non c'è un giudice a Milano, però....

 

...c'è un Governatore in Lombardia!

 

ELUANA: FORMIGONI, PER ORA NON OTTEMPERIAMO SENTENZA TAR

 

(AGI) - Milano, 27 gen. - Per il momento la Regione Lombardia ha deciso di non ottemperare alle richieste della sentenza emessa ieri dal Tar lombardo, che ha dichiarato illegittimo il provvedimento con cui la Regione aveva impedito di staccare la spina ad Eluana Englaro nelle strutture accreditate.

"Non intendiamo almeno per il momento ottemperare alle indicazioni della sentenza - ha detto Formigoni ai giornalisti - perche' ci appaiono infondate le valutazioni che il Tar ha dato. Credo che questo possa essere serenamente riconosciuto da chi esamina la sentenza dal punto di vista del diritto. Dal punto di vista complessivo - ha aggiunto il governatore lombardo - mi sembra che questo rimbalzo di pronunciamenti tra le varie magistrature abbia portato a perdere di vista il punto centrale: una ragazza che vive in uno stato vegetativo, ma pienamente umano. Nessuno - ha commentato Formigoni - e' in grado di dire che questo stato e' irreversibile".

Qualora Beppino Englaro decidesse di mettere in atto la sentenza, Formigoni ha precisato che "la regione non intende interferire nelle scelte delle persone. Non possiamo pero' essere obbligati a fare noi quello che nessuna legge ci impone di fare; se lo facessimo, potremmo essere chiamati a giudizio".

Riguardo al ricorso al Consiglio di Stato, il presidente della Regione Lombardia ha confermato che, al termine della giunta regionale, non sono state prese decisioni: "il tribunale - ha detto Formigoni - non ci ha ancora consegnato la sentenza, che si preannuncia articolata e complessa. Un ricorso al Consiglio di Stato non si decide se non dopo un esame approfondito; quando il tribunale ci avra' inviato la sentenza, avremo 60 giorni di tempo per decidere se ricorrere al Consiglio di Stato oppure no".

putiferio

Oggi i sostenitori della morte di Eluana per fame e per sete sono riusciti rispettivamente a:

1.     Mettere in difficoltà il Pd in due regioni – Emilia Romagna (molto divertenti le considerazioni dall’Officina delle Idee) e Piemonte

2.     In particolare spaccare il Pd piemontese

3.     Far pronunciare alcuni del Pd – piemontesi – riguardo alla legge sul “fine vita”, per la “necessità di assicurare l’alimentazione e l’idratazione, almeno fino a che la loro assimilazione avvenga senza difficoltà”, cioè contro la proposta di Ignazio Marino. Hanno quindi dimostrato (come è ovvio che sia) che il Pd su questi temi non è così compatto come Marino vorrebbe far credere.

4.     Impedire al Pd nazionale, riunito a porte chiuse, di votare al proprio interno una proposta, per non contarsi.

5.     Sempre all’interno del Pd, sono riusciti a trovare la seguente mediazione (dall’agenzia Adnkronos delle 19.26): “La mediazione tra laici e cattolici del Pd e' stata trovata sul garantire a tutti idratazione e alimentazione artificiale (che sono "atti medici" e non terapie) ad esclusione di chi abbia specificato di non volerli nel caso in cui si trovasse nella condizione di Eluana”. Cioè la morte per fame e sete è proibita tranne per chi la vuole. Ma che significa? Che c’era pure qualcuno a favore della sospensione di idratazione e alimentazione anche per chi non lo chiede??? E che mediazione è?

Intanto la storia sembra ripetersi in Puglia, e segue il solito schema: un gruppetto assolutamente minoritario pensa che far morire Eluana nella propria regione sia un atto di civiltà, vanto per la propria terra e soprattutto senza costi sul piano politico, o dell’opinione pubblica.

Tale gruppetto invita Eluana in regione, paralizzando per l’imbarazzo la maggioranza che governa, qualsiasi essa sia. Allora i proponenti gridano allo scandalo, all’arretratezza dell’Italia in tema dei cosiddetti “nuovi diritti”, contro il Vaticano (che ci sta sempre bene), e continuano a non chiedersi perchè ci sono tanti problemi, e perché non viene così naturale far morire qualcuno di fame e di sete. In altre parole, continuano a fare lo stesso errore di quelli che hanno perso il referendum sulla legge 40: inveiscono contro il nemico che li ha sconfitti, ma non si chiedono mai il perché.

N.B.: particolarmente surreale – ma comprensibile - l’intervento della curatrice Franca Alessi, che dopo tanti annunci a vuoto si è stufata.

 

A.A.A. cercasi clinica - astenersi perditempo

A.A.A. Cercasi clinica. Astenersi perditempo

 

ELUANA: CURATRICE, SI' A DISPONIBILITA' MA NO PERDITA TEMPO

(V' ELUANA: BRESSO, SE CI VIENE CHIESTO ....' DELLE 15,25) (ANSA) - MILANO, 20 GEN - 'Siamo sempre pronti a valutare qualunque disponibilita' purche' non rappresenti ulteriore perdita di tempo: a noi interessa mettere in atto l'ordinanza della corte d'appello, alla luce del sole, tendenzialmente in Italia e senza ostacoli dell'ultimo momento'. Lo ha detto la curatrice di ELUANA Englaro, l'avvocato Franca Alessio, interpellata sulla dichiarazione del presidente del Piemonte Bresso, disponibile ad accogliere la donna in stato vegetativo permanente.
'Noi vorremmo si potesse prendere una decisione definitiva' ha aggiunto l'avvocato, ringraziando il presidente della regione Piemonte per la sua apertura. (ANSA).

Emilia Romagna - il Pd in difficoltà

(ER) ENGLARO. IN PROVINCIA IL PD RIESCE A EVITARE LA DISCUSSIONE

RINVIATO L'ODG PROPOSTO DA AN E FI
(DIRE) Bologna, 20 gen. - Slitta l'arrivo di un pronunciamento del Consiglio provinciale di Bologna sulla vicenda di Eluana Englaro, che potrebbe essere accolta in una struttura sanitaria dell'Emilia-Romagna. Il tema e' arrivato in aula oggi, grazie ad un ordine del giorno presentato da An e Fi. Il Pd, pero', ha chiesto di non votarlo nella seduta odierna proponendo con successo di affrontare l'argomento in commissione.
Nell'odg, i consiglieri di centrodestra sottolineano come le strutture sanitarie della regione abbiano come "scopo fondamentale e non derogabile quello di assistere alla vita, non di favorire la morte" e che "questa Provincia si e' sempre dichiarata contro la pena di morte nella piena considerazione che il caso di Eluana Englaro attenga alla difesa della vita".
Esprimendo solidarieta' al ministro della Salute, Maurizio Sacconi ("oggetto di una imputazione giuridica non condivisibile"), l'opposizione di Palazzo Malvezzi puntava ad invitare la Provincia "a schierarsi con quanti manifestano contrarieta' alla possibilita' che le cure ad Eluana vengano a cessare nel territorio della nostra regione".

ELUANA: EX POPOLARI 'SCOMUNICANO' LA SCARAMUZZINO, E' UN UFO

(ANSA) - BOLOGNA, 20 GEN - Gli ex Popolari dell'Officina delle Idee, Paolo Giuliani e Angelo Rambaldi, intervengono sul caso Englaro e se la prendono con la vicesindaco di Bologna Adriana Scaramuzzino, cattolica, ex magistrato e tra i firmatari dell'invito al presidente regionale Vasco Errani a favorire l' accoglienza in una struttura regionale di Eluana.
'Prendiamo atto, con preoccupazione, che un giudice, in attesa di rientro (una delle notizie piu' confortanti di questo fine della Giunta comunale bolognese) continua a far finta di non sapere che la famosa sentenza e' avvenuta nell'ambito della 'giurisdizione volontaria' e percio' non obbliga alcuna pubblica amministrazione - sottolineano Giuliani e Rambaldi - Ma proprio l'atteggiamento del vicesindaco verso il mondo cattolico e' uno dei nodi che vengono al pettine, in questa modesta stagione politica iniziata nel 2004, in cui il Sindaco aveva dimostrato maggior prudenza, attenzione e rispetto per le convinzioni di quella parte di elettorato cattolico che aveva votato Pd'. Poi i due ex Popolari si lanciano in un attacco frontale, prendendo spunto dai buoni rapporti tra la Scaramuzzino e il leader ulivista Arturo Parisi.
'La vicesindaco che, dietro una forma caramellosa e gentile, maschera un'arroganza di fondo e una sordita' totale verso chi non la pensa come lei (che noi abbiamo sperimentato piu' volte), e' una signora che, come un ufo, a suo tempo fu imposta come vicesindaco con il titolo prestigioso di essere la vicina di casa di un autorevole esponente ulivista. Avrebbe potuto avere l'umilta' di capire che la Margherita prima ed il Pd oggi, erano e sono una casa con inquilini di diverse sensibilita' e quindi, al di la' del suo ruolo nelle deleghe attribuitele dal Sindaco, peraltro in questi anni gestite con esiti disastrosi, avrebbe potuto con senso di misura e rispetto evitare di esporsi con posizioni che potessero risultare di scarso rispetto su temi che lei sapeva benissimo oggetto nel Pd di valutazioni opposte.
Cosa che non ha mai fatto sin dall'inizio'. Questa situazione - concludono - 'rischia di avere per il Pd ed il suo candidato Sindaco esiti preoccupanti'. (ANSA).

 

Piemonte - il Pd si spacca

 

 

ELUANA, PD: SI ABBIA IL CORAGGIO DI CHIAMARE LE COSE CON IL LORO NOME.

Roma, 20 GEN (Velino) - "Quanto la presidente Mercedes Bresso afferma sul rispetto delle sentenze e sullo stato di diritto e' assolutamente vero, ma, al tempo stesso, e' pienamente rispettoso della sentenza il fatto che gli operatori sanitari facciano obiezione di coscienza a fronte della richiesta di sospendere alimentazione ed idratazione a Eluana". Lo dichiarano i parlamentari del Pd Luigi Bobba, Marco Calgaro e Mimmo Portas. "Siamo convinti che il fatto che molte strutture sanitarie, anche pubbliche, rifiutino di porre in atto questa decisione non e' solo dovuto agli strali del ministro Sacconi, ma anche al fatto che qualunque operatore sanitario sa bene che lo stato di Eluana Englaro (stato vegetativo persistente) e' quello di un coma vigile, una situazione nella quale il soggetto conserva il ritmo sonno-veglia, conserva la maggior parte dei riflessi, respira spontaneamente...insomma una situazione in nessun modo assimilabile al fine vita, al coma profondo o alla morte cerebrale. La sospensione di idratazione e alimentazione ha di fatto come conseguenza la morte lenta per fame e per sete (una morte cui e' brutto assistere anche quando il soggetto non e' cosciente). Si abbia il coraggio di chiamare le cose con il loro nome: stiamo parlando di eutanasia. E si sia allora coerenti: chi e' d'accordo (noi non siamo tra questi) chieda che venga praticata in un modo piu' dignitoso e caritatevole che non con la morte per fame e per sete".

 

CASO ENGLARO: PD PIEMONTE, SERVE PAUSA, NO INUTILE GUERRA DI RELIGIONE =

Torino, 20 gen. - (Adnkronos) - No ad un'inutile guerra di religione, si, invece, ad una pausa. Ad invocarla sono alcuni esponenti del Pd piemontese , tra cui il presidente del Consiglio regionale, Davide Gariglio, consiglieri regionali e parlamentari, che in una nota sottolineano 'siamo vicini alla famiglia Englaro e condividiamo la sua sofferenza. Su questo tema e' evidente il ritardo della politica. Non ci convincono ne' la sentenza della Consulta in assenza di una legge, ne' le strumentali indicazioni del Ministro Sacconi. C'e' bisogno che il Parlamento legiferi rapidamente sul 'fine vita''.'Su questo tema - aggiungono - riteniamo che occorra affermare la totale contrarieta' all'accanimento terapeutico e la necessita' di assicurare l'alimentazione e l'idratazione, almeno fino a che la loro assimilazione avvenga senza difficolta'. Nel frattempo sarebbe piu' ragionevole non decidere sulla vita di Eluana. Serve una pausa e una tregua, piu' che un'inutile guerra di religione'.
 
 

Un giorno di ordinaria follia

Giornata di ordinaria follia, oggi. La notizia è sparata in tarda mattinata: il Ministro Maurizio Sacconi è indagato per violenza privata aggravata. Il reato sarebbe nella presunta intimidazione nei confronti della Casa di Cura Città di Udine, che – dopo l’atto di indirizzo emanato dal Ministro ed alcune sue dichiarazioni – ha ritirato la disponibilità ad accogliere Eluana per farla morire di fame e di sete.

La denuncia è stata presentata da alcuni dirigenti radicali: Antonella Casu, di Radicali Italiani,  Marco Cappato, della Luca Coscioni,  e pure Sergio D'Elia, dell'Associazione "Nessuno tocchi Caino", che d'ora in poi potremmo pure chiamare "però tutti addosso a Sacconi".

Ieri il rifiuto della Casa di Cura. Oggi, con un tempismo esemplare (considerando che è pure sabato) si è saputo che la Procura di Roma, ricevuta la denuncia, ha deciso di non archiviare il caso (avrebbero potuto farlo) e di iscrivere il Ministro Sacconi nel registro degli indagati. Evidentemente in Procura hanno il dubbio che Sacconi possa avere effettivamente usato violenza privata aggravata (ripeto: violenza privata aggravata).

Siamo al puro delirio.

Un Ministro emana un atto di indirizzo per ricordare che, secondo una Convenzione internazionale che l’Italia sta ratificando, non è lecito sottrarre alimentazione ed idratazione ad un disabile, e che succede? Viene denunciato per violenza privata aggravata, e c’è pure qualcuno che prende sul serio la denuncia.

Nel frattempo, invece, Franca Alessio, la cosiddetta “curatrice speciale” di Eluana – quella che dovrebbe fare da contraddittorio a Beppino Englaro, ma piuttosto ne fa l’eco – dichiara che, se non si trova un altro posto dove far morire Eluana, allora bisognerà obbligare qualcuno a sospenderle nutrimento e idratazione, magari  nella stessa clinica dove è adesso.

Chissà, magari diranno che devono essere proprio le suore a fare morire Eluana di fame e di sete.

E’ ovvio che una pretesa del genere non ha alcun fondamento. La sentenza autorizza a sospendere nutrizione e idratazione ad Eluana, non obbliga nessuno a farlo. E d’altra parte: ve li immaginate, i carabinieri che costringono le suore a staccare il sondino? Roba da matti.

Decine e decine le dichiarazioni di solidarietà al Ministro Maurizio Sacconi, soprattutto da esponenti del PdL. Con Beppino Englaro, i radicali e il solito Ignazio Marino. Dal Pd – a parte Paola Binetti, solidale con Sacconi, e Maria Pia Garavaglia – un silenzio totale. Colmo di imbarazzo. (A quelli del Pd evidentemente non è bastata né la sconfitta al referendum sulla legge 40, e neanche la figuraccia con i DICO e il Family Day. Quando capiranno che con i radicali dentro il partito  hanno tutto da perdere e niente da guadagnare?)

Eluana, la follìa di obbligarne la morte per fame e sete, e pure a Lecco dalle suore

ANSA – MILANO 17 GENNAIO 2009

“Se non si dovessero trovare altre soluzioni ritorneremo a chiedere con forza che l' attuazione della decisione di interrompere l'alimentazione e l' idratazione artificiale a Eluana Englaro, avvenga in Lombardia, non escludendo neppure la stessa clinica Beato Luigi Talamoni, dove ora la donna è ricoverata”.
Lo ha detto la curatrice speciale di Eluana, l'avvocato Franca Alessio, ribadendo che se tutte le altre strade saranno chiuse, resterà da percorrere solo quella dell'esecuzione forzata del dispositivo della Corte d' Appello di Milano.
“In questo caso ci pare ovvio che sosterremo che a mettere in atto la decisione dovrà essere la Regione Lombardia, perchè Eluana è a carico di questo servizio sanitario regionale - ha detto Alessio - Certo noi non vogliamo arrivare al punto da dover obbligare nessuno, ma mi sembra che ormai si sia usciti completamente fuori dai binari del diritto e della ragionevolezza”

Eluana, 38 anni a novembre, in stato vegetativo da 17 anni, dopo un incidente stradale, il 18 gennaio del 1992, e' ricoverata alla clinica Beato Luigi Talamoni da 14 anni, assistita dalle suore misericordine.
L'ipotesi che l'interruzione della alimentazione artificiale potesse avvenire nella struttura lecchese era stata esclusa subito, proprio per la natura religiosa della clinica.
L'avvocato Franca Alessio ha comunque ribadito che la speranza è quella di non dover arrivare a soluzioni così estreme come chiedere l'esecutività forzata del dispositivo.
“Abbiamo saputo che altre regioni, come l'Emilia Romagna, in qualche modo avrebbero manifestato la loro disponibilità - ha aggiunto - e noi siamo pronti a valutare tutte le opportunità, sperando però di non dover stare in ballo tanto tempo come è successo con Udine”.
La curatrice ha escluso che venga presa in considerazione l'ipotesi di rivolgersi all'estero. “Sarebbe una fuga - ha detto - e anche una vergogna che un cittadino italiano debba rivolgersi all'estero per fare applicare una sentenza dello stato italiano”.

Comunicato finale Casa di Cura Città di Udine

16.1.2009

COMUNICATO FINALE CASA DI CURA CITTA’ DI UDINE

Siamo costretti a ritirare la disponibilità ad ospitare la signora Eluana Englaro e l’equipe di volontari esterni per l’attuazione del decreto emesso dalla Corte d’Appello di Milano il 9 luglio 2008 e ratificato dalla Corte di Cassazione a sezioni riunite lo scorso novembre per il “groviglio” di norme amministrative e la possibile sovrapposizione di competenze esistenti tra Stato e Regioni.

Gli approfondimenti condotti portano a ritenere probabile che, nel caso si desse attuazione all’ospitalità della signora Englaro per il protocollo previsto, il Ministro potrebbe assumere provvedimenti che - per quanto di validità temporanea proprio in virtù delle specifiche pertinenze delle Istituzioni - metterebbero a repentaglio l’operatività della struttura, e quindi il posto di lavoro di più di 300 persone, oltre che di quelli delle società controllate, ed i servizi complessivamente erogati alla comunità.

Di fronte ad una tale, concreta prospettiva la Casa di Cura ha dunque dovuto rinunciare a portare avanti un’azione concepita con l’unico scopo di dare al signor Beppino Englaro il supporto logistico per esaudire la volontà della figlia.

Al termine di questa penosa vicenda, va sicuramente rivolto un sentito ringraziamento alle tante persone che, in vari modi, hanno manifestato concreta solidarietà ed appoggio ad una decisione coraggiosa che è stata portata avanti fin quando è stato possibile.

provocazioni, Englaro da Fazio, Rachida

I musulmani hanno chiesto scusa per aver pregato davanti al Duomo di Milano qualche giorno fa. La loro foto faceva veramente impressione .

Anche questa di Bologna, comunque, non era da meno.

Provocazioni pesanti di cui hanno fatto bene a scusarsi, e che speriamo di non vedere più. Facile immaginare cosa sarebbe successo se la provocazione fosse stata al contrario.

Basta ricordare come iniziò la seconda intifada, la violentissima rivolta palestinese con decine e decine di attentati suicidi sugli autobus, nei locali pubblici, con tutto l’orrore quotidiano dei kamikaze: la scintilla scoppiò quando Ariel Sharon, premier israeliano, il 28 settembre del 2000 fece una passeggiata sulla spianata delle Moschee, uno slargo su cui si affacciano la Moschea di Al Aqsa, e quella di Omar, nota anche come “Duomo della Roccia”. I palestinesi la considerarono una provocazione insopportabile, e prese il via l’ondata di attentati terroristici.

Mega spottone per il libro di Beppino Englaro, il padre di Eluana, ieri sera (sabato) da Fabio Fazio, sul canale pubblico di Rai Tre: venti minuti di pubblicità al libro di Beppino Englaro – in cui si racconta la vicenda giudiziaria di Eluana -  senza alcun contraddittorio, senza una voce diversa, nei giorni in cui la clinica Città di Udine decide se ricoverare o no Eluana per sospenderle alimentazione ed idratazione.

Beppino Englaro più volte ha chiesto silenzio stampa: l’ultima, poco prima di Natale, è stata una richiesta di “moratoria, soprattutto ai politici di qualsiasi schieramento, ma anche alla stampa”. Evidentemente il silenzio vale per tutti tranne che per lui. Chiaramente Beppino Englaro è liberissimo di partecipare a trasmissioni televisive, incontri pubblici, rilasciare dichiarazioni etc. Ma allora non chieda al resto del mondo di tacere.

Fulvio De Nigris a proposito aveva scritto una bella lettera aperta a quella faccia tosta di Fabio Fazio. A quanto pare, inutilmente.

 Rachida Dati: tutti ce l’hanno col ministro francese della giustizia che è andata al consiglio dei ministri a cinque giorni dal parto cesareo, con tacchi a spillo e tailleur nero. Madre drogata di potere, l’hanno chiamata. Ma per cortesia, cerchiamo di vedere le cose come stanno!

Innanzitutto, a cinque giorni dal parto Rachida Dati non è andata a fare i lavori forzati, ma ha partecipato a una riunione, standosene seduta a un tavolo mentre qualcun altro guardava sua figlia. E non credo che nel frattempo fosse preoccupata di cercare qualcuno che le facesse la spesa, o di stirare il solito mucchio di panni in arretrato.

Io ricordo che a cinque giorni dal parto della mia terza figlia – con altri due bambini rispettivamente di quattro anni e di venti mesi che non stavano certo fermi a leggere il giornale – ero tornata a casa, pulivo, lavavo, cucinavo, allattavo. Come tante mie amiche.

Altro che superdonna malata di potere: Rachida è andata in riunione a riposarsi!

E certo che portava un tailleur! Al consiglio dei ministri non ci si va in tuta (come stavo io appena partorito), e con i tacchi a spillo avrà fatto si e no dieci passi: il tempo di scendere dalla macchina (con l’autista) e andare a mettersi seduta.

E poi tutto il mondo sa che lei rischia la poltrona. Se si assenta, ne approfittano e la fanno fuori dal governo. Da questo punto di vista, è una sfigata, che non se ne può stare a farsi i fatti suoi neanche a cinque giorni dal parto.

E comunque a me Rachida Dati sta simpatica: era poverissima, di origine marocchina, prima di undici fratelli, ha lavorato per aiutare a casa, la sua carriera brillante se l’è sudata tutta quanta, e adesso la criticano perché spende per vestire.

E che doveva fare, vestire in stile dimesso, che so, prendere  solo magliettine al mercato, per ricordare a tutti quanto era povera prima? Ma sarà per caso l’unica a comprare vestiti costosi, di tutto il governo francese? Perché nessuno va a ficcanasare nell’armadio degli altri ministri? Scommettiamo che se fosse stato un uomo tutte queste critiche non sarebbero mai arrivate?

Ma mi faccia il piacere!

guerra a Gaza, in attesa per Eluana

Infuria la guerra a Gaza. Una guerra provocata dai terroristi palestinesi di Hamas, che in questi anni si sono impegnati a spendere fiumi di denaro per sparare migliaia di missili sulle città israeliane – in ossequio al loro odio eterno per gli ebrei – anziché per cercare di rendere più dignitosa la vita delle loro stesse famiglie.

Chi veramente ha a cuore le sorti del popolo palestinese, dovrebbe togliere il prosciutto dagli occhi e i tappi dalle orecchie, e guardare in faccia i veri colpevoli, e cioè tutti coloro che, pur di vedere distrutto lo stato di Israele e tutti gli ebrei (ricordo che i massacri di ebrei in quelle terre sono iniziati ben prima della costituzione dello stato di Israele, e che lo Stato della Palestina non c’è perché non l’hanno mai voluto gli arabi, a cominciare dal 1948, fino ai mancati accordi di Camp David nel 2000) non esitano a mandare a morte i palestinesi, usandoli come kamikaze o scudi umani, a seconda della convenienza.

 Il popolo palestinese è ostaggio di chi si proclama paladino dei suoi diritti: Arafat & C. ieri, Hamas oggi.

Il problema è che difficilmente una guerra, per quanto legittima, può portare giustizia. L’uccisione di civili innocenti, palestinesi o ebrei che siano, aggiungerà altro odio in una terra che ne è già intrisa.

E dire che quella la chiamiamo Terra Santa.

Per farvi un’idea del veleno che circola da quelle parti (Medio Oriente in generale), date un’occhiata qua: è il sito di MEMRI (Middle East Media Research Institute), sempre aggiornato. Questa la versione in italiano.

 In Italia invece il Natale non è andato all’incontrario, per quanto riguarda Eluana: stiamo aspettando le decisioni della Clinica Città di Udine, che nei prossimi giorni dovrebbe dire se e a quali condizioni è disponibile a sospendere alimentazione e idratazione artificiale alla donna.

L’atto di indirizzo del Ministro Sacconi, sulla base soprattutto del recepimento della Convenzione Onu sui Diritti dei Disabili vieta di sottrarre alimentazione ed idratazione, appunto, ai disabili. La notizia che Eluana è in grado di deglutire, poi, rende inapplicabile il decreto della Corte di Appello di Milano, basato sulla richiesta di Beppino Englaro di sospendere a sua figlia il nutrimento artificiale: non c’è alcuna autorizzazione a sospendere anche il nutrimento per vie naturali.

Questo significa che se fosse sospesa alimentazione ed idratazione artificiale ad Eluana, senza darle nutrimento per via naturale, quando invece lei ha conservato questa capacità, si configurerebbe il reato di omicidio, oltreché di tortura di incapace.

Alcuni approfondimenti li potete leggere in un mio editoriale, ed in un approfondimento del Prof. Gianluigi Gigli, neurologo. Sempre da Avvenire.

 

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