E' il tempo della compagnia

E’ il tempo della compagnia.

Della mia, della nostra compagnia. Della compagnia di CL, tanto per capirci, che è casa mia da più di trent’anni, e ci mancherebbe che me ne dimentichi proprio adesso che è svillaneggiata su tutti i giornali, dal Corriere – il peggiore, l’ho sempre pensato -  all’ultimo dei foglietti dati gratis alla stazione.

Quando leggo di Formigoni e di Antonio Simone mi vedo davanti il salone dell’Arlara, a Corvara, all’equipe del CLU di agosto (per i non ciellini: l’incontro estivo dei responsabili degli universitari di CL, insieme a Don Giussani) . Vedevo loro insieme a tanti altri che questa compagnia l’hanno letteralmente costruita – per esempio Giancarlo Cesana, insieme a Enzo Piccinini – in anni belli e drammatici, e che è arrivata fino a oggi, in tutti i continenti e fino a me e per tutto questo gliene sono grata, gliene sarò per sempre, e lo voglio dire e scrivere pubblicamente proprio adesso, nel pieno della bufera.

Se hanno fatto degli errori, pagheranno. Mi pare lo stiano già facendo abbondantemente, con questo massacro mediatico. Se la magistratura accerterà dei reati, ne risponderanno.

Ma io personalmente non voglio divorziare da nessuno, come invece suggeriva oggi il titolo in prima pagina del Corriere della Sera (che tra l’altro dovrebbe rivedere un tantino le sue fonti. Per come è organizzata CL, è impossibile che Formigoni se ne ritenesse il capo. I responsabili ultimi, tra l’altro, sono state sempre persone sconosciute ai media). Anzi.

Proprio adesso è il momento, per chi appartiene a CL, di riscoprire la storia, il senso e il valore della nostra compagnia, di cui adesso si scrive come se di buono, nel movimento, ci sia stata un’ intuizione solitaria di Don Giussani, senza nessun altro intorno. Come se proprio questa compagnia, scalcagnata e fatta da poveracci e disgraziati come siamo tutti noi - e chi più ne ha più ne metta - non sia stata necessaria anche e innanzitutto a Don Giussani, per vivere la sua vita straordinaria, e per essere la persona che ha cambiato la nostra, di vita, come pure un pezzo di storia della Chiesa e del mondo (Dio ha bisogno degli uomini, ci spiegavano una volta con un film, e i peccatori erano inclusi).

Per questo invito tutti a leggere il contributo di Antonio Simone a Tempi. Onesto e lucido. Opportunamente titolato: persecuzione, smarrimento e gattemorte. Cosa ci ha insegnato Don Giussani.

Io le gattemorte proprio non le sopporto. Non so voi.