12 anni fa

12 anni fa

12 anni fa Eluana Englaro moriva per applicazione della sentenza che le ha sospeso alimentazione e idratazione.
Lei in vita non aveva mai espresso un consenso informato in questo senso – cioè non aveva mai parlato con un medico esperto in stato vegetativo, o con un neurologo, e neanche con il suo medico personale, e non aveva neanche scritto niente a proposito, ma ne aveva parlato a tavola con i suoi genitori, che hanno riferito alcune sue affermazioni. Nessun medico accetterebbe questo tipo di consenso per fare anche il più piccolo degli interventi, ma a certa magistratura è bastato.
La battaglia per salvarla dalla morte ha coinvolto le più alte cariche dello stato, culminata nel NO dell’allora Presidente Napolitano a salvarla, Napolitano che porta tutta intera la responsabilità personale di quel NO. Berlusconi fece di tutto per salvarla, e anche di questo ci ricordiamo, e gliene saremo per sempre grati.
Una battaglia persa perché Eluana è morta, e al tempo stesso una battaglia vinta anche perché per quasi 10 anni nessuna legge sul fine vita è riuscita a passare in parlamento, e hanno dovuto aspettare dj Fabo per creare un nuovo ‘caso’ utilizzabile per una pessima legge, la 219/2017, che poi ha anche aperto la porta al suicidio assistito.
La storia di quella battaglia è scritta in ‘Eluana non deve morire. La politica e il caso Englaro’, di

Eugenia Roccella, allora sottosegretario alla Salute, con Maurizio Sacconi Ministro, in prima linea e protagonisti della vicenda. All’epoca ero loro consulente al Ministero, e ricordo tutto come fosse ieri. L’esperienza più intensa della mia vita, dopo i tre parti.
Quella di Eluana è una storia che tutti dovrebbero conoscere per bene, soprattutto i pro-life.
Qui una bella lettera in proposito da parte di Fulvio De Nigris, che racconta delle associazioni dei familiari delle persone in stato vegetativo, anche loro protagonisti all’epoca, e che continuano a lottare per i loro cari: De Nigris ridice il senso della Giornata Nazionale sugli Stati Vegetativi. Condivido tutto.