a proposito della sentenza sul crocifisso

a proposito della sentenza sul crocifisso


Se veramente avessero voluto eliminare il crocifisso da tutti gli edifici pubblici, avrebbero dovuto essere minimamente intelligenti, i giudici della sedicente Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, e non avrebbero mai dovuto formulare quella sentenza. Il crocifisso lo stavano togliendo piano piano da tutte le parti, senza polemiche, silenziosamente. Nell’indifferenza, o al massimo, ad essere buoni, nella inconsapevolezza dei più.

Con la sentenza, invece, hanno scatenato una specie di rivolta popolare, obbligando anche i più tiepidi a schierarsi per lasciarlo dov’è. E adesso, dopo la sentenza, tutti quelli che vanno in qualsiasi edificio pubblico – scuola, comune, tribunale, etc. – controllano se il crocifisso c’è, e dove non lo trovano ce lo rimettono.

Il giorno dopo la sentenza, per esempio, io ero in treno, e con il giornale aperto ho cominciato a parlare ad alta voce, protestando in modo abbastanza colorito sulla faccenda, con tutto il vagone dalla mia parte e nessuno che osasse dire il contrario. Annuivano tutti, aggiungendo epiteti non proprio gentili e tantomeno caritatevoli nei confronti dei giudici suddetti. Uno seduto dietro di me ha chiarito di essere totalmente d’accordo con me, pur non entrando in chiesa da tantissimo tempo.

Il popolo italiano si è sentito offeso, insomma, e si è compattato, perché l’impressione, netta, è stata che un microscopico gruppo di inutili giudici stranieri - l’unico italiano presente ha un cognome tanto noto quanto impronunciabile, straniero pure lui, insomma - che “lavora” per quella cosa inutile che è l’Europa – smettiamola con la retorica, per il 95% degli italiani il più grande vantaggio dell’Unione europea è che non bisogna più usare i travel check -  viene ad impicciarsi di quello che facciamo a casa nostra, e vuole imporci quel che pensa.  Ed è pure abbastanza inutile, anche se è corretto, spiegare che la sedicente Corte dei Diritti Umani non c’entra un bel niente col parlamento europeo. Per il cittadino quadratico medio basta la parola: Europa, roba lontana e, nella migliore delle ipotesi, inutile. Spesso, purtroppo, dannosa.

Non hanno fatto un gran servizio alla causa europea, insomma, i giudici della sedicente corte dei diritti umani. E neanche hanno risollevato la categoria dei giudici, che ultimamente non va per la maggiore.

E invece a noi che in quel Crocifisso crediamo, la sentenza che ce lo vuole togliere ha fatto un gran favore. Ci ha ricordato che averLo davanti non è scontato. E che i segni della Sua presenza non debbono ridursi ad arredi decorativi, oramai familiari. Di un arredo se ne può fare a meno. Del Suo segno, no.