aggiornamenti 1 – nuovo governo

aggiornamenti 1 – nuovo governo

Per via di aggiornamenti tecnici non ho potuto aggiornare il sito. Di seguito potete quindi leggere il primo dei due post sul nuovo governo giallo-verde che ho potuto scrivere solo su fb

24 maggio

TUTTI I MIEI DUBBI SUL GOVERNO GIALLO-VERDE

Il centrodestra non c’è più.
E’ stato spazzato via dall’alleanza fra Lega e 5stelle, un’alleanza che i due partiti non avevano preannunciato prima delle elezioni, sulla quale non avevano chiesto il giudizio degli elettori. Un’alleanza che è evidentemente strutturale, permanente, destinata a durare.
“Scoppia l’amore fra Lega e 5stelle: Fatti per stare insieme”: è il titolo molto significativo di un articolo di oggi, su Repubblica, in cui si dà conto del feeling scoppiato fra i due partiti. Ma non c’era bisogno di Repubblica per accorgersene.

C’è innanzitutto la condivisione di un programma lungo e articolato, il famoso contratto con trenta punti da realizzare – che poi vedremo per bene, in molte parti, nei prossimi giorni. La trasformazione si è materializzata proprio lì: all’inizio Salvini e Di Maio dicevano di aver bisogno solo di un giorno, massimo due, per arrivare all’accordo al quale Berlusconi aveva dato il via libera. Un accordo minimale, quindi, su uno, due punti.
Poi, invece, hanno chiesto più tempo, e abbiamo capito perché quando è spuntato il testo del contratto di governo per affrontare l’intera legislatura, insieme, su 30 punti che hanno scoperto “improvvisamente” di condividere.

Ma soprattutto c’è una rivendicazione di Salvini e Di Maio, molto politica: quella di rappresentare non destra e sinistra, che entrambi asseriscono essere categorie superate, ma “il popolo” (buono). L’avversario sarebbero le élite (cattive), le quali élite evidentemente sarebbero espresse dagli altri partiti, compresi FI e FdI, con cui però la Lega si era alleata per le elezioni, e da cui anche i deputati leghisti hanno preso i voti. Questa legge, fortemente appoggiata dalla Lega, aveva solo una cosa buona: ripristinava le coalizioni, e quelle proponeva agli elettori, proponendo cioè con chiarezza quali sarebbero state le alleanze future. Oltre la quota proporzionale c’erano candidati comuni nei collegi uninominali, e c’era un comune programma di governo. Quelle coalizioni noi abbiamo votato, con quei candidati comuni, con quel programma.
E adesso la Lega da sola, non rispettando quello su cui ha chiesto il voto agli elettori, si stacca dalla coalizione e va al governo con altri, sottoscrivendo un programma diverso.
Io non ho votato il reddito di cittadinanza, non ho votato il vincolo di mandato, non ho votato un orribile programma giacobino giustizialista (tanto per fare qualche esempio del famoso contratto Salvini-Di Maio).

E non si dica che non c’erano alternative. Ce ne erano almeno due. La prima: il voto subito, anche con questa legge elettorale, chiarendo bene, prima, cosa si sarebbe fatto e cosa non si sarebbe fatto, dopo, in termini di alleanze e di programmi, nel caso l’esito del voto si ripetesse.
La seconda, ancora migliore: un governo qualsiasi, SOLAMENTE per cambiare la legge elettorale. E poi al voto.
Ci troviamo invece con un governo che si propone con un programma articolato, per durare l’intera legislatura, con una fisionomia totalmente diversa da quanto prospettato in campagna elettorale. 

Ha ragione Giorgia Meloni: il mio voto, come quello di tanti altri, è stato tradito.

– prima puntata, continua