pensavo fossero medici...ma non tutto è perduto

Una fretta spasmodica e diabolica di far morire Eluana, in queste ultime ore, e pur di giustificarne la morte per fame e per sete, se ne sono sentite di tutti i colori.

Prendiamo Defanti, il neurologo che ha avuto in cura Eluana. Secondo lui "I malati con lesioni cerebrali diffuse perdono innanzitutto il senso della sete e se disidratati anziché avvertire la sete si assopiscono lentamente”.

Quindi la sete è contro l’insonnia, specie con le lesioni cerebrali.

Ma allora, che bisogno c’è dell’equipe di medici, per Eluana? Basta toglierle l’acqua, e lei si assopisce senza problemi. Ma chissà perché non glielo ha spiegato prima, il Dott. Defanti, ai giudici: ci saremmo risparmiati fior di processi, ricorsi, cagnare nazionali e tutto il putiferio di questi giorni….

Per non parlare di Ignazio Marino, il chirurgo esperto in trapianti, che ieri sera, a Porta a Porta, ci ha aperto uno squarcio sulla sua infanzia infelice, quando i suoi nonni gli raccontavano che era normale che i vecchi decidessero di morire di fame e di sete: a un certo punto decidevano di farla finita, si sedevano da qualche parte, non mangiavano e non bevevano più, fino a morire. Frotte di vecchi che morivano così: tutti rigorosamente seduti e disidratati, senza fare una piega. La morte più frequente nelle campagne italiane. Questo ricordo evidentemente l’ha segnato per sempre, e per riscattare tanta infelicità, si è dato ai trapianti. Adesso si capiscono tante cose, su Ignazio Marino….

E’ su tutti i giornali, oggi, Amato De Monte, il caposquadra dei volontari che faranno morire Eluana di fame e di sete. E’ un gran professore, specializzato in rianimazione e farmacologia clinica, con un gran curriculum. E’ diventato improvvisamente famoso ieri, quando ha detto che Eluana è morta diciassette anni fa.

De Monte era in ambulanza con lei, nel viaggio notturno da Lecco a Udine: strano, per una morta da diciassette anni, essere trasportata da un’ambulanza. Bastava un furgone, no?

A colpire sono le riflessioni profonde del dottore, dopo il viaggio insieme ad Eluana “Lei non è più quella delle fotografie” titolava il corriere.

Ma va? Ma chi l’avrebbe mai immaginato? Una riflessione profonda, dicevamo, da cui è possibile dedurre che:

1.     Non aveva mai visto prima Eluana. Però si è proposto di guidare l’equipe di volontari per accompagnarla a morire, sottoscrivendone pure il protocollo di morte dettagliato. Professionale, no?

2.     Prima dice che Eluana è morta da diciassette anni. Poi si sorprende perché non è uguale alle fotografie. Se non altro, ha strane percezioni spazio-temporali.

3.     Ha un profondo rispetto per i morti. Altrimenti non si spiega perché addirittura riduce alimentazione e idratazione piano piano, senza neanche sfilare il sondino, semplicemente diminuendo le dosi. Un gran rispetto, soprattutto per un morto da diciassette anni, che condivide con il dott. Defanti, che oggi ci ha spiegato “La riduzione dei nutrienti sarà 'discrezionale', ma molto probabilmente prevederà inizialmente una riduzione drastica, di circa il 50%, e poi sempre più graduale. Non sarà un processo brutale". Ma perché, tanta preoccupazione di non essere brutale, con una già morta, e pure da diciassette anni? Che non sente dolore, non pensa, non ha sensazioni – come dicono Defanti e Da Monte. Che problema c’è? Perché non sospendono subito, tutto insieme, così si sbrigano? 

Insomma: se Eluana è morta da diciassette anni, allora bastava un becchino.

Se invece è un vegetale, ovvero una pianta, allora era sufficiente la forestale.

 P.S. Ma forse non tutto è perduto. Questa è l’ultima agenzia:

ELUANA: BERLUSCONI, INTERVERREMO; CONFERMATA IPOTESI DECRETO

(AGI) - Roma, 4 feb. - Anticipare il provvedimento sul testamento biologico per decreto. L'indiscrezione raccolta dall'Agi alcune ore fa è stata confermata dal presidente del consiglio Silvio Berlusconi. "Interverremo, stiamo lavorando in quella direzione", ha spiegato il premier al termine di una cena a Palazzo Odescalchi. Il cavaliere si e' recato dalla principessa Nicoletta Odescalchi per ringraziarla per aver messo a disposizione di una mostra a Milano il quadro di Caravaggio "La caduta di Saulo".
Per quanto riguarda la vicenda di Eluana Englaro, dunque, il governo pensa di utilizzare l'arma del decreto, anche se restano in piedi delle perplessità. Il presidente della repubblica Giorgio Napolitano ieri aveva auspicato l'intervento del parlamento ma - hanno fatto osservare oggi fonti parlamentari - dal Colle si chiede un testo condiviso al quale partecipi anche l'opposizione.

 

il vescovo e le campane

ELUANA: VESCOVO SAN MARINO, TRE GIORNI DI CAMPANE A MORTO

(ANSA) - SAN MARINO, 3 FEB - In occasione dell'ultimo viaggio di Eluana Englaro per il Friuli, il vescovo di San Marino-Montefeltro, mons. Luigi Negri, ha deciso di far suonare le campane a morto per tre giorni.
'Di fronte a questa vicenda così terribile e così sostanzialmente diabolica', scrive il vescovo in un messaggio sull'epilogo, è stato disposto che 'per i prossimi tre giorni, le Chiese della Diocesi, al calare del Vespero, suonino a morto per un congruo periodo di tempo'.
Il vescovo 'chiede altresì a tutte le comunità religiose e a tutte le famiglie di recitare una corona del rosario nella giornata come richiesta umile alla Madonna' affinchè Eluana, 'la cui vita è stata rifiutata sulla terra, venga accolta e custodita per sempre dalla materna misericordia di Maria'.

adesso pure le minacce

perchè possono parlare solo loro....

ELUANA: LEGALE, CALI SILENZIO O PERSEGUITI LEGALMENTE

(AGI) - Como, 3 feb. - "Chiedo soltanto che l'atto finale di questa tragedia si concluda nel silenzio". L'avvocato milanese Vittorio Angiolini che cura gli interessi della famiglia Englaro ricorda che "e' diritto della famiglia di Eluana avere il massimo della riservatezza in questa fase" e, soprattutto, richiama "al senso di umanita'". Il legale avverte che "chi violerà tutto questo sarà perseguito legalmente". Angiolini si appella alla legge sulla privacy nella speranza che "si fermi il circo mediatico su quella che non è una festa di piazza", dice usando le stesse parole pronunciate alcune settimane fa da Beppino Englaro. Lo stesso avvocato, che sta agendo insieme al collega udinese Giuseppe Campeis, ha fatto sapere che è stata costituita un'apposita associazione (Per Eluana, ndr) composta dai vari medici che si occuperanno dell'attuazione della sentenza pronunciata dalla Corte d'Appello di Milano.

 

L'Eluana va a morire

La lunga guerra fra la magistratura e la politica segna ancora una volta un punto a favore del partito dei giudici.

Stanotte, proprio in queste ore, stanno prelevando Eluana Englaro dalla clinica di Lecco per portarla a Udine, dove sarà fatta morire di fame e di sete.

Si, perché per chi non l’avesse ancora capito, quella di Eluana Englaro è l’ennesima autoaffermazione della magistratura, che anziché preoccuparsi di farle rispettare, le leggi, le vuole fare. Il partito dei giudici, giustamente, viene detto, e all’inaugurazione dell’anno giudiziario, sabato scorso, l’abbiamo sentito. Toni perentori e tanta arroganza. Le nostre sentenze non si toccano, non si giudicano, non si criticano, si eseguono e basta: questo il loro messaggio (andatevi a leggere quello che ha detto Grechi, Presidente della Corte di Appello di Milano, anzi, Prof. all’Università Cattolica, vergogna, vergogna, vergogna!).

Sufficiente a tranquillizzare la Clinica “La Quiete”, che, nello stesso pomeriggio ha dato prontamente l’OK, e forte della benedizione dei giudici, solo 48 ore dopo ha fatto partire l’ambulanza per prelevare Eluana.

Parlano di una sentenza da rispettare, per il caso Englaro, quando invece è un decreto quello che permette a suo padre di farla morire di fame e di sete. Non è differenza da poco: quel decreto – della corte di appello di Milano – non è definitivo, perché per sua natura può sempre essere modificabile. E poi non obbliga nessuno ad eseguirlo. Autorizza, ma non obbliga.

Il problema è che quando qualcuno ci ha provato, a chiedere di modificarlo, i giudici hanno detto che no, chi l’aveva chiesto non poteva farlo, non aveva titolo, non era legittimato. E non sono entrati nel merito, cioè non hanno risposto alle contestazioni.

Lo ha chiesto la procura di Milano, a luglio, di rivedere il decreto, ma i giudici hanno risposto che il fatto di Eluana è cosa fra privati, non di interesse pubblico  e quindi la procura non poteva chiedere niente.

Poi lo hanno chiesto trentaquattro (diconsi trentaquattro) associazioni di familiari di malati in stato vegetativo alla Corte europea dei Diritti dell’Uomo, ma anche questa ha risposto che le associazioni non erano legittimate a farlo. In fondo, Eluana non era mica iscritta a nessuna delle associazioni. Che c’entrava con loro? No iscrizione? No ricorso.

Come se le associazioni di reduci di campi di sterminio non potessero rappresentare i morti perché questi non erano iscritti al momento del decesso.

E allora chi potrebbe contestare il decreto, chi potrebbe impugnarlo, secondo la legge? Il tutore (suo padre) e il curatore speciale, l’avvocato Franca Alessio, che è stato nominato per fare da contraddittorio al tutore, e che invece è d’accordo con lui. Il risultato è stato un processo incompleto, monco, in cui le due parti che si dovevano contrapporre (un po’ come accusa e difesa, nei processi) hanno sostenuto la stessa tesi, e nessuno quella opposta.

Poi sono state raccolte nuove testimonianze, che contraddicono quelle accettate dalla Corte di Appello, ed è stato presentato un esposto alla Procura di Milano.

Ma evidentemente a Milano i giudici scarseggiano, oppure l’esposto si è perso, oppure tutte e due le cose insieme.

E quindi in nome della legge Eluana Englaro sarà fatta morire di fame e di sete, in nome di una volontà mai scritta, solo dedotta, e solo da alcuni.

Eppure, a sentire i racconti di suo padre, sembra che stessero sempre a parlare di stati vegetativi e di coma: e come mai non ha lasciato neanche non dico una lettera ma un appunto, un bigliettino, un disegno, uno scarabocchio, niente di niente?

Vi invito a leggere questo editoriale, scritto da me su Avvenire giovedì scorso, e il comunicato di ieri di Eugenia Roccella (oggi ha scritto una lettera analoga sul Corriere).

Mentre scrivo, è ripartita l'ambulanza da Lecco. C'erano persone a protestare. Qualcuno ha urlato "Eluana, svegliati!", qualcun altro si è sdraiato sul cofano dell'autoambulanza per non farla ripartire. Ma l'ambulanza è partita, e si è portata via Eluana per sempre.

 Sono andati a prendere Eluana nel pieno della notte, come ladri, per rubare una vita (l'ha detto anche l'assessore regionale Boscagli). Perché non sono andati di giorno? Qual è il problema? Si vergognano? Sarebbe ora.   

toni dittatoriali

ELUANA: ROCCELLA, QUELLO DI GRECHI E' UN TONO DITTATORIALE

(AGI) - Roma, 31 gen. - "Sono toni dittatoriali, poco comprensibili in democrazia". Cosi' il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella commenta l'intervento sul caso di Eluana del presidente della Corte d'appello di Milano Giuseppe Grechi, che ha invitato la politica ad applicare le sentenze.
"Intanto - replica Roccella, interpellata dall'Agi - le sentenze in democrazia si possono commentare e giudicare, visto che vige il libero gioco delle opinioni. Poi vorrei ricordare che il decreto della Corte d'Appello di Milano con cui si danno disposizioni per la morte di Eluana non e' definitivo, ne' puo' esserlo. Lo e' la sentenza della Cassazione, ma non il decreto, visto che le condizioni sono sempre variabili, ed Eluana, ad esempio, potrebbe vedere modificato il suo stato clinico. I sostenitori della morte di Eluana - attacca il sottosegretario - giocano sull'equivoco in modo ambiguo, ma un decreto e' rivedibile sempre". Grechi ha invitato chi si oppone alla sentenza ad impugnarla, ma la Roccella obietta: "Chi la puo' impugnare? Ci ha provato la Procura e si e' risposto che non aveva la possibilita' di riaprire la questione, ci hanno provato le associazioni a Bruxelles con identico risultato. Non si e' mai riusciti ad entrare nel merito, ci dica Grechi chi puo' legittimamente impugnare la sentenza, visto che gli unici titolati sembrano essere il padre e la curatrice che pero' sono dalla stessa parte". Un ricorso che sarebbe opportuno, secondo la Roccella, "visto che ci sono testimonianze diverse che vengono raccolte, c'e' un esposto a Milano che potrebbe riaprire la questione sulla volonta' di Eluana".

la guerra della magistratura

ELUANA: GRECHI, POTERI NON INTERFERISCANO TRA LORO

(AGI) - Milano, 31 gen. - Sulla vicenda di Eluana Englaro, la donna in stato vegetativo permanente da oltre 17 anni, il presidente della Corte d’appello di Milano, Giuseppe Grechi, osserva che “la costituzione è fondata sulla separazione dei poteri, per cui un potere non può interferire su un altro”.
“Né il potere legislativo, né il potere esecutivo - aggiunge, nel suo discorso inaugurale dell’anno giudiziario milanese - possono porre nel nulla le sentenze definitive”. Nei mesi scorsi, la Corte d’appello del capoluogo lombardo aveva autorizzato la sospensione dei trattamenti sanitari che tengono in vita Eluana. “I provvedimenti - ha sottolineato Grechi - non si commentano, non si giudicano, si impugnano”.

ELUANA: GASPARRI, EVERSIVE DICHIARAZIONI PRESIDENTE GRECHI

(ANSA) - ROMA, 31 GEN - 'Ribellarsi al Parlamento e' un attentato alla Costituzione. Il presidente della Corte di Appello di Milano e' un eversivo. Una vergogna che ricopra quel ruolo. Un nemico del diritto e della democrazia. Le sue frasi sono da denuncia'. Lo afferma in una nota il presidente del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, in riferimento alle dichiarazioni del presidente della Corte di appello di Milano sul caso Englaro

ELUANA: GRECHI A GASPARRI,SONO CONVINTISSIMO DI QUANTO DETTO

(ANSA) - MILANO, 31 GEN - 'Sono convintissimo di quel che ho detto'. Così il Presidente della Corte d'Appello di Milano replica alle dichiarazioni di Maurizio Gasparri, presidente del Pdl al Senato, in merito al passaggio sul caso di Eluana Englaro contenuto nel discorso inaugurale dell'anno giudiziario.
'Ho fatto un discorso istituzionale che mi sembra abbia raccolto il consenso di tutti e con il quale ho finito la mia attivita'', ha affermato il Presidente della Corte d'Appello, prossimo alla pensione. 'Amenità', si e' limitato a definire le critiche mossegli dal senatore.
'Io sono un libero magistrato che ha detto quel che pensa - ha aggiunto Grechi -, lui e' un libero rappresentante del popolo che ha detto quel che pensa. Questa è la democrazia e non ho altro da replicare. Non cambio idea e né chiedo che la cambi lui'.

ELUANA: GASPARRI, SPERO GRECHI VENGA PUNITO

(ANSA) - ROMA, 31 GEN - 'Non conosco Grechi. Lui invece non conosce la Costituzione. Spero venga punito per le sue parole e comunque assumerò iniziative a tal fine. E' una vergogna che abbia un incarico così delicato’. Lo dichiara il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri.

non c'è un giudice a Milano, però....

 

...c'è un Governatore in Lombardia!

 

ELUANA: FORMIGONI, PER ORA NON OTTEMPERIAMO SENTENZA TAR

 

(AGI) - Milano, 27 gen. - Per il momento la Regione Lombardia ha deciso di non ottemperare alle richieste della sentenza emessa ieri dal Tar lombardo, che ha dichiarato illegittimo il provvedimento con cui la Regione aveva impedito di staccare la spina ad Eluana Englaro nelle strutture accreditate.

"Non intendiamo almeno per il momento ottemperare alle indicazioni della sentenza - ha detto Formigoni ai giornalisti - perche' ci appaiono infondate le valutazioni che il Tar ha dato. Credo che questo possa essere serenamente riconosciuto da chi esamina la sentenza dal punto di vista del diritto. Dal punto di vista complessivo - ha aggiunto il governatore lombardo - mi sembra che questo rimbalzo di pronunciamenti tra le varie magistrature abbia portato a perdere di vista il punto centrale: una ragazza che vive in uno stato vegetativo, ma pienamente umano. Nessuno - ha commentato Formigoni - e' in grado di dire che questo stato e' irreversibile".

Qualora Beppino Englaro decidesse di mettere in atto la sentenza, Formigoni ha precisato che "la regione non intende interferire nelle scelte delle persone. Non possiamo pero' essere obbligati a fare noi quello che nessuna legge ci impone di fare; se lo facessimo, potremmo essere chiamati a giudizio".

Riguardo al ricorso al Consiglio di Stato, il presidente della Regione Lombardia ha confermato che, al termine della giunta regionale, non sono state prese decisioni: "il tribunale - ha detto Formigoni - non ci ha ancora consegnato la sentenza, che si preannuncia articolata e complessa. Un ricorso al Consiglio di Stato non si decide se non dopo un esame approfondito; quando il tribunale ci avra' inviato la sentenza, avremo 60 giorni di tempo per decidere se ricorrere al Consiglio di Stato oppure no".

putiferio

Oggi i sostenitori della morte di Eluana per fame e per sete sono riusciti rispettivamente a:

1.     Mettere in difficoltà il Pd in due regioni – Emilia Romagna (molto divertenti le considerazioni dall’Officina delle Idee) e Piemonte

2.     In particolare spaccare il Pd piemontese

3.     Far pronunciare alcuni del Pd – piemontesi – riguardo alla legge sul “fine vita”, per la “necessità di assicurare l’alimentazione e l’idratazione, almeno fino a che la loro assimilazione avvenga senza difficoltà”, cioè contro la proposta di Ignazio Marino. Hanno quindi dimostrato (come è ovvio che sia) che il Pd su questi temi non è così compatto come Marino vorrebbe far credere.

4.     Impedire al Pd nazionale, riunito a porte chiuse, di votare al proprio interno una proposta, per non contarsi.

5.     Sempre all’interno del Pd, sono riusciti a trovare la seguente mediazione (dall’agenzia Adnkronos delle 19.26): “La mediazione tra laici e cattolici del Pd e' stata trovata sul garantire a tutti idratazione e alimentazione artificiale (che sono "atti medici" e non terapie) ad esclusione di chi abbia specificato di non volerli nel caso in cui si trovasse nella condizione di Eluana”. Cioè la morte per fame e sete è proibita tranne per chi la vuole. Ma che significa? Che c’era pure qualcuno a favore della sospensione di idratazione e alimentazione anche per chi non lo chiede??? E che mediazione è?

Intanto la storia sembra ripetersi in Puglia, e segue il solito schema: un gruppetto assolutamente minoritario pensa che far morire Eluana nella propria regione sia un atto di civiltà, vanto per la propria terra e soprattutto senza costi sul piano politico, o dell’opinione pubblica.

Tale gruppetto invita Eluana in regione, paralizzando per l’imbarazzo la maggioranza che governa, qualsiasi essa sia. Allora i proponenti gridano allo scandalo, all’arretratezza dell’Italia in tema dei cosiddetti “nuovi diritti”, contro il Vaticano (che ci sta sempre bene), e continuano a non chiedersi perchè ci sono tanti problemi, e perché non viene così naturale far morire qualcuno di fame e di sete. In altre parole, continuano a fare lo stesso errore di quelli che hanno perso il referendum sulla legge 40: inveiscono contro il nemico che li ha sconfitti, ma non si chiedono mai il perché.

N.B.: particolarmente surreale – ma comprensibile - l’intervento della curatrice Franca Alessi, che dopo tanti annunci a vuoto si è stufata.

 

A.A.A. cercasi clinica - astenersi perditempo

A.A.A. Cercasi clinica. Astenersi perditempo

 

ELUANA: CURATRICE, SI' A DISPONIBILITA' MA NO PERDITA TEMPO

(V' ELUANA: BRESSO, SE CI VIENE CHIESTO ....' DELLE 15,25) (ANSA) - MILANO, 20 GEN - 'Siamo sempre pronti a valutare qualunque disponibilita' purche' non rappresenti ulteriore perdita di tempo: a noi interessa mettere in atto l'ordinanza della corte d'appello, alla luce del sole, tendenzialmente in Italia e senza ostacoli dell'ultimo momento'. Lo ha detto la curatrice di ELUANA Englaro, l'avvocato Franca Alessio, interpellata sulla dichiarazione del presidente del Piemonte Bresso, disponibile ad accogliere la donna in stato vegetativo permanente.
'Noi vorremmo si potesse prendere una decisione definitiva' ha aggiunto l'avvocato, ringraziando il presidente della regione Piemonte per la sua apertura. (ANSA).

Emilia Romagna - il Pd in difficoltà

(ER) ENGLARO. IN PROVINCIA IL PD RIESCE A EVITARE LA DISCUSSIONE

RINVIATO L'ODG PROPOSTO DA AN E FI
(DIRE) Bologna, 20 gen. - Slitta l'arrivo di un pronunciamento del Consiglio provinciale di Bologna sulla vicenda di Eluana Englaro, che potrebbe essere accolta in una struttura sanitaria dell'Emilia-Romagna. Il tema e' arrivato in aula oggi, grazie ad un ordine del giorno presentato da An e Fi. Il Pd, pero', ha chiesto di non votarlo nella seduta odierna proponendo con successo di affrontare l'argomento in commissione.
Nell'odg, i consiglieri di centrodestra sottolineano come le strutture sanitarie della regione abbiano come "scopo fondamentale e non derogabile quello di assistere alla vita, non di favorire la morte" e che "questa Provincia si e' sempre dichiarata contro la pena di morte nella piena considerazione che il caso di Eluana Englaro attenga alla difesa della vita".
Esprimendo solidarieta' al ministro della Salute, Maurizio Sacconi ("oggetto di una imputazione giuridica non condivisibile"), l'opposizione di Palazzo Malvezzi puntava ad invitare la Provincia "a schierarsi con quanti manifestano contrarieta' alla possibilita' che le cure ad Eluana vengano a cessare nel territorio della nostra regione".

ELUANA: EX POPOLARI 'SCOMUNICANO' LA SCARAMUZZINO, E' UN UFO

(ANSA) - BOLOGNA, 20 GEN - Gli ex Popolari dell'Officina delle Idee, Paolo Giuliani e Angelo Rambaldi, intervengono sul caso Englaro e se la prendono con la vicesindaco di Bologna Adriana Scaramuzzino, cattolica, ex magistrato e tra i firmatari dell'invito al presidente regionale Vasco Errani a favorire l' accoglienza in una struttura regionale di Eluana.
'Prendiamo atto, con preoccupazione, che un giudice, in attesa di rientro (una delle notizie piu' confortanti di questo fine della Giunta comunale bolognese) continua a far finta di non sapere che la famosa sentenza e' avvenuta nell'ambito della 'giurisdizione volontaria' e percio' non obbliga alcuna pubblica amministrazione - sottolineano Giuliani e Rambaldi - Ma proprio l'atteggiamento del vicesindaco verso il mondo cattolico e' uno dei nodi che vengono al pettine, in questa modesta stagione politica iniziata nel 2004, in cui il Sindaco aveva dimostrato maggior prudenza, attenzione e rispetto per le convinzioni di quella parte di elettorato cattolico che aveva votato Pd'. Poi i due ex Popolari si lanciano in un attacco frontale, prendendo spunto dai buoni rapporti tra la Scaramuzzino e il leader ulivista Arturo Parisi.
'La vicesindaco che, dietro una forma caramellosa e gentile, maschera un'arroganza di fondo e una sordita' totale verso chi non la pensa come lei (che noi abbiamo sperimentato piu' volte), e' una signora che, come un ufo, a suo tempo fu imposta come vicesindaco con il titolo prestigioso di essere la vicina di casa di un autorevole esponente ulivista. Avrebbe potuto avere l'umilta' di capire che la Margherita prima ed il Pd oggi, erano e sono una casa con inquilini di diverse sensibilita' e quindi, al di la' del suo ruolo nelle deleghe attribuitele dal Sindaco, peraltro in questi anni gestite con esiti disastrosi, avrebbe potuto con senso di misura e rispetto evitare di esporsi con posizioni che potessero risultare di scarso rispetto su temi che lei sapeva benissimo oggetto nel Pd di valutazioni opposte.
Cosa che non ha mai fatto sin dall'inizio'. Questa situazione - concludono - 'rischia di avere per il Pd ed il suo candidato Sindaco esiti preoccupanti'. (ANSA).

 

Pagine