Come voterei alle prossime amministrative

Cosa voterei alle prossime amministrative, se abitassi a Roma o Milano? E perché? Credo valga la pena confrontarsi pubblicamente su questo, vista la delicatezza del momento, specie per noi cattolici. E ragionarci su.

La prendo da lontano, ma non troppo.

Premessa: finchè è esistita, ho votato DC, e per qualche anno ne ho avuto pure la tessera. La gran parte dei cattolici militanti votava DC. Era il nostro partito di riferimento, aveva impedito che i comunisti salissero al potere. E’ anche la mia storia e non la rinnego.

Eppure, in un’Italia ancora cattolica nel comune sentire, con la DC con la maggioranza dei voti, con una Chiesa che ancora contava parecchio nel paese, con papi come Paolo VI e Giovanni Paolo II, alla prima ondata dei cosiddetti “diritti individuali”, le prime battaglie antropologiche quando ancora non c’erano le nuove tecnologie, abbiamo perso clamorosamente.

Per essere ancora più chiara: con un partito cattolico in maggioranza e al governo, in un paese ancora cattolico nel suo sentire comune, con una chiesa importante, la DC e i cattolici sono stati sonoramente sconfitti sulle prime battaglie, divorzio e aborto. 1974 e 1981: l’inizio della fine, abbiamo perso, e male, tanto male.

2005-2007: vittoria al referendum sulla fecondazione assistita, affossamento delle unioni civili. Sono passati quasi trent'anni, il paese è più secolarizzato, la DC non c’è più, eppure chi come me ha vissuto i due periodi (il referendum del 1981 è stato il mio primo impegno pubblico, sono nata nel 1963), ha la chiarissima consapevolezza della sconfitta disastrosa di allora e della vittoria di trent’anni dopo.

Perché?

Sicuramente abbiamo avuto un grande cardinale a guidare la chiesa italiana, Camillo Ruini, che ci manca tantissimo. Purtroppo insostituibile. Un cardinale intelligente che non ha mai inseguito l’idea di un partito cattolico – lasciava che i cattolici si candidassero in tutti i partiti, anche se il suo cuore non batteva certo a sinistra. Eppure in quel periodo, tutti i governi (Berlusconi, Prodi, D’Alema, Amato, Berlusconi pure alleato con Fini….vi ricordo che l’unico presidente del consiglio cattolico dal 1994 e per vent'anni è stato Prodi, e ho detto tutto) hanno resistito all’urto della grande ondata della questione antropologica. Per più di venti anni, niente unioni civili, niente testamento biologico (e Ignazio Marino andava forte), di eutanasia neanche a parlarne, il divorzio era ancora lungo, niente droghe libere (e i radicali erano in parlamento), di legge sull’omofobia neanche l’ombra, la Legge 40 che consentiva solo l’omologa e che anche adesso, nonostante gli attacchi impressionanti delle potenti lobby affaristiche della fecondazione assistita, ha ceduto solo allo strapotere dei giudici, e in alcuni punti ancora resiste, incredibilmente  – solo coppie eterosessuali, niente embrioni alla ricerca, divieto alla surroga.

Perché?

Perché rispetto ad un partito di riferimento, per noi cattolici ha funzionato molto di più la contrapposizione destra/sinistra. Ha funzionato il bipolarismo.

Perché il mondo è cambiato, e la sinistra post-muro-di-Berlino si è identificata ancora di più con i “diritti individuali”. Chiunque militi nel Pd, anche se personalmente autenticamente cattolico, non può opporsi a certi provvedimenti né impedirli, perchè sono identificativi della sinistra. Le unioni civili erano nel programma di Bersani, e Renzi le ha riprese, perché una sinistra che non abbracci la causa LGBT non è sinistra.

La destra, invece, non si caratterizza con queste tematiche, che non sono tipiche del suo elettorato, in stragrande maggioranza conservatore sul piano antropologico: anche nella secolarizzazione dei tempi, i “nuovi diritti” non sono in agenda, ma eventualmente opzioni di singoli. E quindi i laici di destra che inseguono i “nuovi diritti” diventano residuali, irrilevanti politicamente: persino adesso, con Berlusconi al tramonto, il partito capeggiato dal laico Brunetta ha votato contro la legge sull’omofobia, così come qualche anno fa è stato il laicissimo Cicchitto a bloccare le unioni civili attraverso una pregiudiziale di costituzionalità (cioè ha votato per la non costituzionalità di un provvedimento che riconosceva blandamente le unioni gay). Unioni gay che non sono mai entrate nel loro programma di governo, e i berlusconiani pascalizzati (centrodestra) si sono compattati contro le unioni civili (centrosinistra).

Basta vedere le mozioni sull’utero in affitto. Non sono state ancora discusse perché il Pd non riesce a trovare un accordo interno su un testo condiviso, alla Camera:  una buona parte del Pd non riesce a condannarlo senza se e senza ma. E’ roba del loro Dna. Alla fine dei conti, abbiamo visto che Gasparri e Malan a destra hanno avuto molta più agibilità politica e sono stati molto più efficaci dei ministri cattolici Del Rio e Madia, nel Pd.

E di esempi potremmo farne molti altri.

Ma, in conclusione, in una situazione di bipolarismo destra/sinistra, se vince la sinistra non può che portare avanti le politiche dei “diritti individuali”, altrimenti non è sinistra. La destra invece non li mette in agenda, perchè condizionata dal suo elettorato, in larga parte antropologicamente conservatore: certi provvedimenti non li porta avanti, perché i suoi temi caratterizzanti sono altro – sicurezza, meno tasse, meno statalismo. 

Nel nostro sistema bipolare – alla fine il ballottaggio è fra due - un partito cattolico non può che essere drasticamente minoritario, destinato all’assoluta irrilevanza. Può solo togliere voti alla destra.

Con certa magistratura che ci ritroviamo, che fa e disfa le leggi a suo piacimento, con un’Europa invasiva sui “nuovi diritti” e indifferente a quelli “vecchi” (v. migranti), con un paese che galoppa verso la secolarizzazione, con la chiesa che ha scelto di tirarsi fuori dalla mischia per lasciare un’eventuale iniziativa ai laici, con la lobby gay sempre più pressante, io mi domando: un partito cattolico? Ma di che stiamo parlando?

Forse di una consolazione individuale, ma a me non basta.

Io voglio vincere. Io voglio costruire un’alternativa alla sinistra. Quindi devo cercare di costruire un nuovo centrodestra, che abbia possibilità di vincere. Un’alternativa che non può essere la Lega: importante come alleato, ma irrimediabilmente localizzato in alcune regioni del Nord, inesistente al Sud. Tanto meno un piccolo partito che per tre quarti sta nel Lazio, come quello della Meloni, che non è mai cresciuto e che non crescerà mai più se cercano di imitare Le Pen.

Per vincere bisogna ricostruire un centrodestra: è questa la priorità, adesso, in questo momento. Ricostruire le alleanze perdute, e ripartire per cercare una nuova leadership. 

Per questo, se abitassi a Milano voterei Parisi e a Roma voterei Marchini, perché questo è il voto utile per ripartire con il centrodestra, l'unico "contenitore" in cui possiamo trovare agibilità politica per i temi a noi più cari. 

Ci sarebbero altre cose da dire e spiegare, ma il post è già molto lungo: continueremo prossimamente.

Chi ha fatto veramente la battaglia sulla Cirinnà

Ma è vero che la Meloni è la rappresentante del popolo del Family Day, come scrive oggi un quotidiano romano?
Non credo proprio. Penso piuttosto che si tratti di una pessima strumentalizzazione della campagna elettorale della Meloni alle comunali di Roma, campagna che adessp per lei è tutta in salita, dopo il ritiro di Bertolaso e la raggiunta unità del centrodestra da cui proprio la Meloni è restata fuori.
Ma veniamo ai fatti.
I politici più agguerriti che hanno portato avanti la battaglia sulle unioni civili - Giovanardi, Quagliariello, ma anche Formigoni, Sacconi, Gasparri, Malan al Senato, e poi Roccella e Pagano alla Camera, a Roma sostengono tutti Marchini. E qualcosa vorrà pur dire.
Alcuni di loro, poi - Giovanardi, Quagliariello, Roccella - sono addirittura usciti dall'NCD, contro la politica "morbida" del partito sulle unioni civili.
Ma soprattutto, adesso la battaglia è alla Camera, in commissione Giustizia. Una battaglia molto difficile e finora trasversale, fatta anche di sedute notturne, a suon di emendamenti firmati da esponenti di gruppi diversi che si sono alleati su questo tema: Roccella, Pagano, Molteni, Gigli, Palmieri. 
E dove sono quelli di Fratelli d'Italia? Cosa hanno fatto finora? Non si è visto uno del gruppo di FdI neanche di passaggio: La Russa, Meloni, Rampelli, dove siete stati finora? Cosa avevate di meglio da fare?
Sono i grandi assenti, altro che rappresentanti del Family Day!!!!

Jeep Robot, le elezioni austriache, il mondo che cambia, un libro

Cosa hanno in comune il film “Lo chiamavano Jeeg Robot” e il risultato delle elezioni austriache di ieri? Domanda surreale, che però ha una risposta concreta, su cui dobbiamo riflettere. Ne ho scritto su l'Occidentaledove ho anche segnalato la recensione di un libro interessante, che speriamo sia tradotto presto in italiano (dal francese). Perchè la sinistra (e non solo, aggiungo io), non capisce il Jihad 

sentenze, guerra dei bagni, politica e...un giusto in cielo

Quattro aggiornamenti/segnalazioni. 

Continuano le sentenze innovative, su utero in affitto e adozioni di coppie omosessuali. Poi, ovviamente, verranno le leggi a "regolare" . Ne ho scritto oggi su Avvenire (v. allegato a fine post). 

E sempre su Avvenire, domenica scorsa ho raccontato della "guerra dei bagni" negli Stati uniti, dove Obama ha alzato il tiro. 

In Italia, finita la marcia trionfale di Matteo Renzi, in difficoltà per la prima volta. 

Chiudiamo ricordando il Grande Guerriero - così il nome dell'onoreficenza postuma - che adesso è in cielo accanto ai martiri cristiani.

intervista al Card. Sarah

Dagli attentati a Bruxelles alle convulsioni della politica italiana: ci sarebbe tanto da dire, ma indubbiamente nei giornali facciamo difficoltà a trovare notizie e commenti utili. L'informazione è uniforme: c'è una cappa che rende tutti uguali sia i pensieri che i fatti, come un pennello a un colore solo passato su una tela colorata, che copre tutto. Mai come adesso abbiamo bisogno di testimoni, di guide autorevoli che indichino la strada. Per questo voglio segnalare l'intervista del Card. Sarah : limpido e chiaro come sempre, e come sempre leggendolo c'è tanto da imparare. Una rarità, oramai, preziosa rarità. Su l'Occidentale

Consulta: gli embrioni tirano un sospiro di sollievo

A Roma si dice: Nun ce vonno sta'. “Ci rivolgeremo alla Corte europea dei diritti dell’uomo affinchè censuri l’Italia”, perché non consente la ricerca sugli embrioni: questa la minaccia di Filomena Gallo, avvocato della Associazione Luca Coscioni che in questi anni ha cercato ostinatamente di smontare la legge 40. Devono essere caduti in confusione, dopo la débacle di ieri...per continuare a leggere, clicca qua, su l'Occidentale.

nuovo partito, nuove leggi in arrivo

Sul nuovo partito della famiglia di Adinolfi e Amato segnaliamo per ora, condividendolo pienamente, quanto già scritto da Riccardo Cascioli su La nuova Bussola, Giuseppe Rusconi su Rosso Porpora e Luigi Amicone su Tempi

Ci torneremo sicuramente su nei prossimi giorni.

Intanto in parlamento si parla di “regolamentare” faccende tipo eutanasia, cannabis, utero in affitto e altro. Su Avvenire ho scritto un editoriale a commento, titolato "Il valore delle regole"  

è nato

MA VENDOLA NON E' PAPA'

E' nato il figlio biologico del compagno di Nichi Vendola: per la precisione, è nato il figlio di Eddy Testa (canadese), partorito da una donna indonesiana (con passaporto americano) in California, da cui pare provenga anche la madre genetica – quella che venduto l’ovocita. Non si capisce quindi a che titolo lo chiamino "figlio" di Vendola, visto che il piccolo con lui non ha niente a che fare: probabilmente perché Vendola ha messo i soldi, e per questo chiederanno a un giudice in Italia di stabilire che sia lui il secondo padre. Sicuramente Vendola ha firmato un contratto, che gradiremmo leggere, insieme al conto finale e al dettaglio spese.

Proletarie di tutto il mondo, svegliatevi!

Unioni civili: chi ha vinto e chi ha perso

Chi ha vinto e chi ha perso nella legge sulle unioni civili del governo Renzi?

Per capirlo basta leggere i commenti.

Il più sintetico, un tweet della senatrice del Pd Laura Cantini, che in pochi caratteri spiega bene:

"L'emendamento del governo salva i punti salienti del ddl Cirinnà. Domani una legge storica, poi al lavoro per riformare le adozioni".

E il senatore del pd Sergio Lo Giudice (quello che vuole adottare il figlio biologico del compagno, avuto con regolare contratto di affitto di utero), conferma: "Ho visto la bozza del maxi emendamento e, a parte lo stralcio delle adozioni, il resto del ddl resta uguale. Mi sembra che il testo possa andare".

Da parte sua, Maurizio Sacconi, coerentemente con le sue battaglie su questi temi (anche se, a differenza di Giovanardi, Quagliariello e Roccella non è uscito da Ncd), ha dichiarato che non voterà la fiducia, e spiega perchè:

"Non voterò la fiducia per ragioni di metodo e ancor più di sostanza. Essa mi appare uno strumento politicamente improprio per una materia che investe principi fondamentali rispetto ai quali ciascuno deve obbedire solo alla propria coscienza. E la mia coscienza laica mi impone di difendere l'antropologia naturale rispetto ad una deriva nella giurisprudenza e nei comportamenti sociali in aperto conflitto con sentimenti profondi della nazione. Resto, come i più, favorevole a regolare tutte le convivenze e contrario a innovare la procreazione e la genitorialità. Nel testo sono ampie le sovrapposizioni tra unioni e matrimoni così da costituire le premesse per una giurisprudenza costante in favore delle adozioni omosessuali. Le sovrapposizioni riguardano: il rito con i testimoni e la lettura degli stessi articoli del codice civile, il cognome unico, il comune indirizzo familiare e sottolineo familiare, la presunzione di comunione dei beni, la quota di legittima nell'eredità, la pensione di reversibilità negata peraltro alle stabili convivenze eterosessuali con figli, le cause di impedimento. E se miagola come un gatto non può che essere un gatto".

E infatti il maxiemendamento miagola che è un piacere.

Più dettagliatamente, nell'agenzia riportata di seguito c'è la descrizione delle trattative, molto illuminanti. Ap (NCD+UDC)  ottiene l’eliminazione della stepchild adoption e l’obbligo di fedeltà (e su quest’ultima ci risparmiamo le battute, ma solo per ora, possiamo però dare sfogo alla fantasia, e chiederci, nel frattempo, ma che caspita di vittoria sarebbe, quella di eliminare l’obbligo di fedeltà? Qualcuno lo aveva chiesto?) ma perde su tutto il resto:

Sono serviti diversi vertici, riunioni e contro-riunioni per raggiungere la quadra. Al termine di una lunga giornata di trattative, con momenti anche di forte tensione, Pd e Area popolare siglano l'intesa e mettono nero su bianco, nel maxiemendamento del governo, l'accordo raggiunto per approvare con i voti della maggioranza la legge sulle Unioni civili. Dal testo spariscono le adozioni e viene eliminato l'obbligo di fedeltà per i partner dell'unione civile. Due punti fortemente voluti da Area popolare. Ma il Pd resiste sulle altre richieste (tra cui un ammorbidimento dei diritti successori), prima fra tutte quella di limitare, con una norma ad hoc, il campo d'azione dei giudici ordinari, per evitare che la stepchild adoption venga di fatto riconosciuta dalla magistratura. A mantenere la linea sono il ministro Boschi e il collega Orlando, che non cedono di un millimetro. Alla fine, Ap incassa due vittorie (stop adozioni e fedeltà), ma deve cedere sul resto: nel testo del maxiemendamento resta la separazione lampo, resta la possibilità di aggiungere al proprio il cognome del partner, resta il mantenimento. Spariscono, come già prevedevano gli emendamenti Lumia per evitare i rischi di incostituzionalità, tutti i riferimenti agli articoli del codice civile sul matrimonio. Si rimanda, invece, agli articoli 2 e 3 della Costituzione. Esulta il premier Matteo Renzi: "L'accordo è un fatto storico", scrive su twitter. Anche Alfano si intesta la vittoria: "Oggi vince il buon senso". Ma al di la' delle dichiarazioni ufficiali, e' palpabile la soddisfazione del governo (area Pd) per essere riusciti ad uscire dalla palude in cui rischiavano di impantanarsi per mesi le Unioni Civili. Soddisfazione pari a quella dei centristi, che sbandierano la loro "vittoria su tutta la linea", non solo per aver eliminato le adozioni, ma anche per aver riportato l'intesa nell'alveo della maggioranza di governo. Il capogruppo Pd Zanda ricorda che le adozioni saranno inserite in una legge ad hoc, che "avrà corsia preferenziale e sarà approvata entro la legislatura". Tacciono, almeno pubblicamente, i cattodem, ma i loro volti non nascondono la soddisfazione. Parlano, invece, i Giovani turchi, secondo i quali "sono state rigorosamente mantenute le condizioni da noi poste".

Commento riassuntivo su l’Occidentale, che significativamente titola: Unioni civili: Ncd balla sulla testa del Family Day

Pagine