a proposito di Charlie Hebdo

a proposito di Charlie Hebdo


Condivido il post di Giuseppe Schillaci, che metto di seguito in corsivo.

post di Giuseppe Schillaci:

La libertà di espressione di chi non la pensa come te è essenziale alla convivenza civile. Tre esempi facili:

1. Va garantita la libertà di satira, anche se veramente satira è sbeffeggiare i potenti, e non i sentimenti dei poveracci che vivono accanto a te;

2. Va difesa la libertà di pensare e dire che l'unione tra uomo e donna, in cui la madre non è la matrice e il padre non è l'esperto, manifesta al bambino il fatto che esistere è cosa buona (mentre gli esperti sono là per mostrare che è cosa buona riuscire). Memo: ricordarlo a Scalfarotto.

3. Va garantita la libertà di propugnare il matrimonio omosessuale, e confrontarsi liberamente nella società con tutti quelli che la pensano diversamente.

Il problema non è il gradimento di vignette di un giornale talmente irriverente da definirsi "irresponsabile" sotto la testata, che poi Charlie Habdo è realmente irriverente verso tutti e tutto - e non a corrente alterna, come qua - un giornale di satira che può essere anche molto pesante nella sua satira (altrimenti non è satira, ma cabaret), che magari fa anche satira che non condividiamo perché riteniamo blasfema, o quanto meno di pessimo gusto (io non gradisco, e magari faccio satira e battutacce a mia volta), ma il problema è la LIBERTA'.

La libertà di espressione, di pensiero, sempre e comunque, senza se e senza ma.

Altrimenti siamo come quelli che, quando una va in giro con la minigonna e da sola la sera, se poi le fanno violenza, dicono che se l'è cercata. ‪#‎JeSuisCharlie.

Ma non dimentichiamo che mattanze come queste, i cristiani le subiscono a decine ogni giorno, nel silenzio e nell'indifferenza del pianeta. Come avevo scritto qualche tempo fa: i cristiani sono i canarini nella miniera. Quando non cantano più, vuol dire che un gas velenoso sta arrivando, e sta per uccidere tutti. Loro sono i primi a morire. Dimenticare le mattanze dei cristiani, perché, così lontane, sembrano non riguardarci, non serve a niente, anzi: come abbiamo visto, è già venuto il giorno in cui riguardano anche noi, compresi quelli che cristiani non sono.