non solo depenalizzazione

Di seguito la bozza - firmata dai paesi dell'Unione Europea - che secondo i media riguarda la richiesta di depenalizzazione dell'omosessualità; sarà presentata alla prossima Assemblea Generale delle Nazioni Unite, probabilmente il 10 dicembre (dal sito di Marco Perduca 

1. We reaffirm the principle of universality of human rights, as enshrined in the Universal Declaration of Human Rights whose 60th anniversary is celebrated this year, Article 1 of which proclaims that “all human beings are born free and equal in dignity and rights”;

2. We reaffirm that everyone is entitled to the enjoyment of human rights without distinction of any kind, such as race, colour, sex, language, religion, political or other opinion, national or social origin, property, birth or other status, as set out in Article 2 of the Universal Declaration of Human Rights and Article 2 of the International Covenants on Civil and Political, Economic, Social and Cultural Rights, as well as in article 26 of the International Covenant on Civil and Political Rights;

3. We reaffirm the principle of non-discrimination which requires that human rights apply equally to every human being regardless of sexual orientation or gender identity;

4. We are deeply concerned by violations of human rights and fundamental freedoms based on sexual orientation or gender identity;

5. We are also disturbed that violence, harassment, discrimination, exclusion, stigmatisation and prejudice are directed against persons in all countries in the world because of sexual orientation or gender identity, and that these practices undermine the integrity and dignity of those subjected to these abuses;

6. We condemn the human rights violations based on sexual orientation or gender identity wherever they occur, in particular the use of the death penalty on this ground, extrajudicial, summary or arbitrary executions, the practice of torture and other cruel, inhuman and degrading treatment or punishment, arbitrary arrest or detention and deprivation of economic, social and cultural rights, including the right to health;

7. We recall the statement in 2006 before the Human Rights Council by fifty four countries requesting the President of the Council to provide an opportunity, at an appropriate future session of the Council, for discussing these violations;

8. We commend the attention paid to these issues by special procedures of the Human Rights Council and treaty bodies and encourage them to continue to integrate consideration of human rights violations based on sexual orientation or gender identity within their relevant mandates;

9. We welcome the adoption of Resolution AG/RES. 2435 (XXXVIII-O/08) on “Human Rights, Sexual Orientation, and Gender Identity” by the General Assembly of the Organization of American States during its 38th session in 3 June 2008;

10. We call upon all States and relevant international human rights mechanisms to commit to promote and protect human rights of all persons, regardless of sexual orientation and gender identity;

11. We urge States to take all the necessary measures, in particular legislative or administrative, to ensure that sexual orientation or gender identity may under no circumstances be the basis for criminal penalties, in particular executions, arrests or detention;

12. We urge States to ensure that human rights violations based on sexual orientation or gender identity are investigated and perpetrators held accountable and brought to justice;

13. We urge States to ensure adequate protection of human rights defenders, and remove obstacles which prevent them from carrying out their work on issues of human rights and sexual orientation and gender identity.

 

terrorismo, Allam, biopolitica

Gli attentati terroristici in India ci hanno ricordato che c’è una guerra in corso, nel mondo, che non è terminata. E’ la guerra al terrorismo. La situazione è ancora confusa, ma il fatto che i terroristi a Mumbai volessero colpire  inglesi ed americani, e soprattutto l’eccidio degli ostaggi ebrei, sono una vera e propria firma dell’attentato.

Dalla strage degli ebrei si è salvato un bambino di due anni, grazie alla baby sitter che è fuggita con il piccolo in braccio mentre i genitori venivano trucidati: una scena da film, purtroppo, che si ripete troppo spesso nella storia. Sul sito Informazione Corretta la notizia ( e la foto del bambino) e la segnalazione di due importanti editoriali di oggi, sull'argomento, di Angelo Panebianco e Fiamma Nirenstein. Ho letto più di una volta il paragone fra gli ebrei e i canarini che si portano in miniera perchè, in presenza di gas tossici, sono i primi a morire, segnalando un grave pericolo in vista. Un paragone agghiacciante, ma purtroppo efficace e tristemente corrispondente a verità.  

E se la situazione in Iraq in questi ultimi mesi è nettamente migliorata, non si può dire altrettanto di quella di molti altri stati musulmani. In Iran continuano a lapidare le donne adultere, e non mancano neppure le esecuzioni capitali. Non ci risultano miglioramenti altrove: per esempio in Arabia Saudita alle donne è ancora proibito guidare la macchina, come ci spiega Asia News. Un "particolare" che la dice lunga sulla mancanza di libertà in certi regimi.  

In questa situazione ci lascia perplessi la novità annunciata da Magdi Allam: il coraggioso giornalista egiziano che ha denunciato più volte il fondamentalismo islamico, mettendo a rischio la propria vita, e che si è battezzato la scorsa Pasqua, ha annunciato di lasciare il giornalismo per darsi alla politica. Ha fondato oggi un nuovo partito “Protagonisti per l’Europa Cristiana”, con cui ha intenzione di presentarsi alle prossime elezioni europee.

Magdi Cristiano Allam è un uomo coraggiosissimo, che stimo molto. Questa sua iniziativa ricorda nei contenuti le posizioni espresse da Marcello Pera, e nella forma la lista pro-life di Giuliano Ferrara.

Ma per costruire un’Europa cristiana, purtroppo, non serve un partito ad hoc. Il lavoro culturale svolto finora da Allam è stato preziosissimo, e sarebbe stato interessante che fosse continuato con un suo centro culturale, una sua fondazione; considerando la sua conoscenza profonda della lingua araba e della cultura di quei popoli, e l’autorevolezza che ha guadagnato in questi anni, potrebbe porsi come punto di riferimento per i tanti musulmani che si vorrebbero liberare dal fondamentalismo islamico, come un ponte con la nostra cultura e il nostro modo di vivere. Non credo proprio che la fondazione di un partito sia una scelta adeguata.

Per quel che riguarda invece la legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento, segnalo una notizia curiosa, che fa capire quanto è facile prendere lucciole per lanterne. Si tratta di un allarme lanciato dal mensile Jesus, e poi rientrato. Molto istruttivo.

 

la signora di Rimini che vuole mangiare senza sondino

ELUANA: MENSILE JESUS, CASO SIMILE ATTENDE SENTENZA A RIMINI

(ANSA) - ROMA, 24 NOV - Un caso simile a quello di Eluana Englaro e' all'attenzione del Tribunale di Rimini: lo ha rivelato il mensile dei Paolini, Jesus, anticipando una lettera inviata alla rivista dall'avvocato dell'ammalata e la risposta di un teologo che ribadisce la posizione della Chiesa.
Un'anziana lungodegente, spiega il legale nella lettera, ha chiesto di interrompere l'alimentazione forzata per mezzo del sondino, ma a differenza di Eluana, e' 'nel pieno possesso delle facolta' mentali' e chiede di poter essere alimentata normalmente, iniziativa che, a parere dei medici - secondo quanto riferito dall'avvocato - significherebbe accorciarne drasticamente l'aspettativa di vita'.
(ANSA).

ELUANA: LEGALE, IL CASO DELL'ANZIANA DI RIMINI E' DIVERSO

(V. 'ELUANA: MENSILE JESUS, CASO...' DELLE 16.45 E SEG.) (ANSA) - RIMINI, 24 NOV - Il caso di Rimini non e' simile a quello di ELUANA Englaro. Lo sostiene Astorre Mancini, l'avvocato incaricato del caso dall'istituto Valloni di Rimini, struttura per anziani dove la donna e' ricoverata. E' stato lui a scrivere alla rivista per avere un parere.
'Il problema in realtà si è già risolto - spiega -. La signora, che ha circa 80 anni, di comune accordo con sua figlia, ha chiesto che le venisse sospesa l'alimentazione attraverso il sondino naso gastrico simile a quello di ELUANA. Ma la donna riminese e' perfettamente cosciente e presente a se stessa. E poichè quella del sondino è equiparabile ad una terapia, ha semplicemente rifiutato una terapia, com'è nel diritto di ogni paziente che sia in grado di decidere liberamente sulla propria esistenza'.
'Certo - racconta - i medici erano contrari, perchè questo avrebbe potuto avere gravi conseguenze sulla salute della paziente. Ma il medico non può somministrare alcunchè ad un paziente vigile e cosciente che rifiuti la cura. Peraltro la vicenda data lo scorso agosto, quando sono stato interessato dalla vicenda e non mi risulta che la signora sia deceduta'.
La tesi di Mancini viene confermata dal presidente del 'Valloni', Massimiliano Angelini, anche lui avvocato: 'Quando la famiglia ha chiesto di staccare il sondino, abbiamo voluto cautelarci chiedendo il parere di un legale, ma anche del presidente dell'Ordine dei medici di Rimini e del Tribunale.
Tutti ci hanno detto che non c'erano i presupposti per fare ricorso legale contro la decisione della famiglia. Peraltro la signora, fervente cattolica, non ha alcuna intenzione di morire.
E' solo convinta, contro il parere dei medici, che un'alimentazione piu' naturale favorisca la sua guarigione.
Allora, con la collaborazione e il consenso della figlia della donna, da questa estate si e' deciso di ridurre da due a una le somministrazioni giornaliere con il sondino e di alimentarla una volta al giorno in modo naturale per via orale. Raggiungendo così un compromesso. E la signora è tutt'oggi in vita'.

fiato sospeso per Eluana

Il Corriere della Sera si conferma il peggior giornale per informazione sui temi cosiddetti “eticamente sensibili”. Oggi ha pubblicato un’intervista in cui Umberto Bossi si dichiarava certo che la legge sul testamento biologico non si farà mai (infatti se ne farà una sul fine vita), titolata "Se capita a me lasciatemi morire". L’altro giorno invece, sempre il Corriere, ha dato l’improbabile notizia di suore che avrebbero chiesto di poter fare testamento biologico. Giovedì, sul Magazine, una santificazione di Ignazio Marino, sempre più su posizioni radicaleggianti riguardo a testamento biologico, morte di Eluana et similia, anche se viene da chiedersi quale sia effettivamente il seguito che questo medico ha nel suo partito.

Non dico che su Repubblica siano stinchi di santi: almeno però qualche notizia in più la danno, e capita anche di leggere storie diverse, come quella di oggi: una madre che vive con suo figlio che è “in stato vegetativo da 47 anni”- recita il titolo –per una encefalopatia dopo una vaccinazione fatta all’età di sei mesi. Non so quanto sia esatta la diagnosi: sicuramente si tratta di una persona gravemente disabile, dipendente in tutto da sua madre.

Per conoscere come sta procedendo la vicenda di Eluana, bisogna leggere Avvenire.

Beppino Englaro sta ancora cercando dove trasferire sua figlia per sospenderle la nutrizione: non c’è nessun obbligo ad eseguire la sentenza della Corte di Appello, e dopo il rifiuto delle strutture pubbliche di Lombardia, Toscana e Friuli, sarà sempre più difficile trovare un ospedale.

Franco Cuccurullo, Presidente del Consiglio Superiore di Sanità, in un'intervista su Avvenire ha dichiarato che se Eluana morirà come indicato dai giudici, sarà eutanasia.

Domenica scorsa, sempre su Avvenire, veniva spiegato come avviene questo tipo di morte, essenzialmente per disidratazione. L’agonia dura da cinque giorni fino a tre settimane. I tessuti si seccano, le pareti dello stomaco si disidratano (e quindi ci sono spasmi), come pure le vie respiratorie. La pelle si ritira, gli occhi si incavano, la temperatura corporea aumenta per la mancanza di sudorazione. Le mucose si inaridiscono, il naso sanguina, le labbra e la lingua si spaccano (e infatti i giudici della Corte di Appello di Milano, signoramiaquantosonoscupolosi, si sono raccomandati di bagnare le mucose per evitare che Eluana soffra, o meglio, come sottolinea l’autrice del pezzo, per evitare che Eluana mostri la sua sofferenza).

Siamo sicuri che Eluana volesse morire così? Qualcuno l’ha informata, prima dell’incidente stradale?

In un editoriale su Avvenire ho cercato di spiegare perché alimentazione ed idratazione sono cure primarie - come muovere un malato sul letto, lavarlo, cambiargli il pannolone - e non una terapia medica, indipendentemente dal modo con cui si somministra il nutrimento. Perché se è il sondino a fare la differenza fra un’alimentazione naturale ed una artificiale, allora dovremmo ammettere che se Eluana potesse ancora deglutire – come fanno molti malati in stato vegetativo, che hanno mantenuto il riflesso  –  non si potrebbe sospendere l’alimentazione.

Ecco qua invece il glossario preparato da un gruppo di lavoro del Ministero del lavoro, Salute e Politiche Sociali, sulle corrette definizioni di stati vegetativi ed argomenti correlati. Durante la conferenza stampa di presentazione, un intervento molto significativo, e coinvolgente, di Claudio Taliento.

 Intanto 34 associazioni di familiari di persone in stato vegetativo hanno presentato ricorso alla Corte dei Diritti dell’Uomo, in Europa. Ci sarà ancora un giudice a Strasburgo?

 

intervista a Franco Cuccurullo (CSS)

Avvenire 20.11.2008

«Morirà per eutanasia
  Non della sua malattia»
 Cuccurullo : siamo di fronte a una pericolosa deriva

 DA MILANO ENRICO NEGROTTI

 « Eluana non muore della patologia da cui è affetta, muore di fame e di sete. Anzi viene fatta morire, quindi si tratta di eutanasia». Il professor Franco Cuccurullo , rettore dell’Università di Chieti e presidente del Consiglio superiore di sanità, è docente di Medicina interna e non condivide affatto – pur rispettandola – la serie di decisioni della magistratura che stanno portando Eluana a morire. «Parlando da medico, mi resta grande perplessità e rammarico – aggiunge –. Penso che si apra una deriva pericolosa per le persone incapaci ».
 Professor Cuccurullo , lei ha dichiarato che l’adempimento delle sentenze della magistratura nel caso di Eluana Englaro configurerebbe un caso di eutanasia. Perché?

 Si tratta di eutanasia perché la morte di Eluana sarebbe causata dalla sospensione di idratazione e alimentazione, non dalla patologia di base dalla quale è affetta. Vede, io faccio due esempi: un paziente cui si interrompe un trattamento terapeutico o quello cui si toglie il sostegno alle funzioni vitali. Il primo caso è per esempio una persona affetta da una malattia tumorale allo stadio terminale. Io posso interrompere una chemioterapia che sottopone il paziente a ulteriori sofferenze senza migliorarne le condizioni. In questo caso la morte che sopraggiunge è una conseguenza diretta della malattia da cui è affetto il paziente. Viceversa – è il secondo caso – se a un paziente io sospendo l’idratazione e l’alimentazione non muore per la sua malattia, ma muore di sete e di fame. Non è la malattia che lo fa morire, il decesso non è conseguenza diretta della patologia che lo affligge. Muore per disidratazione.
 Ma qualcuno sostiene che essendo atti medici sono analoghi. Non è vero?

 Torniamo al primo caso. Se sospendo un trattamento chemioterapico a un paziente terminale di cancro che può dare solo disturbi, poi in presenza della comparsa di dolori, cercherò di alleviare le sofferenze, userò farmaci antidolorifici. In altre parole, metterò in atto un trattamento palliativo che non risolve la patologia ma lenisce il sintomo. Ma se a quello stesso paziente, alleviato il dolore, tolgo l’acqua, subirà la sofferenza da disidratazione. E se per risolvere il sintomo dolore, io somministravo un antidolorifico, per risolvere i disturbi da disidratazione, la soluzione non è l’antidolorifico. Proviamo a immaginare una persona dispersa nel deserto, che viene ritrovato disidratato: per lenirgli le sofferenze gli somministriamo antidolorifici? No, gli diamo acqua.
 Viene anche sostenuto che è ormai opportuno far riprendere il suo corso alla malattia, che è stata come bloccata dai medici quasi 17 anni fa. Non è così?

 Non è così. Eluana Englaro non morirebbe della sua malattia, che è in uno stato stabile. C’è una forte spinta vitale in quell’organismo: per fermarla occorre sospendere idratazione e alimentazione. Cosa c’è di diverso dall’eutanasia, o dall’omicidio? Ruotiamo intorno a questi concetti, è difficile discriminare. Diverso era il caso di Piergiorgio Welby. La ventilazione meccanica era la terapia indispensabile alla sostenerlo nella sua malattia, che colpendo i muscoli rendeva impossibile anche la respirazione. La sospensione del funzionamento della macchina portava il paziente a morire della sua malattia.
 Qualcuno sostiene anche che Eluana non soffrirebbe, perché la corteccia è totalmente compromessa. Però nel decreto della Corte d’Appello di Milano si prevede un accompagnamento alla morte che fa uso di sedativi e antiepilettici. Che cosa significa?

 Siamo di fronte a grandi contraddizioni: povera figlia, non è una vita che si spegne, ma che viene spenta. Io non conosco le condizioni cliniche specifiche, e quindi non mi posso pronunciare oltre un certo limite. Posso dire che esistono test specifici per stabilire se un paziente avverte il dolore. In questo caso credo che la morte sopravvenga per una insufficienza renale legata alla disidratazione progressiva. E finora questa non è la sua patologia. Ho grande perplessità e rammarico di fronte a queste sentenze: penso che si apra una deriva pericolosa per le persone incapaci.
 «Se a un malato di cancro che sta morendo tolgo la chemioterapia, offro comunque un trattamento palliativo, e non penso certo di smettere l’idratazione»

Ada Rossi

E' la moglie di Claudio Taliento il quale durante una conferenza stampa al Ministero del Welfare, ha raccontato quanto segue:

Roma, 17 nov. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Dopo la sentenza sul caso di Eluana Englaro, la donna di Lecco da oltre 16 anni in stato vegetativo, "potrei sopprimere mia moglie. Mi basta trovare un testimone che dica che lei non avrebbe mai accettato di vivere cosi'.
Questa sentenza, infatti, non e' circoscritta al singolo caso, ma costituisce un precedente e genera un diritto anche per me". Sa di essere provocatorio Claudio Taliento, vicepresidente dell'associazione Risveglio e marito di Ada, da sei anni in stato vegetativo, intervenendo alla presentazione oggi a Roma del 'Glossario' messo a punto dal Gruppo di lavoro del ministero sullo stato vegetativo e stato di minima coscienza.Taliento non entra nel merito del caso di Eluana Englaro e della battaglia del padre Beppino per interrompere quella che lui, e sua figlia, considerano una 'non vita'. Ma sottolinea che la sentenza "non resta ascritta al singolo che l'ha voluta, ma coinvolge disgraziatamente anche migliaia di persone e le rispettive famiglie. E alla fine - dice - rischia di attribuire proprio ai familiari un diritto di vita e di morte sui pazienti in condizioni simili. Mia moglie ha 57 anni ed e' a casa da tre, e dicono che versi in stato vegetativo da circa sei anni. Con lei andiamo al mare, in vacanza, abbiamo perfino una vita sociale", racconta all'ADNKRONOS SALUTE.

Anzi, proprio assistendo la moglie Taliento si e' accorto all'improvviso che sul viso le era comparsa un'espressione di dolore.
"Dopo tanti controlli - racconta - abbiamo visto che soffriva di un ascesso al dente. Una volta curato, lei e' tornata serena. Insomma, ci si interroga sulla possibilita' che questi pazienti provino dolore: ebbene, nel mio caso - conclude - la risposta e' positiva".

La sentenza per Eluana

L’immagine più impressionante, tre anni fa, era quella delle guardie che impedivano di entrare nella camera dove Terri Schiavo stava morendo lentamente per fame e sete, e che controllavano che nessuno fra coloro che avevano il permesso di avvicinarla le desse da bere.

Vedremo qualcosa del genere anche per Eluana Englaro?

Probabilmente no, perché i familiari di Eluana sono tutti concordi sull’opportunità di sospenderle la nutrizione artificiale (mentre per Terri Schiavo i genitori erano contrari, a differenza del marito, che riuscì a farla morire).

Ma l’opinione pubblica italiana no, non è concorde. Eluana è entrata oramai nelle nostre case e il suo sorriso coinvolgente ci è diventato familiare, nonostante i media abbiano troppo spesso parlato di lei a sproposito, dicendo che vive attaccata ad una macchina, dicendo che ha l’elettroencefalogramma piatto, chiamandola “non viva” e pure “non morta”, quasi fosse una fantasma, uno zombi, o, nella migliore delle ipotesi, una pianta di insalata (un vegetale). Ma se la Cassazione ha deciso che può morire, allora significa che è viva, perché da che mondo è mondo si muore da vivi.

Il commento alla sentenza di ieri l’ho scritto per il sussidiario, e lo trovate qua.

Vi segnalo anche l'intervista a Mario Melazzini, sempre sul sussididario.

E mentre continuano dichiarazioni e appelli di chi approva ma anche di chi condanna il pronunciamento dei giudici, comincia a delinearsi il problema di come eseguire la sentenza (in tutti i sensi). Se anche l’ospedale individuato in Friuli dovesse fare un passo indietro, sarebbe ben difficile trovare un’altra struttura pubblica disponibile ad ospitare Eluana per lasciarla morire.

La sentenza non è esecutiva: i giudici hanno semplicemente autorizzato suo padre a sospendere la nutrizione artificiale, e Beppino Englaro lo può fare in strutture pubbliche, private o anche a casa, purché adeguatamente attrezzato. Nessuno è obbligato a staccare il sondino ad Eluana.

E quale ospedale, quale hospice, quale struttura pubblica o privata sarebbe disposta a rimanere alla storia come quella in cui Eluana Englaro è morta per fame e sete dopo un’agonia di due-tre settimane, soprattutto se anche il Friuli, dopo la Lombardia e la Toscana, rifiutasse di collaborare all'applicazione della sentenza ?

Curioso pure questo chiedere il silenzio, adesso, da parte del padre di Eluana e di tanti che condividono la sua battaglia e l’esito del percorso giudiziario. Curioso cioè che a chiedere il silenzio siano proprio coloro che hanno portato, o contribuito a portare, il caso sotto i riflettori, facendone un caso pubblico.

Noi non siamo certo intenzionati a tacere proprio adesso, e la nostra battaglia perché Eluana viva siamo intenzionati a combatterla fino in fondo.

Aspettando la sentenza

“La Cassazione ci ripensi, perché sarebbe la prima volta in Italia che qualcuno muore, tra l'altro di fame e di sete e con un'agonia di almeno 15 giorni, per effetto di una sentenza”.  Con le parole di Eugenia Roccella, aspettiamo per oggi 11 novembre la sentenza della Cassazione su Eluana, una sentenza che sarà definitiva.

In questi giorni ho letto due libri. Il primo “Storia di una morte opportuna - il diario del medico che ha fatto la volontà di Welby”, di Mario Riccio e Gianna Milano, un diario del medico che ha sospeso la ventilazione a Welby. Il secondo “Eluana – la libertà e la vita”, di Beppino Englaro con Elena Nave.

Libri ben curati e costruiti, ricchi di citazioni, sentenze, bibliografia – soprattutto quello di Riccio –  ripercorrono le note vicende di Welby ed Eluana, quelle storie che nel giro di pochissimi anni hanno sdoganato presso l’opinione pubblica italiana l’idea che esiste un diritto a morire.

Non sono raccontate come storie tristi, ma quasi come atti di eroismo da parte di chi le vive in prima persona – Mario Riccio e Beppino Englaro, in questo caso: persone qualunque che per imperscrutabili casi della vita si sono trovate a combattere la battaglia del diritto a morire.

Strani tempi, questi nostri, in cui sembra che la maggiore preoccupazione sia quella di morire, e non di vivere. La preoccupazione di non far vivere bambini nati troppo prematuri, oppure disabili gravissimi come Eluana, ma anche meno gravi: quasi che il problema di questi tempi sia amministrare la morte, e non vivere la vita.

A questo proposito vi segnalo l’interessante lettera di Fulvio De Nigris a Gad Lerner, dopo la trasmissione “L’Infedele” dedicata proprio ad Eluana. Il quale Fulvio de Nigris (fondatore dell'Associazione "Amici di Luca") a un certo punto osserva che Beppino Englaro chiede silenzio su sua figlia, però a parlare è sempre e solo lui, e non vediamo mai in tv tutti quelli – e sono migliaia - che la loro Eluana ce l’hanno in casa, e che chiedono solo di essere aiutati a continuare a viverci insieme. Persone per le quali la sentenza Englaro può avere un impatto devastante, e almeno psicologicamente tanti problemi già li ha fatti (senza parlare della questione giuridica e legale: non sentivamo la mancanza dell’ennesima battaglia parlamentare che ci porterà a una legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento).

Ma i solerti giudici italiani non si occupano solo di fine vita: anche la legge 40 è sotto tiro, e fra qualche mese la Corte Costituzionale si pronuncerà sul limite massimo dei tre embrioni da creare e trasferire in utero. Intanto continua un’irresponsabile pubblicità ai test genetici: sul corriere, ne hanno descritto uno all’ultimo grido, che stanerebbe ben 15.000 difetti genetici. Una meraviglia, secondo i media. Ne ho parlato su Avvenire.

In pratica anziché leggere l’oroscopo (oppure oltre che leggere l’oroscopo) adesso si fanno i test genetici, e pure per trovare l’anima gemella: guardate qua questo sito. Incredibile.

evviva McCain, però ha vinto Obama

Ho tifato McCain, e invece ha vinto Obama. E’ stato triste assistere alla sconfitta del soldato, è stato comunque bello vedere la vittoria dell’uomo nero, e non diremo mai abbastanza sul sogno americano, su quanto sia affascinante e suggestiva insieme la tensione ideale che comunque avvertiamo sempre, nel loro God Bless America.

Invito tutti voi a leggere il discorso, strepitoso e commovente, di McCain, un personaggio straordinario: solo in America chi ha appena perso l’elezione più importante del mondo può dire ai suoi sostenitori ”Auguro buona fortuna all’uomo  è stato il mio avversario e che sarà il mio presidente”. Oggi l’ho letto ai miei figli, e sono rimasti tutti molto impressionati, colpiti.

Magnifico anche il discorso di Obama, naturalmente, anche quello vale la pena leggerlo. Nel link al sito di Repubblica sono riportate anche le interruzioni del pubblico, suggestivi quei “yes we can”, corali, di quella folla immensa. Qua, il video della Rai.

Patetico invece lo spettacolo di chi ieri bruciava le bandiere a stelle e strisce, e oggi festeggia Obama, come se l’America fosse cambiata in una notte.

E adesso staremo a vedere.

God Bless America. Forever.

discorso di McCain

Grazie, amici miei, per essere venuti qui in questa bella serata in Arizona.

Amici miei, siamo giuntialla fine di un lungo viaggio. Il popolo americano si è espresso, e lo ha fatto chiaramente. Poco fa, ho avuto l'onore di chiamare il senatore Barack Obama per fargli le mie congratulazioni per la sua elezione a prossimo presidente del paese che entrambi amiamo.In una sfida lunga e difficile come è stata questa campagna elettorale, il suo successo da solo merita il mio rispetto per la sua capacità e la sua perseveranza. Ma il fatto che sia riuscito a fare questo suscitando le speranze di così tanti milioni di americani che una volta credevano erroneamente di contare poco o di avere poca influenza nell'elezione di un presidente americano è qualcosa che ammiro profondamente e mi complimento con lui per averlo raggiunto.

Questa è un'elezione storica e io riconosco il significato speciale che ha per gli afroamericani, e l’ orgoglio particolare che devono provare stanotte.

Ho sempre creduto che l'America offrisse opportunità a tutti coloro che hanno operosità e  volontà di coglierle. Anche il senatore Obama lo crede. Ma tutti e due riconosciamo che, anche se abbiamo fatto molta strada dalle vecchie ingiustizie che un tempo macchiavano la reputazione della nostra nazione e negavano ad alcuni americani la piena benedizione della cittadinanza americana, i ricordi di esse avevano ancora il potere di ferire.

Un secolo fa, l’invito a cena alla Casa Bianca del presidente Theodore Roosevelt a Booker T. Washington fu preso come  un oltraggio da molti. L'America oggi è lontanissima dalla crudele e altezzosa intolleranza di quei tempi. Non c'è prova migliore di ciò dell’elezione di un afroamericano alla presidenza degli Stati Uniti. Non lasciamo che ci siano ragioni per qualsiasi americano per non avere a cuore la cittadinanza in questa nazione, la più grande della terra.

Il senatore Obama ha raggiunto un grande traguardo per sé stesso e per il suo paese. Io lo applaudo per questo e gli offro le mie sincere condoglianze perchè la sua amata nonna non ha vissuto abbastanza da poter vedere questo giorno. Anche se la nostra fede ci assicura che sta riposando alla presenza del suo Creatore e che sia molto orgogliosa dell’uomo che ha aiutato a crescere.

Il senatore Obama ed io abbiamo avuto le nostre differenze e ne abbiamo discusso, e lui ha prevalso. Non c’è dubbio che molte di queste differenze rimangano. Questi sono tempi difficili per il nostro paese. E io gli prometto stanottedi fare tutto ciò che è in mio potere per aiutarlo a guidarci attraverso le tante sfide che dobbiamo affrontare.

Esorto tutti gli americani che mi hanno sostenuto a unirsi a me non soltanto nel congratularsi, ma offrendo al nostro prossimo presidente la nostra buona volontà e i più sinceri sforzi per trovare modi per riunirci al fine di trovare i compromessi necessari per colmare le nostre differenze e aiutare a ristabilire la nostra prosperità, difendere la nostra sicurezza in un mondo pericoloso e a lasciare ai nostri figli e ai nostri nipoti un paese più forte e migliore di quello che abbiamo ereditato.

Qualsiasi siano le nostre differenze, siamo concittadini americani. E vi prego – credetemi -  quando dico che nessuna associazione di parole ha mai significato di più per me di quella.

È naturale stasera provare  delusione. Ma domani dobbiamo andare oltre e lavorare insieme per far sì che il nostro paese vada ancora avanti. Abbiamo lottato, abbiamo lottato duramente quanto abbiamo potuto.

E se anche ci sentiamo giù, il fallimento è mio, non vostro.

Sono profondamente grato a tutti voi per il grande onore che mi avete concesso con il vostro sostegno e per tutto quello che avete fatto per me. Avrei voluto che il risultato fosse stato diverso, amici miei. La strada è stata difficile fin dall'inizio, ma il vostro sostegno e la vostra amicizia non hanno mai vacillato. Non posso esprimere in modo adeguato quanto vi sono profondamente debitore.

Sono in maniera particolare grato a mia moglie Cindy, ai miei figli, alla mia cara madre, a tutta la mia famiglia e tutti i vecchi e cari amici che sono stati al mio fianco attraverso tutti i molti sali e scendi di questa lunga campagna. Sono sempre stato un uomo fortunato, e non lo sono stato mai così tanto grazie all'amore e all’incoraggiamento che mi avete dato

 

Lo aapete, le campagne spesso sono più dure per la famiglia del candidato che per il candidato stesso, e così è stato per questa campagna. Tutto quello che posso offrire come risarcimento sono il mio amore e la mia gratitudine e la promessa di sereni anni a venire.Sono anche, naturalmente, molto grato alla governatrice Sarah Palin, una delle migliori candidate che abbia mai visto e una nuova voce di peso nel nostro partito per le riforme e i principi che sono sempre stati la nostra forza più grande. Sono grato a suo marito Todd, ai loro cinque bellissimi figli per la dedizione instancabile alla nostra causa e per il coraggio e l'eleganza che hanno mostrato nella baraonda di una campagna presidenziale. Possiamo guardare tutti con grande interesse al servizio che Sarah Palin renderà in futuro all'Alaska, al Partito repubblicano e al nostro paese.

A tutti i miei compagni della campagna elettorale , da Rick Davis a Steve Schmidt e Mark Salter, fino all'ultimo volontario che ha combattuto così duramente e valorosamente, mese dopo mese, in quella che in alcuni momenti è sembrata la campagna più combattuta dei tempi moderni: vi ringrazio tantissimo. Un'elezione persa non significherà mai per me più del privilegio della vostra fiducia e della vostra amicizia.

Non so che cos a avremmo potuto fare di più per cercare di vincere queste elezioni. Lo lascerò decidere ad altri. Ogni candidato commette degli errori,  e io sono sicuro di aver fatto la mia parte di sbagli. Ma non passerò un attimo del mio futuro a rimpiangere quello che avrebbe potuto essere.

Questa campagna è stata e rimarrà il grande onore della mia vita, e il mio cuore è pieno di null’altro se non gratitudine per l’esperienza vissuta e nei confronti del popolo americano per avermi ascoltato con imparzialità prima di decidere che il senatore Obama e il mio vecchio amico, il senatore Joe Biden, avrebbero dovuto avere l'onore di guidarci per i prossimi quattro anni.

Non sarei un americano degno di questo nome se dovessi rimpiangere un destino che mi ha concesso lo straordinario privilegio di servire questo paese per mezzo secolo. Mezzo secolo. Oggi, ero candidato alla carica più alta del paese che amo così tanto. E stanotte resto suo servitore. Questa è una benedizione sufficiente per chiunque,  e ringrazio i cittadini dell'Arizona per questo.

Stanotte, più che ogni altra notte, il mio cuore non racchiude altro che amore per questo paese e per tutti i suoi cittadini, che abbiano sostenuto me o il senatore Obama. Auguro buona fortuna all'uomo che è stato il mio avversario e che sarà il mio presidente.

E chiedo agli americani, come spesso ho fatto durante questa campagna, di non disperare per le nostre difficoltà attuali, ma di credere, sempre, nella promessa e nella grandezza americane, perché nulla qui è impossibile..

Gli americani non mollano mai, non ci arrendiamo mai. Non ci nascondiamo mai dalla storia. Noi facciamo la storia.
Grazie, che Dio vi benedica, e che benedica l'America.

Pagine