vediamo di raccapezzarci qualcosa

Sta succedendo di tutto. Vediamo di raccapezzarci qualcosa.

UNO: la politica sembra veramente impaludata, incapace di riprendersi, tutti i partiti nessuno escluso. Si sta navigando a vista, anzi, si sta fermi, a vista. E se il PdL pare arrotolato su se stesso, dalle parti del Pd volano gli stracci per le primarie, mentre Casini & Fini a forza di tattiche e strategie non sanno più neanche loro da che parte stanno. La verità è che sono tutti in attesa del risultato di tre eventi, la combinazione dei quali darà a ognuno l’indicazione di come muoversi. Mi spiego: per il PdL e il Pd e l’UdC è fondamentale capire cosa succederà: a) nelle elezioni in Sicilia, dove UdC e Pd sono alleati contro il PdL b) se vince Renzi o no alle primarie del Pd c) quale sarà la legge elettorale.

A seconda di come finiranno questi tre eventi, i partiti decideranno come muoversi. E fino ad allora, sarà buio pesto. Rassegnamoci.

DUE: scandali e corruzione. Nessuno può chiamarsi fuori. Il che non consola, può non piacere, ma è così. In Lazio i soldi ai gruppi se li prendevano tutti, PdL, Pd, UdC, IdV. E una volta che il consiglio di presidenza decideva di darli ai partiti, diventavano dei partiti, cioè di associazioni private che potevano farci quel che volevano. Quindi se, per ipotesi, Fiorito – campione di preferenze, 30.000 circa, e quindi scelto da chi lo conosceva e non nominato dal partito -  riuscirà a dimostrare che tutti quei soldi sono arrivati legittimamente nei fondi del partito, poi quel che ci ha fatto sono fatti suoi, e potrebbe passarla liscia, dal punto di vista giudiziario: se un partito dice che per fare attività politica deve comprare il SUV al capogruppo, oppure organizzare convegni, o regalarli alla sagra delle forchette, non è oggetto di indagine. E quindi il problema vero, prima che giuridico, è un problema politico e morale: è possibile che tutti i partiti fossero d’accordo per spartirsi una marea di soldi? Si, lo è. Tutto questo è disgustoso? Sicuramente si. Ma la corruzione non è qualcosa che si limita alla classe politica. E’ di oggi la notizia che i soldi delle tasse pagate in alcuni comuni mediante una società di nome “Italia tributi” andavano ad arricchire i capi di questa società, e non erano versati ai comuni, come invece doveva essere. Non politici corrotti, stavolta, ma imprenditori corrotti, ed avidi fino all’inverosimile. Tutta questa corruzione ci circonda, è “democraticamente” distribuita fra tutti i ceti sociali, in ogni orientamento politico. E allora? Difficile ripartire se non si hanno punti di riferimento. In una società scristianizzata, dove l’orizzonte è la vita materiale e terrena, dove si pretende che i desideri diventino diritti, mi dite per quale motivo uno non dovrebbe approfittare del momento buono per fare soldi e goderseli finchè può? Perché no, se poi tutto finisce qua? Troppo semplice come considerazione? Non credo, non so. Ditemi voi.

TRE: in questo momento difficile, è bene che i cattolici tengano sempre presente il criterio ultimo per giudicare chi fa politica, e cioè la tutela dei valori non negoziabili: vita, matrimonio fra uomo e donna, libertà di educazione. Un pacchetto che non si può spacchettare, prendere o lasciare tutto insieme, questa è la condizione per farsi votare (e fa pure rima).  Non sappiamo quali partiti e con quali regole e persone si andrà a votare. Sicuramente, anche se Renzi perdesse le primarie, tutta questa sua incredibile campagna significherà comunque che un bel po’ di gente del Pd, i vecchi notabili, non potrà più essere ricandidata. E di conseguenza, anche gli altri partiti si dovrebbero adeguare. Parlare di proposte politiche nuove con D’Alema, Livia Turco, Cesa, Fini, Carfagna, Verdini e Pisanu in lista saprebbe di stantìo (per questo la Prestigiacomo se n’è andata dal PdL: è in parlamento dal 1994, chissà se l’avrebbero  ricandidata….). Sarebbero improponibili. Se poi Renzi vincerà, ci sarà una vera e propria rivoluzione, perché almeno il Pd si spaccherebbe, e  diventerebbe lui il capo dei moderati, stavolta intorno al centro-sinistra (nel 1994 fu Berlusconi l’outsider che unì i moderati, intorno a sé, inventando un nuovo centro destra): per questo stanno cercando in tutti i modi di impedirglielo. Nel frattempo noi teniamoci stretti i valori non negoziabili.

QUATTRO: capisco bene che Monti dà affidabilità, e condivido pienamente l’analisi che ha fatto Antonio Socci. Ma il fatto di essere così etero diretti – non parlo di complotto di cui saremmo vittime, ma di forti e inevitabili “influenze” straniere -  mi fa istintivamente paura. Se già sappiamo che il futuro capo di governo deve essere lui, perché altrimenti l’Italia va a picco, perché così è stato deciso in Europa e “vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole e più non dimandare”, ma allora, dico, se è così, faccio una proposta: perché alle elezioni non ci danno le schede precompilate, croce su Monti già messa, e ci risparmiamo tutte queste discussioni? In fondo, facevano qualcosa del genere anche in URSS, e ci sono campati settant’anni….