video strepitoso

Una compagnia di amici pronti a tutto, la determinazione e la tenacia per la buona comune battaglia, anche quando pare che oramai non ci sia più niente da fare: quando l’onda anomala dello tsunami antropologico sembra ci stia per travolgere; quando la vittoria al referendum della legge 40 e la grande piazza del Family Day (la prima manifestazione mondiale a favore della famiglia basata sul matrimonio fra un uomo e una donna, e i PACS, comunque, pace all’anima loro, ancora non ce li abbiamo) sembrano resti del paleozoico, e non fatti di qualche anno fa; quando ogni giorno ce n’è una, fra surreali risoluzioni del parlamento europeo, spettacoli teatrali manipolatori dei nostri ragazzi e censure fin dentro le nostre scuole; quando ci pare di combattere a mani nude contro una corazzata, e pure controvento; quando sembra che tutto stia per implodere, guardiamo a questa compagnia di amici in questo video breve e strepitoso, guardiamo alla loro tenacia, determinazione, alla loro creatività ironica, giovane e vitale.

Non conosco queste persone, ma sono insieme a loro, in questa strepitosa incursione oggi, davanti al Ministero della Giustizia francese. Un blitz che dice tante cose: una libera iniziativa di alcuni amici, ognuno mette la sua faccia, ciascuno determinato a difendere la più semplice delle verità, e cioè che ogni bambino nasce da un uomo e una donna, da un padre e una madre, e ha diritto a vivere con loro, in una comunità primordiale e antichissima che si chiama famiglia.  Al singolare, con un articolo determinativo davanti: “La”, appunto, famiglia, perché ce n’è una sola (come di mamma, ce n’è una sola).

E’ il fondamento della nostra umanità, del nostro essere umani, un fondamento che pare stia per essere spazzato via da forze più grandi di noi, da una grande macchina da guerra innanzitutto anticristiana, e quindi antiumana, apparentemente invincibile.

Ma noi non dobbiamo mollare. E se quel che possiamo fare sono solo fastidiose incursioni, facciamo quelle. Non dobbiamo smettere di dire la verità, negli unici modi in cui ci è concesso dirla. Non dobbiamo smettere di pretendere la nostra libertà di parola, di espressione, di incursione. Non dobbiamo smettere di esserci. Noi ci siamo.