un chiarimento e un ricordo

A proposito di trappoloni.

Leggo – sempre più esterrefatta –  le dichiarazioni dei politici dell’Udc, tutti d’accordo, senza eccezioni, con Pierferdinando Casini sul fatto che i temi etici devono rimanere fuori dalle alleanze elettorali. E allora, un chiarimento e un ricordo importante.

Chiarimento: se i partiti più significativi (PdL, Pd, UdC, tanto per cominciare) si mettessero d’accordo PRIMA delle elezioni, dicendo che, per il bene dell’Italia, si impegnano a governare insieme per realizzare, che so, sette obiettivi CHIARI E BEN DEFINITI, decisivi per uscire dalla crisi, allora avrebbe senso dire che sui temi etici tutti i partiti si impegnano a una moratoria parlamentare e politica, cioè a NON intervenire in parlamento, a NON promuovere localmente registri vari - di testamento biologico, di coppie di fatto, etc. -  a NON varare nessuna legge, insomma. Avrebbe addirittura senso per il Pd dire: voi del PdL per ora non parlate di fine vita e noi non mettiamo in discussione il riconoscimento delle unioni di fatto. E magari in questa “tregua pattuita”, se accadessero fatti per cui il governo PdL-Pd-UdC comunque si dovesse per forza esprimere in questioni etiche ( ad es. un intervento della Corte costituzionale sulla legge 40 che costringesse a legiferare), allora ogni partito si dovrebbe sentire impegnato a difendere le proprie posizioni, a prescindere dal governo di unità nazionale.

Un quadro di questo tipo renderebbe comprensibile la “neutralità” sui temi etici.

Ma quello che propone l’UdC è altro: l’UdC vuole fare un accordo SOLO con il Pd per vincere le elezioni (accordo che potrebbe includere anche Vendola)  e per farlo l’unico ostacolo sono i temi etici, che per questo Casini dice di voler tenere fuori dal programma governativo. Ma Bersani non esclude proprio niente: per esempio, ha già messo in programma il riconoscimento delle unioni omosessuali “alla tedesca”,  quelle che piacciono tanto a Paola Concia, la deputata Pd omosessuale che proprio in Germania si è “sposata” con la sua convivente.

I cattolici dell’UdC quindi si stanno preparando a fare le foglie di fico: saranno liberi di fare invettive pazzesche contro il matrimonio gay (che non lo vuole neanche Bersani, perchè dovrebbe cambiare la costituzione per farlo), e magari voteranno pure contro il riconoscimento delle convivenze omosessuali, ma si troveranno in minoranza, e non metteranno mai in discussione la loro appartenenza alla maggioranza di governo, per questi temi, una maggioranza che loro stessi hanno contribuito a costruire e che avrà i numeri per approvare quel che vuole.

Non è comunque, una novità per l’UdC: già in Piemonte hanno tranquillamente appoggiato la Bresso (Pd area radicale), e in Lombardia Pisapia, a Napoli De Magistris … di che sorprendersi? Ma allora smettetela di porvi come riferimento per i cattolici. Siete un partito di centro, punto e basta, senza più altre connotazioni.

RICORDO: quando fu approvata la legge 194 sull’aborto, non c’era l’espressione “valori non negoziabili”, perché non c’era ancora quella che chiamiamo “questione antropologica”. Louise Brown, la prima bambina concepita in provetta, nacque proprio due mesi dopo l'approvazione della 194, nel luglio del 1978, e solo pochi all’epoca si resero conto di quel che avrebbe significato.  

La legalizzazione dell’aborto era un provvedimento che finiva lì, non avrebbe avuto altre leggi di conseguenza, collegate (il riconoscimento delle coppie omosessuali, invece, avrebbe molte conseguenze dirette ed inevitabili, sulla procreazione assistita, per esempio e sull’adozione).

Ma a parte le differenze, pensate bene: la legge 194 fu approvata nel pieno dell’emergenza del terrorismo (era il 22 maggio del 1978, e Moro era stato ucciso dalle BR due settimane prima, il 9 maggio): il paese era in condizioni drammatiche, e c’era un governo di unità nazionale. IN NOME DELL’EMERGENZA IN CUI SI TROVAVA IL PAESE LA 194 FU APPROVATA VELOCEMENTE, E SOPRATTUTTO LA DC NON MISE IN GIOCO LE ALLEANZE, non minacciò di far cadere il governo se la legge fosse stata approvata.

Non solo: non minacciò di far cadere il governo neanche per fare una legge più restrittiva.

Quanto ci scommettiamo che se la DC avesse minacciato seriamente di far cadere il governo, la legge 194 non sarebbe passata o almeno sarebbe stata più restrittiva? Ma sulla legge sull’aborto non sono state messe in discussione le alleanze di governo, e i risultati li conosciamo bene. La 194 ancora sta lì, immutata ed immutabile.

NON SO: l’UDC CI TIENE TANTO A FARE IL BIS?