentaneamente innamorati di Salvini qualunque cosa dica e faccia, l’“uomo forte” per eccellenza, e il resto sparsi uniformemente fra tutti gli altri partiti. Definitivamente tramontata l’eccezione italiana: anche l’Italia si è allineata all’irrilevanza tutta europea dei cattolici in politica. E chiarisco: molti politici vanno a Messa, e sicuramente sono sinceri credenti. Ma in politica prima viene l’interesse del partito, e questo conta nelle decisioni delle aule parlamentari (v. vincolo di mandato e testo del contratto di governo) e poi vengono le posizioni personali, che si possono tranquillamente esprimere partecipando a titolo personale a marce, convegni, etc., una partecipazione che però non si traduce in iniziative politiche concrete, perché il partito non le ha in programma e non consente neppure che si discutano in aula.