settimana decisiva

Si è aperta una settimana decisiva per la madre di tutte le battaglie, quella sul simil matrimonio con adozione per coppie omosessuali. Da domani si comincia in Senato.

Molto si giocherà sulle procedure, e adesso è il momento di voti segreti e canguri. Ma che significa? Di che si tratta? E quali sarebbero le conseguenze? Eugenia Roccella su l'Occidentale ce lo spiega

In tutto questo i sostenitori della stepchild adoption - l'adozione del figlio del partner, riservata solo a coppie omosessuali - nella legge Cirinnà continuano a ripetere che a ricorrere all’utero in affitto sono in maggioranza coppie eterosessuali, e quindi anche per questo parlare di connessione fra questa pratica e il contestato art. 5 della Cirinnà non ha senso.

Ma questa è una delle tante fesserie che si spacciano per verità, e francamente ne siamo stufi. Ho fatto quattro conti, sempre su l'Occidentale.

Importante appuntamento, sempre sul tema, il 4 marzo a Roma: "Come si intimidisce un paese: l'Irlanda bullizzata sul matrimonio gay": John Waters alla Lettura annuale di Magna Carta. Qua tutte le informazioni.

 

 

nell'abbraccio con gli ortodossi...

...tornano i valori non negoziabili:

19. La famiglia è il centro naturale della vita umana e della società. Siamo preoccupati dalla crisi della famiglia in molti paesi. Ortodossi e cattolici condividono la stessa concezione della famiglia e sono chiamati a testimoniare che essa è un cammino di santità, che testimonia la fedeltà degli sposi nelle loro relazioni reciproche, la loro apertura alla procreazione e all’educazione dei figli, la solidarietà tra le generazioni e il rispetto per i più deboli.

20. La famiglia si fonda sul matrimonio, atto libero e fedele di amore di un uomo e di una donna. È l’amore che sigilla la loro unione ed insegna loro ad accogliersi reciprocamente come dono. Il matrimonio è una scuola di amore e di fedeltà. Ci rammarichiamo che altre forme di convivenza siano ormai poste allo stesso livello di questa unione, mentre il concetto di paternità e di maternità come vocazione particolare dell’uomo e della donna nel matrimonio, santificato dalla tradizione biblica, viene estromesso dalla coscienza pubblica.

21. Chiediamo a tutti di rispettare il diritto inalienabile alla vita. Milioni di bambini sono privati della possibilità stessa di nascere nel mondo. La voce del sangue di bambini non nati grida verso Dio (cfr Gen 4, 10). Lo sviluppo della cosiddetta eutanasia fa sì che le persone anziane e gli infermi inizino a sentirsi un peso eccessivo per le loro famiglie e la società in generale. Siamo anche preoccupati dallo sviluppo delle tecniche di procreazione medicalmente assistita, perché la manipolazione della vita umana è un attacco ai fondamenti dell’esistenza dell’uomo, creato ad immagine di Dio. Riteniamo che sia nostro dovere ricordare l’immutabilità dei principi morali cristiani, basati sul rispetto della dignità dell’uomo chiamato alla vita, secondo il disegno del Creatore.

Qua di seguito il link al testo integrale della storica dichiarazione congiunta, firmata da Papa Francesco e dal Patriarca Kirill, dove ritroviamo le radici cristiane d'Europa, e i cristiani perseguitati, e la libertà religiosa, un testo tanto storico quanto prezioso.

 

genitori per contratto, Istat non crede a se stessa

Oggi, su Avvenire, grande spazio al convegno internazionale di ieri a Parigi, (sul cartaceo molti articoli) quello delle femministe contro l'utero in affitto.

Nel mio editoriale cerco di spiegare cosa sta già succedendo e dove andremo a parare quando è un contratto a stabilire chi sono i genitori di un bambino.

Sempre su Avvenire, incredibile lettera con cui l'Istat dichiara di essere inattendibile: nero su bianco, l'Istat spiega che i propri dati sulle coppie dello stesso sesso in Italia (e quindi sui bambini che vivono con loro) non sono attendibili, mentre lo sarebbero le opinioni dell'Istat. Cioè, siccome i dati che loro stessi raccolgono contraddicono l'opinione diffusa dai media (senza alcuna base) sui numeri elevati dei conviventi omosessuali in Italia (e quindi dei bambini che vivono con loro), allora i loro dati non contano. Insomma: se i fatti non ci danno ragione, tanto peggio per i fatti, anche se siamo noi che li certifichiamo. Piuttosto preferiamo non credere a noi stessi.

ieri al Circo Massimo

In attesa della stretta finale, della battaglia parlamentare che inizierà questa settimana, qualche considerazione sul Family Day di ieri al Circo Massimo.

UNO: Innanzitutto i numeri: quanti eravamo? Due milioni, ci hanno detto dal palco. Due milioni, ripeto io: perché se andavano bene due milioni e settecentomila allo stesso Circo Massimo quelli portati dalla CGIL nel 2009 (dove, confrontando le foto aeree, si vede con chiarezza che c’era meno gente di quanta ce ne fosse ieri), se un milione erano gli LGBT sparsi nelle piazze italiane la settimana scorsa, secondo i titoli dei giornaloni, allora i due milioni per il Family Day di ieri è una cifra decisamente sottostimata.

DUE: diciamolo, la piazza di ieri era sostanzialmente autoconvocata, e per questo una manifestazione tanto enorme è stata organizzata in pochissimo tempo. Il Comitato "Difendiamo i Nostri Figli" ha fatto un lavoro splendido, facendo da collante a un’esigenza personalmente e urgentemente sentita da milioni di persone, che non avevano bisogno di essere convinte a venire al Family Day, ma che semplicemente stavano aspettando che qualcuno dicesse loro dove trovarsi per manifestare, qualcuno che organizzasse l’appuntamento. Il Comitato ha realmente raccolto la richiesta di un popolo, e si è messo al servizio di quel popolo, rendendo possibile la manifestazione di ieri.

TRE: ieri il Circo Massimo era chiaramente cattolico, ma senza nessuna chiamata alle armi da parte di autorità riconosciute. Nei giorni scorsi c’è stata una gara, nei giornali, a fare l’appello degli aderenti e degli assenti, con citazioni di questo o quel vescovo, di questo o quel responsabile di associazione o movimento. Sicuramente ci sono state prese di posizioni diverse, sia fra i vescovi che fra le realtà cattoliche, e sicuramente hanno pesato, a favore della manifestazione, alcune dichiarazioni del Card. Bagnasco, che pure non si è mai espresso esplicitamente per l’evento. Ma chi è venuto al Circo Massimo non lo ha fatto per obbedienza a qualche autorità, neppure dei responsabili delle proprie comunità di appartenenza (ed è la prima volta che questo succede): lo ha deciso personalmente, insieme alla propria famiglia e/o a gruppi di amici. 

Guardandomi intorno, ieri, e commentando con alcuni amici, al telefono, oggi, ci dicevamo che ieri a muoversi è stato il grande popolo cresciuto con le Giornate Mondiali della Gioventù, i ragazzi della domenica delle Palme del 1984 (io c’ero!!!), della spianata di Tor Vergata 2000, il popolo educato dal lungo pontificato di Giovanni Paolo II. Il Circo Massimo di ieri è stata l’eredità più evidente di quel Papa polacco, sopravvissuto a una guerra devastante e a due dittature, che ci ha insegnato a combattere pubblicamente e consapevolmente per quello in cui crediamo. I due Family Day precedenti – quello storico del 2007 che ha fermato i DiCo e quello antigender dello scorso giugno – sono stati, nelle loro differenze, preparatori.

Per la Chiesa italiana questo evento è uno spartiacque: nelle comunità, nei movimenti, fra i vescovi, nelle parrocchie, ci sarà inevitabilmente un prima e un dopo il Circo Massimo, a prescindere da come andrà avanti la battaglia sulla Cirinnà. La madre di tutte le battaglie, che seguiremo spasmodicamente nei prossimi giorni, quando torneremo a occuparci di politica.

in attesa del 30 al Circo Massimo - Don Abbondio e l'Innominato

Sulla Cirinnà l’aria è cambiata. Non sappiamo ancora come andrà a finire, ma indubbiamente c'è un altro clima. Ma mentre ci prepariamo alla manifestazione del 30 gennaio, è bene innanzitutto capire perché, e ricordarci bene chi ha permesso che l’aria cambiasse, per evitare l’effetto clessidra: quando poi tutta la sabbia si rovescia dalla parte opposta non distingui più quella che ci stava dall’inizio e quella che si è aggiunta dopo, perchè tutto si mischia.

E’ quello che ci ricorda Eugenia Roccella su l’Occidentale, che invito a seguire, specie in questi giorni, perché uno degli attori che ha permesso il cambiamento è stato anche un piccolo gruppo (Giovanardi, Quagliariello, Roccella, fra i più noti) che ha messo letteralmente in mutande l’NCD, andandosene da quel partito proprio perché Alfano non ha mai, finora, messo in discussione il suo sostegno al governo, neppure di fronte a una possibile approvazione della Cirinnà nella forma attuale.

L’uscita da NCD di nomi significativi proprio su questo punto – la Cirinnà non è emendabile e il provvedimento deve tornare in commissione – ha costretto NCD a radicalizzare la sua opposizione: fino a che punto, lo vedremo. Come ha scritto la Roccella su l’Occidentale in un velato ( ma non troppo) riferimento a  tutto questo: i Don Abbondi in questa storia sono stati anche troppi, aspettiamo la conversione dell’Innominato (il nostro Presidente del Consiglio).

Sicuramente un ruolo fondamentale lo hanno avuto le “ore di guardia” , per chi ci crede. Ma ricordo a tutti che la Storia e la Provvidenza camminano sulle gambe degli uomini e delle donne che sono disposti a dire un si o un no al momento giusto.  Parlo di tutti: dei pochi parlamentari che hanno rischiato tutto, di chi nel territorio in questi mesi ha organizzato incontri grandi ma anche piccoli, di chi si è messo in gioco nell’ambiente di lavoro, di chi sta organizzando adesso il Circo Massimo per il 30, dove tutti noi ci incontreremo.

 

La madre di tutte le marce

La madre di tutte le marce: il 30 gennaio, a Roma, verso Piazza San Giovanni.

Ci stiamo preparando da un pezzo, ed è arrivato il momento. Sarà una marcia lieta e decisa: no alla Cirinnà, e giù le mani dal matrimonio, e che a ogni bambino sia riconosciuto il diritto a vivere con mamma e papà. Noi vogliamo che la Cirinnà venga respinta, e riscritta la legge sulle unioni civili, con il massimo rispetto per i diritti individuali dei conviventi, senza riconoscimenti similmatrimoniali.

Sarà una marcia pacifica e decisiva per la storia del nostro paese, ed è bene precisare che sarà una svolta, comunque poi andranno le votazioni in parlamento: non indietreggeremo, non molleremo quello spazio pubblico che ci siamo conquistati, post dopo post, incontro dopo incontro, centimetro dopo centimetro....come ricordava Al Pacino nell'indimenticabile discorso in "Ogni maledetta domenica".

transgender, Colonia

Transgender: è questa la nuova frontiera della rivoluzione antropologica dei nostri tempi, ed è ben visibile negli Stati Uniti, dove fra i nuovi diritti, specificatamente per i transgender, è oramai ben piazzato quello per il “diritto al bagno” (su questo il mio primo articolo, ieri su Avvenire) e si sta consolidando quello per tutti i servizi di fecondazione artificiale (e su questo il mio secondo, sempre oggi su Avvenire). 

Sui fatti di Colonia, e cioè le violenze sulle donne da parte di branchi di uomini stranieri, essenzialmente “un migliaio di uomini arabi e nordafricani”, a Colonia, e fatti simili in altre città nel nord Europa: interessante e tutto sommato coraggioso il pezzo di Lucia Annunziata sull’Huffington Post.

Con una mia breve considerazione aggiuntiva: che le donne in paesi musulmani, specie arabi e nord-africani, siano da sempre considerate subalterne, quando non letteralmente trattate come schiave dai maschi, non è una novità. Basta vedere i sudari neri con cui le fanno “vestire”, per non parlare di tutto il resto, per esempio le lapidazioni di presunte adultere, le mutilazioni genitali, i matrimoni di bambine e amenità varie. Ma fino a oggi era assolutamente proibito associarlo a culture e religioni di certi popoli, perché ti davano del razzista, intollerante, etc. Per cui se sei contro il matrimonio gay allora sei retrogrado, omofobo, bigotto, ottuso, roba così, mentre chi ritiene opportuno imbracare le donne di casa sua nel sudario nero è semplicemente di un’altra cultura da rispettare, e poi anche in Italia le donne cattoliche portavano il velo alla messa fino a sessanta anni fa (si, dicono pure questo, come se il velo alla messa e il sudario nero per sempre fossero la stessa cosa. Poi quando gli ricordi il particolare che da certe parti, in culture “diverse” i gay li massacrano, allora spunta improvviso l’imbarazzo e finalmente si cambia argomento). Solo quando la violenza contro le donne si è manifestata chiaramente a casa nostra, allora ci si indigna, come si scoprisse adesso che da certe parti, molto precise e identificabili, le donne non campano tanto bene.

E cosa dovrà succedere, perché il mondo si accorga delle persecuzioni dei cristiani? Devono riaprire il colosseo ai leoni e portarceli insieme alla gente dopo la messa per vedere l’effetto che fa?

cominciamo proprio male

Oddio, no, adesso ci si mette anche De Palo – il nuovo presidente del Forum delle Famiglie - fra i rinnegatori della Cei ruiniana, sorvolando bellamente -e questo è più grave- anche sul magistero della Chiesa sul tema, in particolare degli ultimi papi. Onestamente, non ce l’aspettavamo. Se non altro, non così presto, fresco di nomina.

In una sua intervista su vita.it ha detto fondamentalmente due cose: primo, “Il Family day è stato uno dei più grandi fallimenti che abbia visto”, e lo dice perché ancora non c’è in Italia il quoziente familiare. Secondo, che “La famiglia è un fatto concreto, non un’idea. Ed è stato un errore trasformarla in un concetto astratto, ideologico, identitario”, come a dire si può parlare di famiglia solo in termini di politiche fiscali, tutto il resto è “concetto astratto”.

Come inizio di Presidenza mi pare davvero deprimente.

Cominciamo a ricordare che il Family Day fu fatto per fermare i DiCo del governo Prodi, e ci riuscì: abbiamo vinto. Se non avessimo fermato i Dico, oggi avremmo il matrimonio gay, come è avvenuto in TUTTA Europa: dove hanno fatto le unioni civili,i Pacs,e simili, oggi c'è il vero e proprio matrimonio omosex. Non si parlava quindi di quoziente familiare,se non in modo generale, ma di difesa del matrimonio. Eppure De Palo dice di esserci stato, al Family Day, lo dovrebbe sapere su che era la manifestazione, oppure, chissà , forse con tutta quella gente non sentiva bene….

E’ grave che il Presidente del Forum delle Famiglie non sappia che il quoziente familiare e le politiche fiscali a favore della natalità non c’entrano con la famiglia e non fanno aumentare neppure la natalità: il paese dove nascono meno bambini adesso è la ricca Germania, e in nessun paese europeo, Francia compresa, il numero di figli per donna è superiore a 2, cioè al tasso di ricambio, quello che garantisce la sopravvivenza della popolazione europea.

Il Presidente del Forum delle Famiglie dovrebbe sapere che il problema della natalità – il crollo delle nascite in tutta Europa – è andato di pari passo con il crollo dei matrimoni. Le tasse non c’entrano (e lo stesso Di Palo, con i suoi quattro figli, è qui a dimostrarlo). Il quoziente familiare, che tanto sta a cuore al Presidente del Forum delle famiglie, è in Francia da più di dieci anni, con i risultati che tutti sanno: una natalità ancora bassa - il tasso di natalità  non arriva a 2 - ma soprattutto una famiglia in gravissima crisi: la maggioranza dei figli nasce fuori del matrimonio, che è crollato nei numeri, e adesso è legge il matrimonio omosessuale, nonostante le manifestazioni di piazza.  E’ questo il modello di politiche familiari del Presidente del Forum delle Famiglie?

E’ grave che il presidente del Forum delle Famiglie, un organismo che riunisce le associazioni cattoliche, che risponde ed è finanziato dalla CEI, non difenda innanzitutto il matrimonio, e non dica che è la crisi del matrimonio il centro dei problemi della famiglia.

Eppure fino a ieri avevamo in mente un De Palo squisitamente ruiniano: la sua autocritica, che riporta alla mente i riti delle repubbliche sovietiche, è veramente surreale.

E’ invece assurdo, se non segno di grande malafede, che con il ddl Cirinnà in arrivo sul primo binario parlamentare, fra tre settimane, De Palo si trovi a attaccare non il riconoscimento delle unioni civili, non la stepchild adoption, non l’imbroglio che vorrebbero rifilarci dell’affido rafforzato, non l’utero in affitto, ma….il Family Day!

PS: vedo adesso su fb che nei commenti molto perplessi alla sua intervista, alla domanda sul perché non avesse parlato della Cirinnà, De Palo risponde che è un’intervista di un mese fa e che comunque nessuno gli ha fatto domande a riguardo. Quindi dobbiamo dedurre che un mese fa il Presidente del Forum delle Famiglie non riteneva che la calendarizzazione già avvenuta della Cirinnà fosse una priorità e un’urgenza per il Forum. E che agli amici di vita.it – periodico che già dal nome rivela la sua ispirazione cattolica – non si poteva neppure sollecitare una domanda sul tema, né chiedere di poter fare un minimo accenno. Che Dio ci aiuti, perché il Forum, di questo passo, non lo farà. 

Buon Anno e Buona battaglia

Innanzitutto Buon Anno a tutti!

L'anno nuovo inizia con la prospettiva a breve della madre di tutte le battaglie, quella sulle cosiddette unioni civili. Siamo arrivati al dunque. Cerchiamo quindi di attrezzarci al meglio, consapevoli dell'enorme posta in gioco, dei reali margini di azione e degli scenari futuri.

Per questo, comincio segnalando il primo di una serie di approfondimenti sul tema: un mio pezzo dal titolo "Nuove famiglie o fine della famiglia?" Su l'Occidentale

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