attentato a Berlino, Formigoni

Ieri sera ho scritto un articolo per l'Occidentale, dopo la strage del mercatino di Natale a Berlino.

Stamattina  il ricercato Anis Amris è stato ucciso dalla polizia, in Italia, dove era sbarcato anni fa. Anis Amris ha portato via con sé la verità sull'attentato a Berlino, sempre che lui sia stato veramente l'attentatore. Ma tutto quello che ho scritto per l'articolo, ieri sera, ancora vale, dalla prima all'ultima parola: i terroristi islamici tutti li conoscono ma nessuno li ferma. Almeno finché non sono sospettati di strage.

Riguardo la condanna in primo grado di giudizio di Roberto Formigoni, resa nota ieri, condivido e sottoscrivo le dichiarazioni di Eugenia Roccella:

Agenzia DIRE: "Desidero esprimere la mia vicinanza e stima al collega e amico Roberto Formigoni in questo momento difficile. Ricordo a tutti quanto ha dato Formigoni alla sua Regione come governatore, facendo per esempio della Lombardia un modello per l'organizzazione sanitaria. Confidiamo che i successivi gradi di giudizio avranno un esito diverso, e che possa vedere riconosciuta la sua innocenza". Lo dice Eugenia ROCCELLA, parlamentare di Idea.

domande, segnalazioni

Due feroci attentati, ieri, ci hanno ricordato che la guerra con l'ISIS non è finita, anzi. Ma l'omicidio dell'ambasciatore russo in Turchia e l'attentato di Berlino pongono tante domande, ancora senza risposta (e chissà se ne avremo). E comunque l'Occidentale ne aveva scritto proprio ieri mattina, sull'allarme per i mercatini di Natale, possibile oggetto di attentati.

Intanto, riguardo le elezioni di Trump: hanno riconteggiato i voti in Wisconsin, perchè il vantaggio di Trump sulla Clinton era "solo" di 21.000 voti circa, e anche se non c'erano evidenze di brogli, e neppure sospetti, si è proceduto di nuovo al conteggio dei voti.

Bene: a Trump ne sono stati assegnati 131 in più rispetto al primo conteggio.

E poi: i Grandi Elettori hanno votato ieri, e anche qui sempre gli stessi giornaloni hanno continuato a scrivere che Trump addirittura addirittura rischiava di non essere eletto, per via di ammutinamenti, ripensamenti, ribellioni, e chi più ne ha più ne metta, di un numero importante di Grandi Elettori.

Bene: Trump ha perso due grandi elettori, quindi due voti rispetto a quelli attesi, mentre la Clinton ne ha persi otto. 

Speriamo adesso si sia capito: Trump è Presidente degli Stati Uniti d'America, e lo hanno regolarmente eletto gli americani. Punto.

Segnalo due miei articoli, uno su Avvenire, sul via libera inglese ai bambini con tre genitori, e l'altro su l'Occidentale, sugli psichiatri americani che hanno detto no al diritto a morire.

Da ultimo, ricevo e link volentieri: pillola giorno dopo, assolta per la prima volta farmacista obiettrice. Aspettiamo la pubblicazione delle motivazioni.

 

convulsioni politiche

Non finiranno tanto presto le convulsioni politiche del paese, e i guai non mancano a nessuno.  

Nell’ordine: nel Pd si naviga fra le macerie, a vista. Domani avremo un’idea dell’aria che tira, all’assemblea del partito, dove Renzi si prepara alle primarie della prossima primavera e, sottinteso, alle elezioni, che lui vorrebbe quanto prima. Vedremo se ci saranno veri competitor, per esempio Michele Emiliano, il governatore della Puglia, o se la concorrenza a Renzi sarà finta, per esempio con Enrico Rossi, governatore della Toscana, o deboluccia, con Roberto Speranza, ex capogruppo Pd alla camera.

I 5stelle scoprono l’ebbrezza del governare. Il loro problema è evidente: a Roma hanno dovuto prendere gente come la Muraro e Marra, che avevano già fatto parte delle passate amministrazioni, perché non hanno dirigenza politica propria. Per governare devi essere in grado di “far girare la macchina”, e quella di Roma è complicata: devi avere chi conosce a fondo i meccanismi dell’amministrazione, le procedure, gli ambienti, tutta roba che non si improvvisa. Si chiama classe dirigente. Non si materializza con un blog, e tantomeno con le votazioni on line su curriculum mandati per e-mail. Ci vogliono anni di esperienza di governo, di organizzazione, soprattutto di visione politica: ci vuole un partito. E i 5stelle non lo sono. A Torino, l’altra grande città dei 5stelle, la situazione non è paragonabile a Roma: la Appendino ha tutta un’altra storia e un’altra situazione. Ha ereditato una “macchina comunale” che funzionava, e lei non partiva da zero, ma bene immersa nell’ambiente della Torino che conta. Quel che sta accadendo a Roma potrebbe rassomigliare molto a quel che accadrebbe se i 5stelle governassero il paese, cosa che, visti i sondaggi, non tranquillizza.

E il centro-destra? Non pervenuto. Stefano Parisi non è più all’orizzonte, Salvini non si regge proprio più, la Meloni va per conto suo e poi ci sono tante piccole realtà sparse, da quelli di Fitto a Idea di Quagliariello e Roccella, tanto per dire i due più conosciuti. Resta Berlusconi, che non è più proponibile come leader. Pare proprio che non si riesca a trovare il verso di riunire questo schieramento sotto quell’unico ombrello che consentirebbe di costruire l’alternativa agli altri due (Pd e M5S). 

Per non parlare del pasticcio della Fedeli all’istruzione – ma se fosse successo con uno di destra, cosa gli avrebbero fatto? – dell’autosospensione di Sala da sindaco a Milano, e chi più ne ha più ne metta.

Per ora sappiamo che due date saranno decisive per le sorti future: l’11 e il 24 gennaio, quando la Corte Costituzionale si pronuncerà, rispettivamente, sulla ammissibilità del referendum sul Jobs Act, e sull’Italicum, il sistema elettorale voluto da Renzi. Il pronunciamento della Consulta sull'italicum influenzerà la successiva scelta del sistema elettorale, il quale, a sua volta, determinerà alleanze e schieramenti alle elezioni. Quando la politica annaspa sono i giudici a decidere le sorti del paese, e anche questo non è certo un buon segno. Vedremo.  

 

commento e segnalazione

'Abbiamo fatto tantissimo. Un vero miracolo in mille giorni. Ho fatto votare le unioni civili ai cattolici, ho fatto votare il jobs act, che ha dato frutti importanti, alla sinistra. Sono stati dei capolavori ' . Questo dice Renzi, riportato da Repubblica. Ne deduciamo innanzitutto che Renzi non si ritiene cattolico, dato che parla dei cattolici come altro da se'. E per questo proprio non riesce a capire, nonostante la sberla del 40 a 60.

Per quanto riguarda la segnalazione: in attesa del nuovo governo, qualche piccola, surreale notizia dagli USA: Trump, Luxuria e il gender, il titolo del pezzo in cui ne parlo, ovvero dove siamo arrivati con il politicamente corretto..... 

Renzi 2 la vendetta?

E’ evidente che Renzi, che ha fortemente voluto il referendum sulle riforme costituzionali – ha addirittura raccolto le firme, nonostante non ce ne fosse bisogno – e lo ha voluto personalizzare fino alla fine –, lo vedevi in Tv a tutte le ore, su tutti i canali a dire che lui non voleva più personalizzare il referendum – non pensava di poter perdere, e quindi non aveva un piano B.

E adesso lo vediamo: si è cacciato in un vicolo cieco,  e lo ha fatto tutto da solo. La cosa non ci importerebbe più di tanto, se non fosse che insieme a lui nello stesso vicolo sta trascinando tutto il paese: la sua prima, grande ideona era quella di andare alle elezioni subito, fra due mesi, senza neanche sapere con quale legge elettorale, per capitalizzare il 40% dei si,  continuando la lunghissima campagna elettorale che ha iniziato quasi un anno fa, quando ha annunciato il referendum.

Ma non si rende conto che dopo mesi di martellamento degli zebedei, non ne possiamo più di sentirlo e vederlo? E che quando appare in tv cambiamo canale? E che l’unico Renzi che tolleriamo è l’imitazione che ne fa Crozza? Qualcuno glielo dica, please. Per il suo bene.

Male ha fatto a fidarsi di Napolitano, il grande perdente di questa stagione politica, che lo ha spinto al suicidio politico (come ha già fatto con Gianfranco Fini): un comunista mai pentito, che ricordiamo bene per aver negato la sua firma al provvedimento che avrebbe salvato Eluana Englaro.

E mentre il presidente Mattarella sta avviando le consultazioni, leggiamo il commento alla situazione di Eugenia Roccella, che spiega lo stato attuale dei fatti: Renzi si prenda le sue responsabilità, le istituzioni non sono un taxi da prendere e lasciare a proprio piacimento. 

ancora su Trump

L'elezione di Trump ha cambiato quello che sembrava il corso inesorabile degli eventi. Non perchè sia il salvatore del mondo, ma perchè è un totale outsider, fuori dai poteri che stanno cercando di limitare le nostre libertà in modo "soft", apparentemente. 

Meglio di me tutto questo lo ha scritto Eugenio Capozzi su l'Occidentale, in un bell'articolo che vi segnalo : con Trump finisce l'epoca della dittatura relativista in Occidente?

E intanto pare sia impossibile per tanta stampa nostrana dare notizie corrette sul neo Presidente degli USA. Ne ho scritto su l'Occidentale: ma perchè i giornali continuano a mentire su Trump?.

e chi li compra più i giornali?

Qualche punto fermo dopo questa giornata storica, che ricorderemo sempre col felice hashtag #SbarackObama.

1. Non è vero che nessuno aveva previsto l’ascesa e il trionfo di Trump, e non lo diciamo per sottolineare che l'Occidentale, invece, non solo l'aveva previsto, ma ha fatto il tifo, fornendo un' informazione senza censure. Non è vero che i giornali e i media e il mainstream sono lontani dalla gente, e per questo non hanno capito che Trump avrebbe vinto.

Per continuare a leggere il mio commento su Trump e la stampa, e la posta in gioco di queste elezioni, clicca qua.

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